giovedì 7 ottobre 2010

terzotempo esplosione, n. 51

...date il pane agli affamati...
Il resoconto sul terzo tempo non può più attendere la negligenza del pagellonaro, esplode come la brama dei lettori di essere aggiornati.
Un minuto di silenzio per riflettere sulla rubrica che testimonia le oltre 5o sere passate a bivaccare nel noto locale di montesacro [...]
Fatto? ok
all'insegna della qualità e delle novità, gli eroi sconfitti talmente di misura da ritenere di aver vinto la partita si presentano nelle cucine di palazzo Peloro. Nessuna donna; peccato. Si vede che non è palazzo Grazioli, o una delle altre venti ville. Vediamo che c'è da magnà.
Subito, la vista del tavolo di cucina brilla, riluce, abbevera e sazia! I bicchieroni di mojito si allineano accanto alla mamma di tutte le pagnotte di pane casareccio, che scrocchia allegro sul tagliere.
Il tempo di tracannare il beverone ghiacciato, di tagliare il pane, e a tavola viene servito un risotto che lascia perplessi
i boscaioli del palato; condimento poco chiaro: zucca? a Fiordello non piace! melone? il coach lo considera pesce! carne? il pastore tedesco è vegetariano. "Quanti cazzi!" è un concetto già espresso in passato, il cuoco ormai se ne strafrega e va avanti per la sua strada. Per la cronaca, si tratta di un sublime connubio, melone e gorgonzola, che lascia i commensali attoniti a litigarsi l'ultima cucchiaiata. Strepitoso.
La trasferta molisana di Humbert e Serusuke ha dato poi occasione di un approvvigionamento di prodotti caseari di sublime fattura e freschezza, che dedichiamo con rutto sonoro al meneghino bianconeruto. Questo, chissà perché, ci riporta alla mente che quell'asino del capitano aveva millantato di rifornire la cambusa con carne di ciuco di provenienza pugliese. Se la sarà finita? vorremmo sapere.
Era tanto, era quasi troppo, per tutti. Quasi tutti: i gladiatori della tavola si accanivano in polemiche urlate di vario tipo (calcio, politica, mai la D'Amico...), ma si trattava di una strategia di gioco studiata: era il modo di bruciare quelle calorie necessarie a presentarsi tonici all'appuntamento
con l'ultima portata, l'ormai nota schiacciata autunnale con l'uva. Che è risultata la migliore della serie, grazie ai consigli di valenti chef fiorentini.

Del pane si era già parlato, ma faccio come mi pare e lo ripropongo in dettaglio. Se mai si ripresenterà, il fumettaro avrà forse modo di verificare le migliorie

mercoledì 22 settembre 2010

un peccato di terzo tempo, n. 50

Ci si aspettava un Teatro con gambe di ricotta e fiato corto di mojito, orbo dei polmoni di Leo e dei moccoli di Vasco, invece ci sono state sorprese, belle e brutte. Il coach ha ancora i nervi scossi dalla settimana scorsa, non può sostenere emotivamente il rischio che qualcuno gli tocchi la triade o nomini ancora il gol di Turone, e resta prudentemente a casa. Plotino ci deve pensare, perché pure lui è uscito ammaccato dal confronto (verbale), si fa pregare un po' ma alla fine decide di venire. La partita è stata bella, maschia ma leale, qualche sportellata ma nessun piagnisteo, un paio di feriti ma poi tutti sotto la doccia con allegria; non è caduta nessuna saponetta. La Caina, con formazione decisamente competitiva, vince meritatamente, ma di troppe lunghezze. Il Teatro gioca nel complesso bene, però prende 2-3 gol da oche giulive, e finisce in foisgras. Senza dilungarsi, nessuno ha fatto cappellate superbe, nessuno ha inciso più del proprio solito, migliore in campo capitan Bebo che, e questa è la notizia, HA CORSO! quindi possiamo incazzarci per tutte le volte che non lo ha fatto e per quelle che non lo farà, non è affetto da nessuna malattia invalidante, ha solo il culo di piombo. Per Fiordello, con il quale i finanzierotti pare abbiano un conto in sospeso, dobbiamo ancora scoprirlo.
Peccato per il terzo tempo della settimana prossima che non ci sarà.
Il vero peccato viene compiuto a tradimento, a partita finita, quando un ammutinamento dello spogliatoio fa sì che l'impegno agonistico della serata, quello con scarpini e forchette, venga ignorato senza preavviso da metà del team.
Se due persone non si presentano in campo senza avvertire, perfino Benny ha il diritto di incazzarsi.
Se due persone non si presentano a tavola, dopo che voci su un menù superbo si sono rincorse per tutta la settimana, il minimo è che il povero coglione ai fornelli sacramenti in giapponese. 馬鹿やろ!!
Poi, tutto come prima, ma per colpa dei vigliacchi, lunedì ve ne andate affanculo in pizzeria. Punto.
Eppeccato, perché la cena d'eccezione, smaltita eroicamente dai gladiatori della tavola, ha previsto tre portate di alta scuola, tutte autoprodotte come al solito, ma con in più la creatività di esperimenti felici:
per accompagnare il mojito, l'antipasto di pomodorini conditi su fetta di pane caldo;
Per primo i rigatoni sono conditi con sugo di tonno e pesto di finocchietto selvatico (un po' come Vasco) raccolto e cucinato per l'occasione.
La chilata di moscardini fritti viene accompagnata dal resto del pane fatto in casa e innaffiata da due fiale di gran livello, generosamente fornite da Plotino. Con tanti auguri per chi ha festeggiato in tavola come all'anagrafe.

venerdì 17 settembre 2010

terzo e quarto tempo, apoteosi; n. 49

Le immagini testimoniano chiaramente come, una volta tanto, il match tutto Teatro viene archiviato senza alcun codazzo polemico. I due principali artefici del trionfo della squadra A (senza nulla togliere all'onesto Zac), dopo l'abbraccio immortalato, si ritrovano uniti come mai al tavolo più lungo della storia dei terzi tempi, con nove commensali a lottare per la scarpetta. Un solo gladiatore, aspirante sparring partner di Jokivic, si defilava, adducendo scuse a dir poco improbabili, anzi, senza nemmeno scuse...
Ma il vero incontro era appena iniziato.
Le piantagioni di menta della capitale venivano saccheggiate per produrre la tanica di mojito necessaria a dissetare gli atleti, accolti da una inedita gricia con pasta fresca, le trofie riportate dalla trasferta genovese del cuoco.
Alcolici di svariatissimo tipo venivano tracannati con fare solito, a garganella senza distinguere cioè tra una birra Chimay, verdicchio o barbera.
Il generoso coach supportava per una volta il lavoro dell'ebbro
errante, collaborando in modo sostanziale alla cena, con due barattoli di ambrosia toscoumbra, più un apporto caseario ottenuto da compare Turiddu in cambio dell'aiuto sulla pratica di condono di due nuraghe.
La serata riserva ancora due colpi di scena; uno gastronomico, perché dopo questa orgia di carboidrati e salumi, la fucina sforna ancora una doppia crostata, con crema pasticcera e more raccolte con le manine del padrone di casa.
La mezzanotte era scoccata da tanto, e con lei le palpebre di Capitan Bebo avevano seguito il loro percorso solito, nonostante l'afflusso di commensali gli impedisse di afflosciarsi sull'amato divano. Tutto sembrava pronto per un allegro commiato, quando Umberto imbracciava la clava della polemica, e cominciava a menar fendenti nell'aria, all'indirizzo della pax juventina costituita dal duo Vasco-Plotino. Il prof, abituato a dissertare con meneghini sazi di scudetti, veniva investito da un ciclone dialettico sconosciuto all'ombra della madonnina; il coach era allibito, per niente abituato a veder contestare le sue tesi soggettivamente oggettive, balbettava dati e produceva prove che avevano il valore delle repliche del pastore tedesco, nulle cioè; e si disorientava di fronte a un contendente che, invece di lasciarlo straparlare come al solito, lo sfidava elencando tante cazzate quante lui! era troppo, era intollerabile, il tosco-umbro-marchigiano batteva i piedi impotente e rabbioso, saltando sulla sedia di continuo, aggredito dalla logica teutonico-giallorossa! dopo le prime ore di scontro verace, Serusuke aveva le orecchie indolenzite e le palle fracassate; si ritirava nelle cucine chiudendosi la porta alle spalle, per smorzare i decibel delle urla belluine. Tutti i tentativi di Fiordello di allentare la tensione con umorismo di aldofabriziana memoria cadevano nel nulla, mentre Tarzan Tanzini si divertiva a buttare fusti di benzina sul rogo della polemica. Quando il capitano decretava l'ora del ritorno a casa, non riusciva a smuovere i Moggi-boys, che tentavano l'estremo assalto alle tesi avverse: e anche una volta messi cortesemente alla porta dal padrone di casa con un calcio in culo alle 2,30a.m., il contenzioso si spostava in strada, per spegnersi solamente al rumore dei secchi d'acqua dei vicini. La vetta è stata dunque raggiunta; lunedì prossimo si torna alla routine, la caccia al caino, e Ivano, ammesso che si presenti, non potrà essere testimone di un simile tripudio di minchiate. LOL

mercoledì 15 settembre 2010

La verità sul Calcetto

La nostra generazione (la nostra, non quella di Seru) è cresciuta con alcuni punti fermi, che ne hanno segnato l’esistenza e le scelte di vita e professionali: “Pippo Baudo è un grande professionista”, “i socialisti rubano”, “l’omo ha da puzzà” e, soprattutto, “le riserve del Teatro Municipal sono più forti dei titolari”.  

Quest’ultimo postulato, in particolare, è stato incardinato nelle coscienze di milioni di ragazzini di tutto il mondo; quegli stessi ragazzini che, coi cuori colmi di speranza e un pallone di stracci sotto braccio, si avvicinano ai cancelli del Mohammed Atta Colosseum, per un provino che gli consenta di entrare nel team di calcetto più prestigioso del mondo; e su questo assioma si sono costruite leggende metropolitane e teorie complottistiche.

Perché Leo, che non stoppa un pallone neppure con le mani (immerse nella melassa) gioca titolare e Ivanhoe, calcettaro dalla tecnica sopraffina, fatica anni per entrare nel giro della titolarità, pur inanellando prestazioni eccellenti dopo prestazioni eccellenti?

Perché Bebo, che c’ha la panza, non corre e tenta sempre la solita, stessa, lisa e usuratissima finta è il Capitano inamovibile (e inamovibile è la parola giusta) e un difensore roccioso come Humbert viene convocato quando ci sono tre morti e quattro feriti nel bollettino medico bianconeruto?

Perché Vasco, che non s’allena più e sta prendendo la forma del Capitano, tecnicamente fa ridere e non ha più nemmeno quella verve blasfema che ne faceva lo scudiscio di Allah viene quando vuole, mentre un attaccante temibile come Tarzan Tanzini è costretto a prendere il treno da Genova al volo, con le scarpette bullonate ai piedi, per venire quando al Coach gli gira?

E Seru? Che è pure mezzo frocio?

C’è chi ha parlato di ingerenze del Vaticano sulle convocazioni (diciamo pure che per Vasco e Serusuke questa motivazione va scartata), chi di agganci tra la dirigenza e il Mossad (e qui, invece, se spiega Seru), chi di signoraggio e di scie chimiche, che ci stanno sempre bene.

Ma la risposta a tutte queste domande, signore e signori, andava cercata proprio lì, su quel campo di calcetto scarsamente illuminato che ogni lunedì ospita le gesta di questo manipolo di eroi romantici, disposti a tutto pur di ritrovarsi per quell’oretta e mostrare al mondo quello che ognuno di loro sa nel proprio intimo: che quei pipponi, quando sono uniti, non possono perdere.

Non chiedetevi perché. E' così, sappiatelo.

E di questa verità, ieri sera, se n’è avuta l’ennesima riprova.

Sul campo del Mohammed Atta Colosseum sono scesi più o meno tutti i Teatranti, in occasione del “Memorial Plotino”. Le squadre non erano state fatte, le formazioni erano ancora segrete, e negli spogliatoi, tra una saponetta che cade e qualche flatulenza di troppo, il Capitano ha proposto: “Perché non facciamo una sfida tra Teatranti Originali e Nuovi Arrivi?”.

20 paia di occhi che si guardano intorno. L’idea solletica i palati. Perché non risolverla qui, come all’OK Corral?

E così è stato.

Da una parte Bebo, Plotino, Serusuke, Vasco e Leo; dall’altra il Fiordello, Ivanhoe, Humbert, Tarzan Tanzini e Cesc Fabrezack, uno che la maglia del Teatro non l’ha mai vestita (e che difficilmente la rimetterà, seddiovole).

Sugli spalti la tensione era palpabile. Non un fiato, non un sospiro. “Solo il Teatro dei giovani può distruggere la gloria degli padri, in un’edipica, epica, sfida”, parevano dire quei silenzi.

E quel silenzio, invece, è diventato tempesta. Tempesta che ha rovesciato il tempo, che ha risvegliato le sinapsi ed ha indurito i muscoli dei Vecchi Leoni ed ha fiaccato le membra dei ragazzi.

E Leo, che ha sbagliato i primi 7-8 appoggi facili facili si è traformato in mattatore, mentre Bebo ha chiuso le porte agli attacchi nemici, ha ricucito ed ha costruito.

Ed i gol sono venuti giù a grappoli, figli di scambi rapidi e precisi, di interdizioni rocciose e puntuali, di passaggi millimetrici ed illuminanti.

14 a 5. Quattordici a Cinque.

La Verità è questa.


PAGELLONE

The Originals

Bebo: Interdizione, precisione, abnegazione, concentrazione. Detta ancora una volta la via. Ancora una volta il Teatro lo segue. 8

Serusuke: il bomber storico del Teatro non smarrisce la strada della porta e affonda i colpi nella tenera carne dei giovani teatranti. Quattro reti ed una costante, minacciosa, presenza sulla fascia sinistra. 8,5

Vasco: Due mesi di stop. Non è cambiato niente. Quel piede “po esse fero e po esse piuma”. Potenza e genio. Tre gol, un altro annullato ed un palo colpito con un destro terribile. 8

Leo: L’inizio è disastroso, sembra spossato. Poi si illumina e mette dentro quattro fischioni di rara difficoltà, serve assist e, come se non bastasse, sbuffa e insegue chiunque. Il vero mattatore. 9

Plotino: Quando indossa questa maglia niente gli fa paura. Si traveste ancora una volta da Plotinì e delizia i palati più fini della esigentissima curva bianconeruta con lanci, tocchi di fino e conclusioni fulminee. Ed il miglior punteggio al contapassi. 8,5

The New Breed

Fiordello: Cerca di mettere il suo mestiere al servizio del team, ma presto si infiacchisce e perde precisione nelle conclusioni. I tunnel a Seru non bastano. 5

Ivanhoe: Il fuoriclasse fatica, deve correre per 3 e poi imbastire, ricucire e contrastare, ma viene isolato sapientemente e, pian piano, si spegne, smoccolando. 7,5

Tarzan Tanzini: Parte col botto, segnando presto, ma poi perde la verve, il fiato, il treno. 5,5

Humbert: Ci prova con la solita fisicità straripante, ad opporsi agli attacchi del Teatro, ma quei vecchi marpioni lo aggirano, lo mandano a vuoto con passaggi maligni e poi lo matano quando non è più in grado di difendersi. Uno degli ultimi ad arrendersi, comunque, anche nelle discussioni del terzo tempo. 6,5

Cesc FabreZack: Abituato ai ritmi blandi del Barcellona, viene proiettato nella realtà pirotecnica del calcio teatrante. E’ giovane ed ha belle intuizioni, ma ne ha da magnà de pane e pannelle… 5

martedì 7 settembre 2010

pagellone, Non Expedit

Ritorno al Mohammed Atta Stadium per la prima di campionato. E si parte subito bene; o male. Insomma, bene o male si parte.
Dalla Gallura, con la pancia gonfia di gullurgiones, il coach dirama convocazioni e bolla papale, non expedit, non conviene giocare bene, non conviene scrivere pagellone. E riesce nell'intento, ordinando a Bove di fingere una malattia all'ultimo momento, per lasciare i finanzierotti in quattro (tre in realtà, con l'innesto del generosissimo Umberto, costretto al cambio di maglia dal padrino Bebo Provenzano, prima di più corretta conta). Ogni schema viene a saltare dunque, e la partita ha il sapore di accanita sulla spiaggia; a suggellare la derubricazione dell'incontro, nonostante gli spalti gremiti come mai nella storia del Teatro, la conseguente assenza di terzotempo; tutto il pesce lo teniamo da parte per lunedì prossimo. Qualche nota a margine:


Ivano sembra l'ariete per sfondare le linee nemiche, molto vicino alla forma ottimale
Leo muggisce, o barrisce-non abbiamo capito- come nei periodi migliori, macinando la sua mezza maratona settimanale. Trova anche il pallone, stasera, e gli chiede: "scusi, ci conosciamo?"
Bebo, anche lui temiamo che sia al meglio della condizione atletica... speriamo ci smentisca presto; o tardi. Senza Giovanninolarussa, e nemmeno Bruno, la sua vis polemica pare spuntata, non ha appigli.: gli tocca giocare!
Serusuke giochicchia in suppless, buttando in rete una cinquina di palloni pregevoli, tra cui diversi così di misura che, come sottolinea Umberto, sarebbero andati persi sul fondo come quelli di Pasquale, in una partita dai toni più tirati.
Luca tenta imitare un tracciante di Seru, che nel primo tempo beffava difesa e portiere avversari quasi da calcio d'angolo, e in effetti segna un goal da posizione quasi impossibile ; infatti, Leo resta impietrito. Si, avete capito bene: nella nostra porta. Ma a suo merito va riconosciuto di aver riempito una curva di Fiordello-boys.
Umberto, costretto a schierarsi con i caini, fa da cursore della bandaccia, risultando il polmone più tonico della formazione; anche l'unico, diremmo. E, ebbene sì, si scopre tiratore! un privilegio, poterlo schierare sulla magica panchina del Teatro.
Insomma, un buon allenamento, rigore gastronomico, le migliori premesse per l'apertura ufficiale delle attività, quelle digestive; dalla settimana prossima.

mercoledì 4 agosto 2010

apoteosi finale, 3tempo n. 48

La stagione si chiude, e si chiude in bellezza, con il verdetto sui campi di battaglia, verrdetto al quale i tifosi sono ormai abituati: VITTORIA SCHIACCIANTE.
La squadra ha trovato il suo assetto definitivo, il suo nuovo coach, i movimenti, i gol, tutto. I finanzieri stanno sotto, vicini, credono di poter risalire la china; ma il teatro gioca come il gatto col topo, e i Pasquale boys nulla possono.
Il pagellone prevede solo massimi voti:
Mine Vaganti: come al solito ottimo corridore a tutto campo, dà fastidio a tutti, in tutte le azioni, se lui passa di là il gioco non può essere ricostruito, un genio guastatore. E alla fine i caini si devono arrendere al suo pressing, e issano bandiera bianca. Peccato che i suoi piedi e il pallone non si siano accorti di essere sullo stesso campo. 7
Fermoimmagine: coadiuvato da scarpini nuovi fiammanti, gli unici del negozio che non fossero in saldo di fine stagione, il nostro capitano oggi non è nemmeno la moviola del Fiordello, giace alla ricerca di un buon motivo per non essere ancora a tavola. E non lo trova. Come si faccia a vincere avendo in squadra uno così è un mistero; ma finché non lo risolviamo, ci tocca portarcelo dietro! 7
Cuoreppiedi: si rende indispensabile anche nell'unico ruolo in cui ancora non lo era: a tavola, con due-dico-due fiale di Havana Club. 9
Cuorebbasta: la corsa, i tagli, i tiri in porta, le coperture, senza l'assillo del moccolo toscoumbro tutto gli riesce facile e fluido. Pecca solo di egoismo nei confronti di Mine Vaganti, ignorandolo un paio di volte sotto porta; ma solo perché aveva capito che stasera proprio non c'era verso di fargli inquadrare i pali. 7
Tiratore Scelto: Vestita la gloriosa maglia nerobiancuta, incoronato neo-coach in campo, ecco il vero eroe della serata: lui sì che ha un dolore alla gamba, ma zoppica e gioca senza un lamento, non se ne va a fare pucci-pucci con l'amichetto; lui sì che segna gol pesanti (in tutte e due le porte); lui sì che ha senso di gioco, si impegna senza pretendere la palla, e gode della fiducia dei compagni. Unico atto meschino, l'arruffianamento con gli ex compagni nello spogliatoio. Ma vestire la maglia del Teatro può dare le vertigini . 7++++

Anche il terzo tempo è da epopea, la summa dello spirito ignorante e godereccio di questa mitica compagine.
E quindi:
antipasto a base di mojito peso e fiori di zucca fritti, semplici e ripieni;
Carbonara con la 'nduja! gloria eterna per l'ebbro errante!
Cocomerata finale.
Andate in pace, potete fare il bagno ora!

lunedì 26 luglio 2010

Pagellone Operativo del 19.07.2010 (e convocazioni)

Bando alle ciance, ai lazzi e ai frizzi (e pure a mazzi e cazzi).
Il Coach torna, e debella Finanza Creativa e 'Ndrangheta.
Ora i soliti soloni sono sistemati.
Dopo 4 settimane di sconfitte senza soluzione di continuità, e con una formazione teatrante che gira i titolari senza trovar, però, il bandolo della matassa, ecco l'uovo di Colombo: torna il Coach ed è subito 12 a 3 (per noi).
Finiscono i discorsi su chi corre di più, su chi tocca meglio il pallone, su chi comprende meglio il flusso di gioco e tutte queste simpatiche amenità.
A parlare è stato il campo, ed ai critici rimane solo da discutere su calippi e bira.
L'evoluzione del gioco si può spiegare in tre parole: datela a Lui.
Poi il gioco si apre, funzionano le sovrapposizioni, si tira da posizioni comode. Grazie al cazzo.
Partita senza storia, comunque.

PAGELLONE

Bebo (C): Il Capitano corricchia, ma la sciabola è sempre affilata. Ne fanno le spese i Canarini, che raccolgono 5 palloni che il Bomber di Sacrofano gli infila in rete. 7,5

Serusuke: Anche l'Alan Ford di Città Giardino (cit.) non si tira indietro quando si tra d'affondare il coltello nelle maglie larghe della difesa caina. 4 centri (e mezzo, perchè un gol assegnato al Capitano è a metà col vecchio Seru) e un buon dinamismo. 7,5

Vasco: La Luce. 3 fischioni, attacco e difesa. 8

Fiordello: Il puntero che non segna. Il centravanti boa alla Hidegkuti, che smista per gli inserimenti dei compagni. 7

Ivanhoe: Il Coach lo vuole in difesa e lui, non senza qualche mugugno, accetta. Il Giovane Talento deve capire che è lì che la sua velocità può fare la differenza. Partendo da dietro, con la sua velocità e la sua potenza di sparo, diventa immarcabile (ed assicura anche la consueta, eccellente, copertura). Non segna, ma fa segnare (e sognare). 8

terzo tempo ULTIMO n.47

Terzo tempo di oggi? noone, ho detto che quello di lunedì scorso era l'ultimo.
l'ultimo dei coach ancora non pubblica il resoconto dell'ultima mattanza, per nascondere l'ultima prova sul campo molle come una gelatina all'arancia di Gaia, e non rendere merito all'ultima prestazione di Serusuke contrassegnata da sua gragnola personale di goalsss nonché fusione del contapassi.
Nella nostra infinita magnanimità noi lo perdoniamo, e anzi ci fa piacere che ogni tanto il nostro bambinone toscoumbromarchigiano si sgranchisca un po' giocando a guardia e ladri.
Però non possiamo lasciare nel vago l'ultimo terzotempo sontuoso con cui l'ebbro errante ha ancora una volta omaggiato i presenti; tutti cioè.
E allora, attingendo al suo archivio fotografico personale, ecco comparire, dopo antipasto campano-cubano a base di mojito e mozzarella di bufala,
dodici chili di insalata di riso e farro, con ognibendiddio dentro, tranne il tonno, che pure ci stava bene, per gli stomacucci delicati e sensibili al pesce;
quindi, data l'afa della serata che aveva provocato ristagno di umidità nella testa di diversi giocatori,
ancora un tripudio di melone al porto
a rinfrescare il gargarozzo.

mercoledì 14 luglio 2010

ultimo terzo tempo, n. 46

Si va in ferie, chiude una stagione, chiude la cucina, buone vacanze, baci e abbracci.
Sì, ma...
si, ma ora chi glielo racconta al coach? il quale, imbolzito dopo il ritiro tosco-umbro, ma con il nuovo record alla Wii (in realtà glielo ha fatto Gaia), sta per tornare baldanzoso alla capitale, certo di tornare a smoccolare sereno per il Mohammed Atta Stadium. Peccato...
Peccato però che i suoi insigni colleghi, felici di aver strappato un risultatino con l'imbroglio in campo, tentano di laurearsi camioni d'estate con l'unico metodo che conoscono: la truffa! Così, dopo aver taroccato l'ultimo punteggio in campo, fanno il vento, annunciano di non riuscire a presentarsi in campo lunedì prossimo, causa intervento in forze per sgominare Batman, Robin e Joker (tanto lo sappiamo che le operazioni vere le fanno tutte i carabbinieri!!!) Per questo, e non per la generosità dei teatranti tutti e del cuoco errante in particolare, si rischia che sia l'ultimo terzo tempo. Ultimo, della stagione, s'intende. Comunque, il menù ha previsto:
per Fiordello, lesso e bollito, come lui
per Leo, orecchiette ai tordi, fucilati come i suoi piedi
per Ivano, rognone e fegato, quello che s'è magnato in campo
per Serusuke, olio di gomito (e di ginocchia), quello profuso invano
per Umberto, tutta birra, perché tutta quella che non ci mette in campo la porta a tavola.
per la cronaca, il desco ha visto servirsi in ordine: mojito con crostini alla crema di pecorino - orecchiette pesce spada e menta - torta rustica ai peperoni (Fiordello e Leo hanno dato forfait, lascio il commento al capitano) - melone al porto - birre artigianali e Peroni classiche

martedì 6 luglio 2010

ancora terzo tempo, n.45

Questo blog, più che gaio, è popolato come le pagine della Strada di McCormac: praticamente, nun se vede anima viva. Ma nel campo devastato, quando i caini si presentano, l'anima del Teatro torna a svettare come la bandiera sulpennone più alto. Le prestazioni, anche sopra i 30° di temperatura, talmente spumeggianti che il contapassi continua a farla da padrone. Arrivando a spiegare come fosse stato possibile che Tarzan Tanzini avesse corso più di Ivano e Serusuke. Enfatti ieri l'esito ha visto Leo il più fermo, Bebo il più dinamico (!!!) seguito a pochi passi da Fiordello (aho!!! hai capito? ho detto FIORDELLO, appena rientrato da operazione e dimagrito di 15 grammi!!). Il capitano ha esagerato, così è stato così plateale che ha dovuto fornire la spiegazione: lettosi puntigliosamente le istruzioni, il nostro azzeccagarbugli ha trovato un cavillo degno dello studio di Ghedini, e ha appuntato il contapassi sullo scoglio sinistro del bacino, esattamente dove ogni respiro, ogni moccolo, anche durante il turno in porta, viene tramutato in preziosi passi in avanti. Ohhh, ebbravo: mo' però i conti si faranno lunedì prossimo, quando tutti posizioneranno l'apposito marchingegno nel punto G(iusto). Allora si aprirà un nuovo capitolo dell'era della misurazione estrema.
Pagellone, pressoché inutile: tutti bravi, abbastanza dinamici, buoni incroci, poche cazzate, pochissimi cristoni data l'assenza del Coach, a cui il Teatro intero invia per cinghiale viaggiatore gli auguri che merita, e l'invito a farsi festeggiare ancora un paio di turni a Pieve.
Chi ha vinto? oddio che curiosità degna di Novella2000, il gioco l'ha fatto il Teatro, i gol i finanzieri, pochi di più comunque. Marcatori della serata Serusuke e Bebo; che meritano dunque mezzo punto in più rispetto al 6+ politico della squadra.A cena il capitano ha fatto il capitano, bussando coi piedi e portando boccia da 2l di birra artigianata nonché cassettata di acqua tonica per i prossimi venti giri di mojito. Poi il cuoco, reduce dalla tourné in sardegna, apriva le danze con bruschette alla crema di formaggio, ignorante quanto compare Turiddu, ma buona vera; a seguire tortiglioni al pesto di zucchine, roba da palati estivi e fini come quello di Fiordello, che dopo 50 giorni di latitanza invece che coi piedi aveva però con entrambe le mani. E sorbetto al limone per concludere in freschezza.

giovedì 17 giugno 2010

terzo tempo immeritato, n.44

La rivoluzione del contapassi, ovvero
cambiare tutto perché tutto resti uguale, come già aveva previsto Tomasi di Lampedusa (non Tommy delle fiamme gialle).
L'arrivo dei contapassi in occasione del 48esimo compleanno del capitano sembra come un dopo-elezioni: hanno vinto tutti. Chi ha corso di più, si vanta della propria superiorità, chi ha corso di meno, blatera "meglio dieci metri di Messi che 10km di Perrotta"; senza ricordare che il piccolo folletto argentino si fa comunque la sua mezza maratona ogni match. Quindi tutti soddisfatti, a brindare al nuovo successo dei Teatro. Perché come era prevedibile, anche lunedì scorso i nostri eroi nerobiancuti hanno prevalso; in tutto tranne nel pochissimo rilevante risultato finale. Due golletti di vantaggio per i finanzierotti che, al netto delle cappellate in porta dei Beboboys, sono ben poca cosa per lo spiegamento di forze messo in campo da Eto'cadabra. Il pagellone è presto fatto:
Bebo: fa il doppio dei passi dell'ultima gara; sempre meno di chiunque altro, diventa quindi profeta della qualità, con paralleli già descritti. Non gioca male, ma... manca qualcosa. 6+
Vasco: un po' sotto tono in quanto a moccoli, un po' sotto tono in quanto a movimento, fa il suo, quello che noi ci aspettiamo da lui. E poi, ha gli occhi lucidi di commozione perché il suo campionato finisce probabilmente insieme a quello di Buffon. 6+
Leo: torna principe delle praterie nelle quali scorrazza incontrastato, e trova il tempo di sprecare anche fiato facendo la vuvuzela per 15 minuti, nonché rimpiazzando i bestemmioni mancanti di Vasco. Corre troppo veloce per vedere la palla, anche se fortuitamente ci va a sbattere un paio di volte. 6 1/2
Serusuke: molto dinamico e propositivo in avanti, dribbla e tira come Montolivo, con più fortuna perché due le butta dentro. Molto propositivo anche nel primo turno in porta, propone un paio di palle d'oro agli avversari. 6+ (senza contare il terzo tempo, sennò non bastano tre cifre)
Tarzan Tanzini: viene dolorante e si mette come sempre generosamente a disposizione. Sta fermo 3/4 della partita ma riesce a fare più passi di tutti tranne Leo. Come è possibile? misteri dei passettini... 6+
Mai terzo tempo fu più munifico di questo, siamo a livelli di eccellenza e in pochi sanno apprezzare, data l'assenza di Fiordello palato-fino.
Dopo il sontuoso e classico antipasto calabro-cubano, con 'nduja fornita dal coach e mojito dallo stesso quasi compromesso per non aver provveduto all'acqua tonica,
ecco arrivare il primo inarrivabile:
ravioli stile gallura fatti dall'ebbro errante, ripieni di patate, formaggio e menta, e conditi con burro salvia e pomodorini. Se vi pare un dopo-partita usuale e guadagnato sul campo, ditelo pure...
L'apoteosi si compie poi con una torta rustica estiva, di invenzione del cuoco, fresca, ritemprante e di bella presenza.
Zucchine alla julienne, menta e formaggio fresco gli ingredienti principali. Verrà probabilmene riproposta al desco, con due filetti di aringa in caso Vasco ce la faccia ad affacciarsi.

venerdì 11 giugno 2010

terzotempo n.43

Alla fine, tutti concordi senza strumentazione tecnica, i teatranti eseguono esattamente lo stesso numero di passi per sedersi a tavola. Lì, si può giocare in quattro, in cinque, in sei, il risultato non cambia, stesso numero di calorie bruciate, cinque, per lo sforzo nell'usare forchetta e coltello, stesso tasso etilico acquisito a fine serata. In onore di Mike the Butcher, ecco che l'Insostituibile scaraventa accanto al mojito un frittatone colossale alla cannella, per dirozzare i palati dei cavernicoli del Teatro.
E poi? e poi carne di porco, quella che i Tremonti boys hanno subito in campo, e i teatranti hanno assaporato anche a cena:
un ungulato kosher porchettato e buttato
in teglia,
accompagnato da du'chili di patate affogate nella sugna del suino.
Che dici, Leo? non l'hai visto bene? ecco, ci sarebbe un'altra foto, ma il blogspotzanelli mi impedisce di caricarla, chissà perché.
E il dolce? be', il dolce non c'era, nonostante a qualcuno fosse stato intimato di bussare coi piedi. Ma il piccolo incinto è distratto, e lo perdoniamo.
Ora si pone il problema di lunedì prossimo. Sappiamo che i caini, talmente avvelenati dalla diciottupletta teatrante, sarebbero disposti a giocare durante in match dell'itaglia. E noi? e il nostro capitano? il nostro (ex) capitano ci risulta
schiavo di Roma, anzi Schiavone di Andria...? Nulla dissi, muto sogno.

mercoledì 9 giugno 2010

Tecnica o Tecnologia?

Conta di più la tecnica o la forma fisica?
Sono mai esistite le mezze stagioni?
E' nato prima l'uomo o la gallina?
E l'uovo?
A queste angoscianti, annose, domande si è potuto finalmente dare una risposta nella notte di lunedì, allorquando il Coach (cioè Io) ha estratto dal cilindro l'ultimo ritrovato della tecnica: il CONTAPASSI.
Questo avveniristico apparecchio, importato direttamente dal Canada, è stato a gran voce richiesto dal Capitano in seguito ad un diverbio avuto a tavola col Capopadella sulla quantità di chilometri macinata sul sintetico dal Nostro Luminoso Leader.
L'ultimo amante conosciuto di Golda Meir ha infatti insultato il Comandante Supremo, asserendo che il suo contributo sarebbe stato quasi esclusivamente tecnico, e che dal punto di vista dinamico il Nostro Capitano è ormai assimilabile ad un motorino senza ruote legato alla catena.
La giusta reazione di Bebo ha fatto il giro del mondo, ripresa da paparazzi e ragazzini col videofonino che poi hanno provveduto a diffondere i video su Youtube, Google Video e Youporn.
"Maledetti ingrati, voglio il contapassi! IL CONTAPASSI!!!"
Ed è qui che spunta il genio!
Il nostro Coach ha preso la palla al balzo ed ha segnato l'appunto sul sul taccuino (quello che gli è stato donato da Bora Milutinovic), appena sotto le salviette umidificate, ma sopra la farina di manitoba.
Ed al momento giusto (proprio durante il riscaldamento linguistico antecedente il match di lunedì sera) ecco che il Barbuto tira fuori un pacco, ed a nome del Team omaggia il Capitano con questo ritrovato tecnico tanto agognato: un contapassi per ogni Teatrante!
E la mossa ha l'effetto sperato: al fine di non sfigurare, ogni Bianconeruto si spreme con una foga belluina ed a farne le spese sono i malcapitati Canarini, spazzati via con inusitata violenza.
E' vero che la Finanza Creativa si è presentata in campo in formazione largamente rimaneggiata, ed ha fatto ampio ricorso alle risorse meno reclamizzate, ma la marea Bianconeruta avrebbe avuto ragione di qualunque avversario ed il risultato finale di 18 a 2 è la dimostrazione pratica di cosa può fare questo Team quando le motivazioni sono quelle giuste.
Inutile la cronaca, con i Nostri che hanno fatto scempio di ogni resistenza caina, fin dal primo minuto. Tutti i nostri Eroi hanno partecipato alla messe di gol, chi più (Vasco), chi meno (Seru) ed ognuno ha fatto il suo dovere, senza lesinare energie.
Potenza della tecnologia canadese!

PAGELLONE

Bebo (C): Più qualità che quantità, ma questo già si sapeva. Il contapassi lo rimanda (circa 3800 passi all'attivo, per Lui), ma il Capitano si salva con 4 reti. 7

Serusuke: Una sola rete all'attivo, ma una porchetta da paura nel terzo tempo ne nobilita la prestazione che è comunque in attivo anche dal punto di vista del contapassi. Un terzo posto di tutto rispetto, con un punteggio di circa 6240 passi. 7

Vasco: Qualità e quantità certificata dai numeri: 6783 passi (unico a sfondare la soglia dei 4 km) e 7 reti. Mattatore. 8

Ivanhoe: Grande grinta, che lo porta a scontrarsi anche verbalmente con Giovannino La Russa e Vicienz O' Rey, ma anche la solita classe infinita. 3 reti, 6471 passi e 7,5 in pagella.

Tarzan: Unico Teatrante senza contapassi, si mette a referto con le reti. 3 marcature e un'intesa che cresce di partita in partita! 7

sabato 5 giugno 2010

Pagellone emergenziale! (ma anche convocazioni e terzo tempo)

C'era da aspettarselo.
Io, per lo meno, me lo aspettavo, perché so su questi lavativi si può contare, che si affidano troppo alle folate di Ivanhoe e non pensano a seguire le trame che il Coach detta con la consueta bonomia.
E quando Ivanhoe non c'è, solo il Coach è in grado di tessere, di dare una svolta. Gli altri aspettano l'invenzione del Leader, e si limitano al compitino, senza fare quei movimenti senza palla che, in mancanza di uno che sappia far saltare gli schemi con un dribbling, consentono alla squadra di sbaragliare le difese avversarie.
Risultato di tutto ciò è una sconfitta, inevitabile quanto meritata, e forse anche più palese sul campo che nel risultato, quel 4 a 2 finale che è frutto della grande solidità difensiva (l'apporto in fase di tamponamento di Humbert è innegabile) e della carenza di tecnica in fase di impostazione.
Risultato che però non è mai stato in discussione.
Prima i canarini si sono portati in vantaggio con El Chino, che ha approfittato di uno svarione del Capitano per rubare palla all'interno della nostra area ed infilare agevolmente; poi hanno raddoppiato con un diagonale di Cic32, quindi hanno triplicato prima che Vasco rubasse palla sulla trequarti avversaria e accorciasse sul 3 a 1.
A questo punto la Caina va un pò in apprensione ed il Teatro mostra il suo lato migliore, con una pressione costante, che ridà speranza ai supporters bianconeruti (Irene).
Ma mentre la squadra è sbilanciata nel momento del massimo sforzo, i maramaldi colpiscono su un contropiede scaturito da un nostro calcio d'angolo battuto male.
Serusuke segna un gran gol, saltando Cic32 in uscita, ma è ormai troppo tardi.
Le bandiere vengono ammainate, ma nella cenere la brace del Teatro è ancora accesa, e pronta a incendiare di nuovo di entusiasmo la sua folla!

PAGELLONE

Bebo (C): Nella settimana del suo compleanno il Capitano regala alla Caina il primo gol. Pare svogliato. Che quelle voci su un suo possibile trasferimento negli emirati siano vere? 5,5

Serusuke: Discontinuo. A tratti sembra voler assaltare la flottiglia caina con la grinta di un esercito invasore, altre volte sembra molle come le dichiarazioni di Frattini. Segna il gol del match. 6

Vasco: In costante crescita (ma ancora soggetto a momenti di calo delle energie veramente preoccupanti) il Lider Barbuto prova a servire palloni filtranti che la scarsa vena degli avanti riesce sempre a vanificare. Segna il gol della speranza, ma se ne mangia anche un altro, con la complicità di Pashquale. 6,5

Leo: Il Guerriero della Via del Mare si batte con la consueta gagliardia, rompendo trame offensive caine, così come fa con quelle del Teatro quando ha la palla tra i piedi. Urge convergenza. 6

Humbert: Si presenta sul campo con 2 scarpe slick (e per giunta diverse). Forse per questo sciorina la sua peggior partita in maglia Bianconeruta: falloso in difesa, legnoso in attacco, anche se le sue coperture sono sempre di grande utilità. 5,5

P.S.

Per il match della riscossa, fiducia ad un puntero d'esperienza: Tarzan Tanzini!

Bebo (C)
Serusuke
Vasco
Ivanhoe
Tarzan

P.P.S.

Urge anche rendicontazione telegrafica del terzo tempo ultimo scorso.
Al Mojito d'ordinanza, lo Chef ha abbinato un tortino di radicchio ed un rotolo di pane ripieno di formaggio e prosciutto. Poi, dopo una ritemprante griciona (ma per il vegetariano humbert è stato servito un piatto di ravioli di zucca fatti a mano), ecco che le falle stomacali sono state definitivamente tappate da un bel tortino al cioccolato con panna montata.
Il tutto annaffiato da birrone ghiacciato, of course, e da un amaro per digerire anche la sconfitta.
Prosit.