giovedì 7 febbraio 2013

C'era una volta - pagellone minimo del 4.02.2013

Cari sottoposti, oggi chi racconterò una breve favoletta che dovrebbe chiarirvi definitivamente le meccaniche psicologiche che regolano la comune convivenza all'interno del Teatro Municipal.
C'era una volta un re: questi si chiamava Benny e governava con mano ferma e sicura sui suoi sudditi calcettari romani.
A volte loro non capivano i disegni del monarca, ma lui non si preoccupava e, con un calcio in culo, li rimetteva al loro posto.
"Voi mancate di visione strategica. Non cercate di capire. Ubbidite e basta. Ecco, bravo Pico, fammi altre 15 rampe di gradoni".
Purtroppo per lui, all'orizzonte si affacciò un nuovo pretendente al trono. Costui non aveva sangue blu che gli scorresse nelle vene, né un albero genealogico da sfoggiare, ma aveva la freschezza delle idee e la forza della giovinezza, dalla sua.
Subito, assoldati un manipolo di reietti, cominciò a battagliar con Re Benny e i suoi, e, anche se all'inizio ci fu un certo equilibrio di forze, fu subito chiaro che, quella guerra avrebbe cambiato l'ordine delle forze, nel calcetto romano e, forse, mondiale.
Di lì a poco, infatti, i match diventarono sempre più dei combattimenti a senso unico, con i nuovi che sommergevano di gol gli sgherri di re Benny.
Il vecchio sire, ovviamente, non si arrese subito, ma le provò tutte: cercò addirittura di procurarsi dei dagherrotipi in movimento, per poter analizzare in separata sede le trame nemiche e neutralizzarle. Poi provò a cambiare le leggi: era ancora il re, d'altronde, e lo poteva ancora fare. Fatto sta che, sebbene avesse ripristinato praticamente ogni norma medioevale, financo lo "jus primae noctis", alla fine dovette soccombere ed abbandonare il trono al suo successore: Re Coach I.
Ma cosa fu che gli fece perdere il trono? Mancanza di freschezza atletica? Non credo: re Benny li faceva allenare anche la domenica pomeriggio. Scarse doti tecniche? No, alcuni dei suoi pedatori erano dotati di palleggio sopraffino e tiro micidiale.
Quello che lo fece capitolare è stata la mancanza di fiducia.
I suoi uomini vedevano nel nuovo aspirante monarca una ventata di novità e ormai non seguivano più i pur validi dettami tecnici del loro leader.
Questo li fece capitolare.
E quello che ho visto la settimana scorsa non mi è piaciuto per niente. Vi ho visto combattere fieramente per quasi tutto il match, respingendo i loro attacchi, e punendoli con astuzia e coraggio. Poi, improvvisamente, vi ho visti timorosi, perché avete visto il vostro leader malato. Ma il fatto che si sia presentato nonostante la malattia e, che nonostante i colpi subiti abbia continuato a lottar come un leone fino alla fine ci avrebbe dovuto dar nuova foga, nel finale incerto del match.
Invece, sul 6 a 6, quando tutto era ancora da decidere, vi siete spaventati perché avete visto il re a terra. Ma ci vuol ben altro, per tenerlo giù. Dovranno affilare piedi e gomiti e, se voi sarete con me, io non cederò mai.
Ma badate, marrani, che se farete un passo indietro io vi piglierò le palle in una morsa, e vi farò fischiare fino a che di voi non sarà svanito financo il ricordo.

PAGELLONE

Bebo (c): Il Capitano di ventura  segna una rete e si batte con la consueta perizia. Manca un po' di vis pugnandi, ma il suo lo fa. 6,5

Serusuke: il mattatore della serata a tutto tondo. 4 gol, e una presenza costante nella loro fascia destra difensiva. Si dimentica di rientrare, talvolta, ma compensa col terzo tempo tirolese che fa sempre felice il Coach. 8

Vasco: presente nonostante la malattia che ancora lo affligge, sui mette davanti e cerca di far del Tanzini. Ma nonostante una forma fisica straripante, non riesce a concludere degnamente, e ciabatta tutte le occasioni. Viene abbattuto da una gomitata, ma nemmeno lì cede. 6,5

Fiordello: l' uomo in più dei due match precedenti si rivela il tallone d'Achille, lunedì. Prima fa il suo, ma nel momento topico si traveste da Goicoechea e perde palla da ultimo uomo, condannando il Teatro alla sconfitta. 5

Er Tassinaro: Altra prestazione di spessore di Duilio, che segna una rete e dà concretezza e velocità costante. 7

mercoledì 30 gennaio 2013

Una carezza in un pugno - Pagellone del 28.01.2013

Sempre più spesso, ormai, una certa stampa, probabilmente pure politicizzata, tenta, in maniera più o meno velata, di erodere le sicurezze che il Teatro Municipal ha conquistato SUL CAMPO con anni ed anni di trionfi.
Parliamo dei soliti giornalai, è inutile che ve li elenchi, i nomi li conosciamo tutti, che sottintendono, suggeriscono, lasciano intendere senza mai avere l'ardire di schierarsi apertamente contro la potenza societaria del Teatro.
Come sempre, avrete notato, questi tentativi si spengono di fronte alla monolitica solidità dello spogliatoio bianconeruto.
E' la storia del Teatro: una storia di maschia amicizia e fraterna comunanza di intenti, che lega un manipoli di atleti, guidati da un unico Leader, verso i traguardi di una gloria imperitura.
Ma a volte questo meccanismo perfetto scricchiola. A volta la sabbia che questi scribacchini gettano a cascata sugli ingranaggi perfettamente oliati del spogliatoio, riesce a incepparne la meccanica sublime, e si verificano i primi mal di pancia e si odono le prime, sussurrate, lamentele.
Ma il nostro Leader, sa come tranquillizzare gli animi. Le medicine sono sempre le stesse: epurazione e, se necessario, tortura. Ma con affetto, come sa fare lui.
Lunedì, ad esempio, si sono uditi dei vaghi mugugni, casualmente proprio mentre il Coach indirizzava, con la consueta, paterna, bonomia, i suoi sottoposti verso le loro più produttive mansioni.
Aveva capito, il Coach, che il Teatro di lunedì, pur esprimendo un gioco spumeggiante, rischiava di gettare alle ortiche tutto quel che produceva in attacco, per delle imperdonabili disattenzioni difensive.
Poteva, Egli, errare? Giammai.
E se, infatti, il pallino del gioco è stato praticamente sempre nelle nostre mani, alla fine la vittoria ha arriso ai caini, che, maledetti natidancane, non hanno fatto altro che arroccarsi in un catenaccio che avrebbe reso orgoglioso financo Petkovic, e ripartire biecamente in contropiede, sfruttando quei varchi che il Coach invitava, inascoltato, a tappare.
E allora, si arrivava al 7 a 5, per loro, dopo un match di grande equilibrio.
"Ma il tempo per rimontare c'è ancora!". Urlava il Coach.
Come colti da un fremito, questi ragazzi han saputo ricompattarsi e rimontare fino al 7 pari, firmato, ancora una volta, dal Capitano di centomila battaglie.
Salvo poi beccarlo nel tafanario con l'ultima, maledetta cappella de l'anima de li mejo mortacci vostra.

PAGELLONE

Bebo (C): Il Capitano, seppur colpevole in comproprietà col Tassinaro, della dormita finale, si difende da par suo, e purga arditamente tre volte i nemici. Avanti così. 6,5

Serusuke: Il Seru torna dalla montagna con ancora l'acido lattico che gli sciaguatta nelle membra. Non la mette dentro manco con le mano, ma si batte con fiero ardor. 6

Vasco: Guida la difesa, ma in quel ruolo si estranea un po' troppo dalla manovra, che delega principalmente al piedino fino del Fiordello. Si difende e s'inserisce fino a segnare anche una rete, ma da lui ci si aspetta un apporto maggiore. 6

Fiordello: Si conferma in grande spolvero. Gasato dal giudizio entusiastico che la sua prestazione della scorsa settimana ha riscosso in tutto il mondo, il Fiordello sublima quest'arte del portiere all'olandese, arrivando a sfidare il pressing e segnando addirittura una tripletta (e porta pure la pajata fresca per il terzo tempo). Fantastico momento di forma più psichica che fisica. 8,5

Il Tassinaro: Duilio spigne sempre come si deve, ma stavolta capisce che ha le polveri bagnate, quindi indossa i panni del rifinitore, preferendo assistere i compagni che concludere, quando la palla proprio non ne vuol sapere d'entrare. Bravo. 7

mercoledì 23 gennaio 2013

La terza giovinezza del Fiordello

Nella quasi ventennale storia del Teatro Municipal tante cose sono cambiate: alcuni dei padri fondatori, come Plotino e Leo, non ci sono più, e ormai seguono le nostre gesta da lassù, ma continuano ad ispirarci con il ricordo della loro leggenda. Altri hanno lasciato per vari motivi, personali o semplicemente perché erano delle pippe rifatte, ma assiepano gli spalti del Mohammed Atta Colosseum, ogni maledetto lunedì, perché il Teatro è una passionaccia difficile da trascurare totalmente.
Altri invece ci sono ancora, a partire dal più longevo, il Capitano Bebo, che non manca mai di indicare la via (verso la tavola del terzo tempo), passando per Seru, financo a Vasco, uno dei più giovani (pensate) ma che ormai ha già una dozzina d'anni di militanza BiancoNeruta.
Ci sta poi il Fiordello che proprio oggi compie i suoi meravigliosamente portati 45 anni, che veste questa pregiata casacca da una decina d'anni, ormai, e che è stato uno di quelli che più di tutti ha mutato, nel tempo, il suo modo di creare calcetto. Partito 10 anni fa (e 25 chili fa) come ala guizzante e tecnica, è diventato centravanti di peso, poi boa difensiva. Ora, da un paio di mesi a questa parte, il buon Fiordello è stabilmente in porta. Ma anche lì sa farsi valere, dato che anche per l'arquero, negli schemi del Teatro Municipal c'è molto spazio per contribuire alla manovra. Anzi, il portiere, nella complessa e articolata (cit.) partitura coachiana, è il primo regista della squadra: e il Fiordellone, dall'alto del suo piedino fatato, bene si presta all'impostazione, ed al tempo stesso si trova svincolato da compiti improbi di copertura e recupero.
Un applauso al Fiordellone, quindi, ma un'ovazione anche al Coach, che del Teatro non butta via niente.
E la dimostrazione che questa filosofia è vincente si è avuta lunedì, quando la Finanza Creativa è stata annichilita da un Teatro Municipal strabordante, benché (?) orbo di uno dei suoi uomini di punta: quel Serusuke che, pure, nell'ultimo tragico lunedì era risultato essere il più in palla dei nostri. Ma il Lider, che c'ha l'occhio lungo, ha capito che il vecchio Seru 2 partite di fila non le avrebbe mai azzeccate, e lo ha mandato a ritemprarsi in montagna, nella speranza che riporti anche qualche Brühwurst, da servire nel buen retiro di via Capo Peloro (sempre ce non li usi tutti per i suoi scopi più nefandi).
Al suo posto, Tarzan "Tanzo" Tanzini, il bomber che a questo Teatro manca sempre (nell'attesa che arrivi, come si dice da più parti, Drogba.
E, come già anticipato, il match è stato inevitabilmente a senso unico, col Tanzo che ha agito da boa e stoccatore, Bebo e er Tassinaro frecce sulle fasce, Vasco difensore arcigno e bomber al tempo stesso e il Fiordello ultimo invalicabile baluardo e primo facitore di gioco.
Come potevano, i Caini, resistere?
E infatti, non hanno resistito, presi in una morsa di scambi alla velocità della luce che li hanno annichiliti fin dal primo minuto. Tre gol nostri prima che un Pasqualino furioso riuscisse a sparare uno dei suoi siluri, ma poi di nuovo noi a macinare ed a macinarli senza pietà, con Duilio che restava in copertura se Bebo saliva, e viceversa, con rocamboleschi cambi di gioco dettati dal nostro portierone all'olandese che saliva sempre fino a centrocampo, più spavaldo di Goicoechea (e pure più sicuro tra i pali), e col Pogba bianco (Vasco), che sparava traccianti da lontano, per i Canarini non è rimasto che alzare bandiera bianca.
Sul 7 a 3 loro hanno tentato di rialzare la testa e sono arrivati orgogliosamente fino alla quinta marcatura, ma il match era finito da un pezzo.
PAGELLONE
Bebo (C): Il Capitano trattiene la sua furia, e invece di azzoppare i nemici, li infilza con un paio di conclusioni di fino, da par suo. Meglio così. 7
Vasco: si piazza dietro, stavolta tranquillo perché davanti c'è uno che quel mestiere lo sa fare eccome, ma non rinuncia all'offesa infilando tre volte gli incolpevoli Caini, di forza e di mestiere. Addirittura rinuncia a chiamarsi i falli, consapevole dell'eccessivo divario e comprensivo anche nei confronti del nemico impotente. 8
Fiordello: Uomo del giorno, gestisce senza troppi patemi la costruzione della manovra, ma si oppone anche strenuamente agli attacchi nemici. Inossidabile. 8,5
Er Tassinaro: Duilio, dopo una settimana di spurgo, ritrova la verve e ricomincia a macinare la fascia destra, con tutto quello che trova nel mezzo. Segna un gran gol e se ne va impennando dai Caini che lo inseguono. 7,5
Tanzo: Si piazza davanti e offre sponda continua. Riesce anche a segnare una rete, ma soprattutto partecipa costantemente alla manovra, fornendo assist a getto continuo. 8

mercoledì 16 gennaio 2013

La forza del Teatro Municipal - Pagellone del 14.01.2013

Come si misura la forza di un gruppo?
Alcuni potrebbero asserire che la forza di un gruppo è data dalla somma della forza dei singoli. Stolti: se così fosse si potrebbe quasi matematicamente definire le classifiche di un campionato analizzando le rose, trascurando in questo modo quelle che i colleghi americani chiamano "intangibles", cioè quelle variabili del singolo, del gruppo ed ambientali che non sono misurabili con delle statistiche, ma che possono stravolgere i valori d'insieme.
Altri potrebbero dire che la forza del leader fa la forza del gruppo. Qui ci avviciniamo. Si è visto, infatti, che il rientro del Coach è coinciso con una striscia di ottime prestazioni del Teatro, perché è risaputo che il fuoriclasse tende a far rendere al meglio anche i gregari. Ma no, neppure l'apporto qualificante di un top player può rovesciare le sorti di un confronto troppo squilibrato.
E allora cosa può aiutarci a capire dove sta la forza di questo gruppo? Una media ponderata dei valori, manco fossimo su PES?
Una sommatoria del valore di mercato dei singoli? Una valutazione del valore dei panchinari? Il coefficiente di grasso corporeo complessivo? Il tasso etilico?
No, amici.
La forza di un gruppo e, nello specifico, del Teatro è tutta nella sua sfrontatezza di fronte alla vittoria, così come alla sconfitta.
A noi, di vincere, tutto sommato, non ce ne frega un cazzo.
Noi siamo superiori a queste misere dispute di bassa lega, su chi ha spinto più volte una sfera di aria e cuoio in fondo ad una rete; noi guardiamo in alto e cerchiamo di elevare il fisico all'altezza del nostro pensiero. A noi interessa l'arte del calcetto, non il punteggio.
A noi interessa sviluppare una nuova teoria, basata sui movimenti sincronici, non sui muscoli. Noi ci poniamo l'alto fine di stravolgere le teorie mediante una discesa, un lancio, un taglio difensivo o offensivo.
E poi, sì, avemo scajato 9 a 5, ma fateve li cazzi vostra!

PAGELLONE

Bebo (C): Il Capitano segna un paio di punti, ma dal punto di vista del movimento accusa una flessione (e non sembrava possibile, praticamente viaggia nel tempo, all'indietro). Guadagna mezzo punto con la zampata d'orgoglio che sprona i compagni a fare di più, ed i rivali a non fare troppo i furbi. 5,5

Serusuke: Il buon Seru ci taglia i viveri, ma sul campo mostra un piccolo progresso, per quanto sia ancora un po' spompato. Me pare che ne abbia insaccati un paio pure lui, ma mi potrei anche sbajà. Nel dubbio, 6,5

Vasco: Passo indietro, per il barbuto, come posizionamento e come prestazione. Si piazza dietro per proteggere il team, ma ne risente la manovra, che si asfissia senza la sua creatività in fase di assistenza. Prima partita senza gol da novembre. 5

Fiordello: Si improvvisa uomo di movimento, uscendo per qualche minuto dai pali, ma era mejo se stava in bottega. La sua classe è sempre cristallina, ma la circonferenza della panza ha ormai raggiunto le 4 cifre. O dimagrisce o me tocca metteje le rotelle. 5,5

Er Tassinaro: Anche Duilio, mattatore degli ultimi match, tira il fiato. E dopo averlo tirato, scatarra un pezzo de sostanza organica ad inizio match e poi non se riprende più, nonostante il solito impegno, condito anche da un pregevole gol. Urge visita al Santo Spirito. 6

martedì 8 gennaio 2013

Buoni propositi per il 2013 (e Pagellone del 07.01.2013)

Con il nuovo anno, anche il Vostro amichevole Coach di quartiere si guarda dentro e trova la forza per migliorarsi, per spingere ancora più avanti il concetto di Team. E' con questi mirabili propositi che torno sul Blog che fu leggenda, per aggiornare l'umanità sulle gesta di questi gagliardi atleti, così come per aggiungere anedottica alla già pregna galleria di successi del Teatro Municipal (e quando io dico pregna, mi si può credere).
Ecco i miei obbiettivi per il nascente 2013:
  1. Scrivere almeno una riga dopo ogni nostro match. I nostri seguaci più lontani non saranno mai più all'oscuro. You'll never walk alone.
  2. Continuare, nonostante le (deboli, fortunatamente) resistenze interne, a sospingere il Team, con voce stentorea e pungolo elettrico, verso l'unico obbiettivo accettabile: l'annullamento fisico, psicologico e morale dell'avversario. Ma in amicizia.
  3. Accettare con la consueta bonomia le deficienze e gli errori dei compagni, impegnandomi a cercare il buono ed il bello anche nelle peggiori cazzate, a costo di dover scavare col raschietto all'interno del piede che ha errato.
  4. Rendere il clima del match di ogni lunedì un momento di svago, di allegria e di amicizia, ma senza rivangarselo nello sgomberaminestre.
  5. Rendere il Teatro Municipal la realtà più importante del calcetto mondiale. Stadio di proprietà e fermata Fiordello Centrale della Metro C sono solo i primi passi. I nostri sponsor richiedono visibilità: avranno quello che si meritano.
  6. Meno parole e più fatti, anzi, più strafatti che mai. Quindi bando alle ciance e sotto col resoconto del match di iersera e, ovviamente, col sempre temutissimo ed attesissimo PAGELLONE!
Da quando Vasco è rientrato dall'infortunio, questo Team ha ripreso la strada amara e lastricata di lacrime che conduce inevitabilmente alla vittoria. Il match di ieri sera non ha fatto eccezione. Certo, i rivali si sono presentati agguerriti, con il condottiero Alberto fiancheggiato dal solito strapotente Pashquale, dal sempre tosto  Robbertone, dal frizzantissimo Attila, fino al giovane virgulto sbarazzino, il piccolo Montellino.
Il Teatro, però, rispondeva con una formazione che ha superato infinite battaglie: Bebo con la fascia rossa al braccio si posizionava (a volte) in posizione difensiva, con il Tassinaro sulla destra e Serusuke a sinistra. Unica punta, Vasco. Il Fiordello si piazza in porta e si rifiuta di uscirne.
Il match inizia piano, con i gladiatori ancora impegnati a smaltire le scorie degli allenamenti che i preparatori hanno imposto durante la pausa natalizia.
Montellino segna dopo una disattenzione congiunta Seru-Fiordello, con un colpo di punta dalla treqquarti.
Da lì in poi, si scatena la bagarre.
Alle reti dei maledetti caini risponde inizialmente quasi soltanto il Tassinaro, innescato mirabilmente dalle sponde di Vasco, che poi si mette in proprio e segna partendo spalle alla porta e girandosi con un destro fulminante.
Il Teatro attacca di più, manovrando sapientemente, mentre i canarini ribattono in contropiede, sfruttando la maggior freschezza atletica.
Si arriva al finale di match sul 6 pari.
Bebo, fino a quel momento assolutamente spento, tira fuori la vecchia magia e segna con un sinistro a giro sul secondo palo. Sembra finita, anche perché il tempo è virtualmente scaduto, ma Hamidi è impegnato su Youtube arabo (istruzioni di montaggio di una bomba batteriologica for dummies) e non fischia la fine, quindi i Caini pareggiano (natidancane) con Attila, con azione da calcio d'angolo.
Proprio mentre gli ultras smettevano di cantare i consueti cori di incitamento al Vesuvio e arrotolavano gli striscioni razzisti per riprendere la via di casa, il Capitano si guadagna una punizione dal limite. Un tempo non ci sarebbero stati problemi: Bebo avrebbe preso il pallone, lo avrebbe messo a terra con un lampo di luce, mentre il portiere avversario avrebbe chiesto il cambio, in lacrime. Quei tempi sono passati, sembra dire il sorriso di Alberto. La palla, infatti, si schianta sulla barriera, come a voler mostrare il segno di un destino che si infrange sul muro del tempo che scorre. Ma Bebo non si piega, prende la sfera e la insifona con forza sul fondo del saccoccio. Fine. E vittoria.

PAGELLONE

Bebo (C): Gioca un'ora di merda, indisponente e immobile come solo ai tempi belli. Poi sfodera 5 minuti decisivi, con i 2 gol del match. Basteranno a garantirgli la sufficienza? No. Ma ci sei andato vicino. 5,5

Serusuke: Ma li mortacci tua, la vuoi stoppare sta palla. E poi dalla a Vasco, che ci pensa lui. 5,5

Vasco: Falsa punta tattica, arretra e serve assist a iosa, non disdegnando però di infilarne un paio nel saccoccio di rara bellezza. 7

Fiordello: Si piazza in porta con autorevolezza e fa il suo, cercando anche di costruire una parvenza di gioco, ma si fa trasportare e cerca di spingersi avanti un po' troppo svelto, costringendo i compagni a riportarlo a spalla fino alla porta. Guadagna la sufficienza portando una pregiatissima bottiglia di Brunello di Rita Levi Montalcino di rara qualità, che strappa una lacrima a Seru. 6

Tassinaro: Mattatore e goleador. Sfreccia come una Multipla Multijet sulla preferenziale. Il suo tassametro non si ferma mai, ed alla fine il conto lo paga la Caina, e sono 4 fischioni! 8

martedì 30 ottobre 2012

Clash of the Titans, RELOADED!!!

maledetti infedeli, credevate che fosse finita, eh? e'nfatti è, finita, la pacchia! perché mentre voi cazzeggiate con troll sparsi su faccialibro e twitter, il grande blogghe riprende vita da solo: come all'inizio di un film di Romero le tombe si scoperchiano e riemergono gli eroi del passato e del presente, gli stessi, i soliti, i ragazzi (attempati) del TEATROOO!!!

Orbi del fumettaro sfumato, lo scontro tra titani si celebra ancora una volta sul fradicio centrale del Mohatta Stadium, e il repertorio al quale un pubblico foltissimo assiste è quello a cui è stato abituato per anni: tornano a piovere gol, moccoli e litri di mojito. Ancora una notte di trionfo per la vecchia guardia del Teatro Municipal che torna a graffiare, con ben sei arti buoni  su cinque giocatori. E se credete che la matematica sia non sia un'opinione, sono cazzi vostri.
Lo avevamo detto lunedì scorso, la pacchia è finita, torna il barbuto, un tempo re dell'agone, oggi molto -one, ma comunque ago della bilancia. Si perché i canarini, abituati a vincere lottando fino alla fine, questa volta si rilassano, con Vasco in campo sanno di poter tirare i remi in barca e godersi un turn over in vista delle prossime partite, appena il polpaccio del coach si riaffloscia come lo scroto di Boniperti. E lì, peccano di ignoranza, perché nemmeno gli juventini della finanza sanno che Vasco, come il nume tutelare dei quaranta ladroni bianconeri, si può mettere a bandiera con una gamba di meno e da lì sferrare il suo colpo segreto, il lancio della stampella.
Così la finanza decide di poter giocare ancora senza Alberto, e scende in campo con la sua controfigura, Pasquale pensa alla poppata notturna dell'erede al trono di Caserta, Attila decide di risparmiare i numeri da Circo Orfei per la prossima arena, BoboBove e Totinsigne corrono come tarantolati dimenticandosi che per giocare servirebbe il pallone.
Il match non è storia, è leggenda, tutti i fucilieri vanno a segno, con l'eccezione dell'eccezionale, il Fiordello che anche da fermo si può infiammare la caviglia, sarà stato lo sforzo sotto la doccia. Qualche cronista rampante ha provato un  parallelo con il successo siciliano del movimento 5 stelle. Niente di pù  strampalato. Le cinque stelle de noantri non hanno accennato il minimo movimento dopo i primi 20 minuti di gioco. Si sono rimessi in moto solo là dove la storia gli ha riservato un posto d'onore: a tavola.
Un altro cronista, ci dicono, ha timidamente fatto notare che i finanzierotti hanno segnato tanti gol quanti i teatranti. Si vede che è la sua cronaca non ha registrato il minuto di consulto tra arbitro e guardalinee, nel quale tutti i gol gialloverdi sono stati annullati, per evidentissima azione irregolare. Come riportato dal Fatto Quotidiano, il particolare che detto guardalinee avesse sul profilo FB il gagliardetto nerobianco del Teatro ha una sola conseguenza. Che il cronista da oggi cena alla Caritas. Le carte, dovete leggere le carte!!!




martedì 12 luglio 2011

sugli scudi, du scudi de mojito, terzotempo n.64

Dobbiamo essere comprensivi: gli sproloqui del coach, la sua omofobia, la sua voglia di spaccare tutto e tutti più del solito - sintomo di impotenza psicosessuale - nascono da un malessere profondo, e hanno come cornice temporale il momento in cui si sta per accollare una nuova boccuccia di rosa da sfamare, e alla quale insegnare tutto il repertorio di moccoli che la Pieve non le può trasmettere per osmosi. Come si può chiedergli di non deragliare mai? come è possibile pretendere che porti in campo e sul blog la calma dei forti, quando di forte è rimasto solo il rodimento di coglioni? la sua buona volontà va saputa interpretare, va intuita dietro la cortina di smadonnamenti che la nascondono, ma non a occhi vigili come i nostri. La sua buona volontà si nota dalle piccole cose, come quella di voler resuscitare un blog morto e defunto con un post tardivo e velenoso che possa scuotere l'ambiente, e ridare linfa vitale al solipsismo dialettico del Teatro, riportandolo a vette inarrivabili per qualsiasi finanzierotto, pur coi piedi boni.
Infatti NOI siamo comprensivi. Non gli chiediamo di farla finita, di appendere gli inutili scarpini al chiodo, insieme a tattiche e schemi posticci (segno tangibile della nefanda frequentazione di Benny), spiegandogli come sia ora di dedicarsi al ramino. Ce lo teniamo così com'è, come si fa con un fratello, che non si sceglie, ci capita e si protegge.
E nel momento di difficoltà gli diamo la sensazione di poter contare su aiuto e solidarietà, in campo, a tavola, nella stesura di uno straccio di pagellone, onde non abbia a ricadere nella retorica antivendoliana.
Cominciamo dal resoconto della vittoria, la solita, quella che conta, quando i piedi sono messi in sicurezza sotto al tavolo:
























Vedere per credere, i numeri dell'ebbro errante continuano a stupire e a incantare dentro e fuori dal campo. Peccato che in campo non vengano valorizzati, ma abbiamo detto che oggi non punzecchiamo il toscoumbro.
Pagellone:
tzaziki, 8
cipolle gratinate, 9+
pomodori col riso 8
pomodori al pesto di menta 8++

Intanto, la piovretta finanzierotta, tenta di mettere le mani sul bottino della stagione schierando un redivivo marescialCicala, in sostituzione di Etocadabra. La partita è in bilico, i canarini non sfondano, quindi incaricano il killer di affondare piedibboni Fiordello; sembra non bastare, perché il GranTeatro rimonta e guerreggia; poi la birra finisce, i cecchini gialloverdi cominciano a tirare dalla propria area di rigore, e portano a casa un risultatino misero e infamante.
Pagellino:
Bebo: duro a morire, tiene serrate le fila e si propone con attimi di dinamismo di anche 15 secondi consecutivi. Timore per le retrovie caine. 7+
Leo: i soliti piedi, ma una generosità straripante, il nostro wowboy armato di due winchester tacchettati. 7
Fiordello: con lui per tutta la partita, avremmo fatto carne di porco. Purtroppo il porco si stira il prosciutto, e cede dopo metà gara. Seguirà profonda riflessione estiva. 7 di stima
Serusuke: per essere infortunato, corre, propone e si propone. Vasco non lo capisce e non lo sostiene, ma lui ha spalle grosse, e sa capire. 7
Vasco: il solito, grande coach, quasi indefinibile. Senza di lui si vince; ma senza di lui, il teatro muore. Cosa conta di più? 5 di stima,
e tanti auguri




lunedì 11 luglio 2011

Manica de froci! (Pagellone di lunedì 4.7.2011)

Maledetti!
Allora volete la guerra!
Io ci ho provato, ad essere comprensivo, paterno, umile.
Ma voi siete senza speranza.
Ed allora assaggerete l'ira del Coach, quella che i nostri avversari sono costretti a subire ogni stramaledetto lunedì (stasera compresa, ovviamente) e che voi annacquate con le vostre prestazioni mosce, abuliche, froce!
E allora basta al buonismo, perchè non funziona, e sotto col Coach duro, quello che pensavate di conoscere, ma che ancora non avete mai visto.
Eppure il compito che ci eravamo prefissati, che avevo indicato, era semplice: contenere la solita sfuriata iniziale dei caini, per poi abbatterli quando cala la loro lucidità e viene fuori lo smalto, la grinta e la superiore esperienza teatrante.
E la tattica, manco a dirlo, pareva funzionare, coi nostri tutti appostati e pronti a coprire gli spazi, ed anche, talvolta, a partire di rimessa; solo che, quando i canarini sono calati, noi non abbiamo saputo assestare il colpo di mannaia che poteva darci la vittoria e siamo rimasti lì, come dei coglioni!
E la beffa si è avuta sull'8 a 5 per loro, quando ormai si era capito che la partita era persa, ed un tiro da lontano ha beffato Vasco, nel suo turno in porta, intortato come un Pellizzoli qualsiasi. Ecco che tutti si sono scagliati sull'unico che aveva combattuto bene, combattuto sempre, senza arrendersi e senza cedere di un metro.
Siete l'Italia peggiore!

Pagelle:

Bebo (C): Frocio. 0

Serusuke: Doppio frocio. -1

Vasco: L'unico etero! 6

Fiordello: Dignitosa checca. 1

Tanzo: Culattone. 0

lunedì 4 luglio 2011

Core Nerobiancuto!

Per chi non avesse visto il match di lunedì scorso, un paio di inquadrature potrebbero servire ad inquadrare gli eventi:
1) Il Coach esce dal campo, visibilmente incazzato.
2) I Caini si abbracciano come dopo una vittoria in Champions League.
Ma col Teatro Municipal non c'è mai niente di scritto (e nemmeno di prescritto).
Le prime parole uscite dalla bocca barbuta sono state:"Sono orgoglioso di voi!".
Orgoglioso, perchè anche dopo una sconfitta (perchè è così che è finita: il male ha vinto) si può gioire ed essere in pace con sé stessi e con i propri sostenitori, che hanno capito ed hanno apprezzato lo sforzo nerobiancuto per rovesciare le sorti di un incontro che si era messo subito malissimo: a metà match stavamo sull'8 a 1 per i cattivi.
Ma quando iniziavano i festeggiamenti dalla curva giallo-verde, per i pochi ultras ospiti, ecco che il Teatro ingrana la marcia che gli consente di rimontare. E rimonta fino ad un onestissimo e quanto mai gagliado 7 a 10, con la Caina che prorompe in un festeggiamento senza fine al triplice fischio finale, proprio quando sembrava ormai inevitabile il sorpasso dei nostri alfieri.

Pagellone

Bebo (C): Il Capitano tutto cuore si magna l'impossibile in fase di finalizzazione, e chiude con un solo gol all'attivo, ma lotta come sempre, e non ammaina l'asta (almeno quella) neppure nel momento più nero. 6,5

Serusuke: L'angelo biondo si immola, rischiando il tutto per tutto, ma non tira mai indietro il ginocchio. Risulta anzi il più preciso al tiro, con tre marcature e poche cappelle. 7,5

Vasco: Sempre l'ultimo ad arrendersi ed il primo ad  incitare il compagno (frocio) in difficoltà. Due grandi marcature. 8

Leo: Leonida attende gli invasori alle Termopoli e li abbatte a forza de rutti! Soliti piedi fucilati, solita furia belluina. 7

Fiordello: Mai sottovalutare la sua perizia al tiro. Ritrova smalto e cresce col tempo. 7 

venerdì 24 giugno 2011

Il ritorno del Teatro Municipal!

Con i mezzi più disparati, in condizioni fisiche incerte (nonchè con panze improponibili), i Teatranti tornano in campo!
Quello che tutto il mondo sportivo-politico-sociale attendeva si sta finalmente verificando: i cinque teatranti originali si riuniscono per il match di lunedì, e lo fanno sotto l'egida dell'unico, indimenticato e benevolo assente, che da lassù, sicuramente, approverà.
Qualcuno dirà che non abbiamo mai spmesso di calcare i campi, che il Teatro ha sempre, ogni maledetto lunedì, assicurato il consueto spettacolo. Ma non è vero, perchè un pò della vena originaria si era persa, forse col mohito, forse nell'inchiostro.
Ma ora che tutti i Gladiatori originali tornano in campo, anche il Coach sente che è arrivato il momento di dare la carica, e lo fa nella maniera che gli era consueta: con una bella convocazione sul blog di stato!

Quindi, per il Memorial Plotino di lunedì chiamo a raccolta:

Bebo (C)
Serusuke
Vasco
Leo
il Fiordello

Terzo tempo obbligatorio e froci i vinti!
Alè!

giovedì 24 marzo 2011

terzotempo nonostante, n.63

Nonostante l'assenza dal campo (e la conseguente sconfitta del Teatro con tanto di Ivanhoe), il Generoso decide lo stesso di invitare gli altri rottami a cena. Tutti, tranne gli infami.
Antipasto classico con innovazione: mojito e bruschetta con pane di farro e ventricina (donne d'Abruzzo, è finita, non dico altro...).



Primo innovativo anch'esso: tonnarelli freschi con ragù al vino. Una poesia.


Secondo dovuto al buon Bebo, a base di ciuco:
sia le salsicce, che la deliziosa carne affumicata di
puledrino, poverino (era un donatore di organi morto prematuramente).


E il dolce? chiedevamo tutti a gran voce al coach.
Il coach ha finto un infortunio, adducendo a scusa che ha
pure portato un blocco di un metro cubo di cinghiale congelato.
Di quello siamo grati al padre, che l'ha abbattuto (per il bene dei boschi) e alla madre, che lo ha preparato.
Si, ma il dolce del coach, cazzo, un cornetto, quattro biscotti Galbusera...

niente, rimaniamo satolli, ma con quel senso di irrisolto
per un finale dolce mancato...

martedì 1 marzo 2011

terzotempo di grinta, n.62

Il ritorno del Grinta Serusuke sulla fascia e a tutto campo si fa sentire, il Teatro rifiata tutto, i caini rientrano nei loro miseri ranghi, Eto'cadabra passa la notte a tentare il tunnel a battimuro con gli stessi risultati che in campo; e soprattutto gli stomaci possono tirare un sospiro di sollievo, con un rientro alla stragrande al comunale di Città Giardino.
Inutile elencare le portate abbondanti, sopraffine e che hanno per una volta manifestato il gioco di squadra che spesso in campo langue, abbattuto dagli inutili quanto inossidabili moccoli del coach. Ma no, altro che inutile, è bene farli, gli elenchi. E allora:
si torna al classico antipasto calabrocubano, con mojito a inzuppare il pane caldo ricoperto di 'nduja. Mezzo voto in più al Fiordello per la 'nduja, mezzo in meno per il mojito gaio, voto-peppieno, stamo là.
Il piatto tosto e tosco e il ritorno della ribollita, abbondante per un teatro al completo, sul quale i soli quattro gladiatori si battono con ardore.
E finalmente, dopo aver girato per abruzzo, lazio, campania e tutte le marane di Acilia, approda a casa dell'ebbro la mitica ventricina. Peccato arrivi da sola, senza il procacciatore; ma ti aspettiamo presto a tavola; Marina.
Leo due voti in meno
L'accoppiata salume ruspante-pagnotta tiepida infrange le penultime resistenze del Fiordello, che si vantava di una dieta con la quale aveva perso tre microgrammi. Penultime, perché, grazie alle manine fatate della collega di Seru, Fiorera, arrivano a tavola anche quattro mattonelline di tiramisù che, non sarà Pompi, ma provoca ugualmente erezioni palatali.

sabato 19 febbraio 2011

Discorso sullo stato dell'Unione.

Le scadenze editoriali (è in uscita il "Manuale del Coach 2011-2112, con introduzione di Lippi, traduzione di Capello, rilegatura di Mourinho) costringono il vostro Coach ad un impegno rarefatto in fase di produzione di pagelle (e lui supplisce alle scarse opportunità di analisi tecnico-tattica con un supplemento di indicazioni affettuose sul campo), ma sappiate che il Coach non dimentica.
E così può capitare che i pagelloni tanto attesi vengano riuniti in un documento di sintesi che analizzi, più che il singolo evento, l'andamento, il momento di forma, lo stato psico-fisico dei componenti del Teatro.
E che Teatro abbiamo visto nelle ultime quattro partite?
L'analisi non può partire che dai risultati: una vittoria, due pareggi ed una sconfitta danno la perfetta misura del perfetto equilibrio che regna nel nostro campionato, con il Teatro che reagisce con la consueta tenacia e applicazione tattica alla superiore tecnica e freschezza fisica dei Caini.
Ci sono stati degli importanti inserimenti: il ritorno a casa di "el Flaco" Ari, dopo un annetto passato a farsi le ossa nell'Aci Trezza, è stato sicuramente positivo, anche se lo stato di forma del funambolico cicognone palermitano è risultato chiaro quando ha vomitato a metà del suo match di rientro.
Un altro importante inserimento è stato quello del Tanzo (che comunque è ormai a tutti gli effetti un titolare aggiunto). Una sua prestazione-monstre condita da 4 reti ha portato il Teatro ad un insperato pareggio, mentre in un'altro match le sue polveri sono parse bagnate.
L'immancabile Capitano Bebo ha offerto uno spettacolo indegno dal punto di vista fisico, ma eccellente dal punto di vista dialettico. Ottimo in fase realizzativa, sbaglia poco quando conta.
Un altro che col fisico ci deve aver litigato da piccolo è quel giuda del Fiordello, che si schiera in un match con i nemici (e ci infila pure 3 fischioni), poi torna con noi e fa 35 passi di media a partita, senza centrare mai lo specchio avversario.
Seru, invece, è sempre tonico dal punto di vista muscolare, ma l'età gli porge il salatissimo conto degli acciacchi da anziano: reumatismi, gotta, gomito del tennista, ginocchio della lavandaia. Non se ne fa mancare uno.
Leo fa la sua porca figura, grazie all'apporto di grinta e dinamismo che può sempre offrire. Certo che se ogni tanto provasse ad inanellare due presenze di fila, si potrebbe anche pensare a costruire una formazione un pò più "standard". La ventricina promessa e mai mantenuta gli costa l'odio dei compagni.
Vasco sta faticando più del solito ad inquadrare lo specchio della porta avversaria (0 gol nell'ultimo match) ed i risultati del Team risentono di questo momento di scarsa vena realizzativa del giovane barbuto. Ottime le prestazioni in fase difensiva, invece, ed in porta, dove sembra abbia un futuro fulgido.
Si è rivisto anche Mike the Butcher, e si conferma la vecchia regola che la tecnica non si dimentica. La corsa, purtroppo, però, non si improvvisa ed il giovane neopapà è ormai più adatto a giocare dei flash-match "a chi arriva prima ad uno".
Alla fine di questa analisi è inevitabile cercare di capire cosa può rompere l'equilibrio: io credo che la chiave sia Leo. Un rientro fisso del "Pendolino di Acilia" nelle fila del Teatro può fornire quella corsa che manca, e asfissiare le fonti di gioco caine.
Saprà il nostro eroe affrancarsi dai doveri di lavoratore salariato per tornare in auge come calcettaro nullapagato??? Dalla risposta a questi interrogativi dipende, forse, il futuro del Teatro.

martedì 8 febbraio 2011

numero legale al terzo tempo n.61

Pagellone? non ci sarà, immaginiamo, come da norma. Ma tanto sarebbe presto detto: match winner, Cosimo. non aggiungo altro...
Quindi passiamo alle sventure della tavola, che vede trionfare l'ebbro errante, il quale in due turni di campionato colleziona tre commensali tre, compreso il padrone di casa. Ora, chiedersi se ha un senso questo dispendio di energie è pleonastico. Ma Ibracadabra penserebbe che pleonastico sia riferito alla Caina, si incavolerebbe dicendo che lui ha cucinato in terza divisione, quindi per ora ci limitiamo alla cronaca dell'evento, tenendo le considerazioni profonde per noi, ed esternando solo quelle urgenti:
FIORDELLO MERDONE (vediamo se la prossima volta telefoni)
In attesa del terzo commensale, che credevamo essersi recato a recuperare la tanto decantata VENTRICINA, il cuoco sfornava, per gli occhi commossi del capitano, un capolavoro brasileiro, l'unico punto di contatto tra la classe carioca e il Teatro:
una prima assoluta,
il Pao de queijo!
Esperimento riuscito,
applausi, bis all'occasione, magari allorquando
si potrà affiancare a, che so, un salume...
già, perché oggi era il giorno in cui, Fiorellomerdonesòla doveva portare la 'nduja,
e il redivivo Leo aveva strombazzato da
settimane e settimane di accorrere al desco con
settètti buoni di VENTRICINA!
e quindi il buon Serusuke produce dose doppia di pane, alle patate per renderlo più soffice e atto ad accogliere il robusto insaccato.
Do' sta la bestia? eh, do' sta?settimane e settim... va be', ci siamo capiti... santamarinadavasto!!!
Per fortuna un primo intenso c'era, un risotto alla crema di porri che potrebbe essere anch'esso replicato. Si intende, con bottarga per il coach.
Allora, è finito sto terzo tempo?
no.
perché si festeggiava, iersera.
Il ritorno di Leo, dopo mesi di serate del lunedì a casa, con i crampi alla mano stretta attorno al pennello (sic),
Leo - che ricordo, è quello della VENTRICINA - ci degna della sua propulsione agonistica (cioè, iersera, dopo averci comunicato che era senza insaccato, bestemmia come Vasco); e noi gli rendiamo omaggio con
plumcake alla zucca vuota e alle pugnette, pardon prugnette, secche. L'ebbro si è permesso di rivedere e correggere la ricetta presa da La Cucina Italiana!
poco umile, il cuoco municipal, ma
che je volete dì? chi ha magnato, sa.

mercoledì 2 febbraio 2011

terzo cosa?

E' stato un lunedì disgustoso, in cui la centrale operativa della Caina ha dato vita ancora una volta a una conduzione della serata spregevole, turpe, ripugnante, confermando di essere solo un orribile postribolo calcettovisivo.
Essendo chiaro che la sconfitta si avvicinava, ecco che el Chino, con grande anticipo, verso le 13, chiama il Coach per annunciare che - purtroppo- non si è raggiunto il numero legale, e i finanzierotti non scenderanno in campo.
Così.
Arrivederci e grazie.
Ecco che il Coach, ancora convalescente, prima di avvertire la dirigenza, chiama l'ebbro errante, che si è preso un giorno di aspettativa da lavoro per preparare tattiche e il campo della vittoria. Lo sorprende quando la macchina è ormai lanciata, non si può più fermare. I suoi occhi si chiudono, e funzionano da otturatore della macchina fotografica, lasciando impressa nella retina l'immagine di quello che ha davanti a sé:il disastro
No.
Non si fa.
Non è accettabile.
Lunedì prossimo la nemesi si riunirà da Lunghezza, da Acilia, da Prima porta e da città Giardino, per abbattersi sul Mohammed Atta Stadium di Tor Tre Teste su chi si è Macchia-to di un misfatto che merita una punizione esemplare. Preparatevi al macello.