martedì 21 maggio 2013

La difesa del Piave




(Primo comandamento, non desiderare la palla d’altri).

Eravamo alla vigilia di una Caporetto Per il Teatro Municipal. Gli austro-campani avevano la facile opportunità di avanzare, arare, coltivare, e trebbiare gli avversari. Bastava poco, e avrebbero potuto farlo.
Una Caina baldanzosa, gagliarda, solida e irriverente si presenta sulla linea del fronte del Moatta Stadium per affrontare un Teatro in emergenza: orbo del coach (questa era la buona notizia), senza tassinaro, con un Serusuke ancora pieno di azoto e con l’ossigeno al 4%, il capitano ancora senza un grammo di zucchero in grado di attivare una sinapsi (non dico le gambe), Tanzo e Mike alla ricerca dell’antico smalto (per le unghie).
Cosa ci sarebbe voluto a fare carne di porco? Pochissimo. E infatti, la partita sembrava incanalarsi su questo copione. Fiordello, dopo il primo intensissimo turno in porta, era molle come una ricottina fresca di caglio, Marco e Bebo si litigavano il telecomando dalla poltrona comoda nella metà campo avversaria, mentre Marazico giocava al tiro al piccione, disturbato ogni tanto dalle sovrapposizioni di Insigne, o da Pasqualone che reclamava palla.
Serusuke sbuffava e sbavava, ma nessun insulto sembrava in grado di risvegliare ardore e contrasto nei suoi. Però.
Però ai finanzierotti non bastava, dovevano strafare, senza un minimo di cavalleria, di rispetto, né dell’avversario né delle regole basilari che animano gli scontri quasi da quando NOI avevamo l’età LORO: non c’è bisogno di tentare per forza il gol umiliante di tacco, e secondo,  vale più una gamba sana di una palla rubata. Iniziavano quindi ad affondare ogni volta che il Teatro recuperava palla; entrate da dietro, chiamate di Attila da 21metri di distanza (fatte li cazzi tua, no?) mai un’ammissione, i loro interventi giudicati sempre impeccabili. In confronto, i commenti di Vasco sui suoi compagni sembravano obiettivi.
E allora.
Allora basta, questi giocatori saranno delle femminucce con la palla tra i piedi, ma se gliela togli senza chiedere per favore, tirano fuori le loro, di palle. Iniziava quindi una nuova partita, quella che non ci piace, quella per la quale non varrebbe la pena di muoversi da casa: a urli, spintoni e sportellate. Ed ecco le truppe teatranti si rinsaldano sulla linea del Piave, ogni fante diventa gigante, da uomini de panza ci mettono la sostanza. Il più mite Tanzini lancia un terrificante grido di battaglia che manco Bruce Lee, il Capitano riprende i suoi galloni, il Fiordello, evanescente fino a quel momento, si erge a diga: sempre immobile, ma larga e ferma. Il risultato non è in discussione, ma colpo su colpo si passa dall’11-3 all’11-8, grazie in particolare all’intesa Tessitore-Insigne, che fa da filtro con tanti buchi come quello di una moca. A quel punto la Caina sussulta, si disunisce, ma Pasquale ritrova la lucidità sufficiente per  contenere l’agonismo dei giovani-dentro, con lo schema più collaudato: palla lunga dalla difesa in avanti, dove la raccatta Marazico; fa una tale quantità di finte da lasciare Fiordello completamente disorientato a pensare: ma che cazzo si agita sto pischello, che me movo quanto Marcaurelio ar Campidojo. Gliene prende pure un paio, ma la maggior parte entra nel saccoccio. Risultato finale, 15-9. La linea del Piave rimane salda, in attesa di rinforzi barbuti per il prossimo scontro.
Pagellino austro-campani
Attila: è ufficiale, ha rotto il cazzo! Va bene la battuta simpatica, ma ogni tanto basta anche restare zitto.4+
Marazico: bravissimo come sempre, ma sulla buona strada per aver rotto il cazzo. Nota per le prossime partite: basta meno, per farci fuori, pregasi ridurre i rischi per stinchi e caviglie. 5
SS Lazio: buon esordio, ma le sforbiciate per recuperare palla, riservarle per il Camp Nou o per il sequel di Shaolin Soccer. 6
Pasquale: fa quasi tutto il suo, ma come veterano della squadra, ci aspettiamo che in assenza di Alberto dia l’esempio per una bava di fair play. Quindi 5
Insigne: lasciamo stare il fair play. Il migliore dei nostri. 8
Pagellone per davvero (e obiettivo)
Mike: ci aspettavamo molto di peggio, invece regge quasi tutta la partita, anche se con qualche amnesia. 7
Bebo: grande tattico, permeabile come la rena di Ostia per 45 minuti, si riserva la baionetta affilata per il corpo a corpo finale. 7
Tanzo: non ritorna nemmeno sotto minaccia di espulsione per diserzione, ma sul finale tira fuori due palle di cuoio stagionato ed è protagonista della manovra offensiva. 7
Seru: dopo tre turni di assenza non ha i polmoni e le gambe di sempre, ma la solita grinta cordiale, con cui incita senza insultare. Tutta la saggezza delle sue decadi. Con una magica sgroppata e tiro incrociato, dà il via alla piccola remuntada. 7
Fiordello: l’avvio è sconfortante, ma i numeri e la stazza ce li ha, e alla lunga, quando il ritmo di gioco raggiunge i 2km/ora,  fa sentire la sua classe. 7

p.s. con grande scorno del coach, il terzo tempo è sospeso finché i femminielli del teatro smettono di comportarsi in modo indecoroso a tavola. Sic.











lunedì 6 maggio 2013

Mini pagellone responsabile del 29.04.2013

Impegni pressanti mi hanno impedito di dedicarmi come necessario al pagellone di questa settimana.
Ma da buon padre responsabile, non posso mancare completamente a questo impegno. Pertanto, proprio mentre mi accingo ad uscire per l'ennesima fatica coachiana, mi affretterò a buttare giù 2 righe di saggezza, senza neanche buttare un occhio agli aggiornamenti di feisbuc (quasi).
Si è perso.
Che novità, direte.
E invece sì, cari amici del blogghe, di novità ce ne sono state ben 2!
Il duro lavoro del Capitano e del suo fido scudiero, il Fiordello, comincia a dare i suoi frutti, ed i chili cominciano a scendere. Siamo abbondantemente oltre ogni limite di decenza, ancora, ma la strada è quella giusta. Il carattere è quello solito, e quindi anche i Caini Marazicati hanno dovuto mordere il freno, con Vasco che ha guidato con 4 reti la resistenza teatrante, ed il risultato finale di 11 a 8 sarebbe anche potuto essere più soffice, se le solite 3-4 cazzate non ci avessero zavorrato come al solito.
Ma poco male: ci rifaremo tra poco!
E la seconda novità? Non lo sapete? E' morto il gobbaccio.

PAGELLONE

Bebo (C): La dieta della ciccia si vede, ed anche se debilitato il Capitano si fa valere, forte dei 5 chili di meno. Una luce all'orizzonte. 7,5

Seru: Prima di partire in cerca della verga africana, dispensa qualche buon colpo dei suoi. 7

Vasco: Indomito. 7,5

Fiordello: Eppur si muove! 7

Duilio: In ripresa. 7

mercoledì 24 aprile 2013

Siamo al capolinea, per il Coach? - Pagellone del 22 aprile 2013


I vertici temono il crollo finale e chiedono al Coach di restare
Ci sarà una fuga verso il Clan «benedetta» da Benny, però la scissione non è all'orizzonte

ROMA - C'è un fotogramma da conservare nel film del Teatro Municipal in ansia da risultati, dopo la sconfitta per 10 a 5. È lunedì sera, il Coach ha parlato alla dirigenza della squadra, ai tavoli della pizzeria "O' Giardin' e' Pulcinella", e poi se n'è andato, senza aspettare repliche, domande, interventi (e senza pagare).
Il leader ha dato la sua cambiale per le dimissioni postdatate ed è scomparso. I Teatranti si guardano negli occhi, o, almeno cercano di farlo, perché lo sguardo di ognuno sfugge altrove, perso nella preoccupazione. Un gruppetto di colonnelli privi di generali chiede al consigliere tecnico del Coach, Ivanhoe, di prendere lui le redini dell'assemblea. Il neo teatrante si guarda attonito e poi dice: «Io? Perché mai, non sono neanche titolare!».
È una scena, e non farà l'insieme, ma la dice lunga su quello che sta accadendo nel Teatro Municipal. Il Coach è già sepolto nei pensieri di tutti e viene riesumato solo quando la paura di fare la sua stessa fine attanaglia il gruppo dirigente. Il Fiordello e er Tassinaro, tanto per fare due nomi, chiedono al Coach di rimangiarsi le dimissioni, o, quanto meno, di congelarle fino alla stagione che verrà.
Gli ex dell'Atletico Parente vorrebbero che il Coach cambiasse idea, e portasse lui il team fino al nuovo anno calcettaro, perché temono che la dipartita politica del barbuto leader coincida con un bel «game over» per tutti loro. E non vorrebbero togliere il disturbo adesso, né tanto meno intendono assoggettassi all'era Serusukiana. Ma nonostante i loro sforzi e le loro perplessità, un treno è già partito ed è difficile che si fermi prima del traguardo.

Serusuke guarda da Firenze quel che accade a Roma e fa mostra di disinteressarsene, ma non è così. Il perfido cuoco, sedicente giovane, è disposto ad aspettare ancora. Non oltre una certa data però. Seru immagina una guida tecnica che duri due-tre mesi al massimo, non di più e che poi riporti il Teatro fino alla prossima stagione. Ma anche gli altri leader del Teatro non riescono a immaginare un futuro che scavalchi dirigenze, compagini, e timori. La dirigenza del team su questo è stata chiara, pure con Plotino: «Noi siamo pronti anche a fare un governo del Capitano, ma non può essere uno degli anziani a presiederlo». No, niente Bebo, piuttosto meglio Humbert: più la guida tecnica è lontana dalla tradizione, più è facile per gli sponsor confermare i finanziamenti.

I vertici del Teatro sono preoccupatissimi dell'incidenza che avranno il nuovo selezionatore e la nuova dirigenza: «Andiamo avanti, ma con grande cautela perché non possiamo dare vita a un Teatro mischiato col Clan a cui Bennysconi può staccare la spina quando vuole», è stato l'ammonimento del Capitano. E nessuno ha avuto da ridire, nemmeno quel Serusuke che si immagina un Teatro diverso (sì, diverso in quel senso lì): «Andiamo pure avanti, tanto questa guida tecnica dura due-tre mesi al massimo». Quel che basta per preparare il Teatro alla stagione che verrà. Nel frattempo Serusuke aspetta di capire se gli conviene tentare la sfida per la presidenza o se, piuttosto, deve tenersi lontano dalle beghe del team e pensare solo alla candidatura a Coach. In questo caso potrebbe essere l'attuale presidente-allenatore-capitano del Cafiero F.C., Humbert, a guidare il team bianconeruto.

Ma ciò non vuol dire che il mezzo frocio si defilerà: «Seru, sei l'ultima carta che abbiamo», gli ha detto Leo. E la pensano nello stesso modo anche Mike the Butcher e Don Matteo, che puntano su di lui per il ricambio generazionale del gruppo dirigente. Il Teatro comunque regge. A fatica ma regge. Ci sarà una fuga di qualcuno verso il Clan, benedetta da Benny, ma non è all'orizzonte una scissione vera e propria. Tutti hanno capito che alla fine dovranno trattare, litigare o accordarsi con Serusuke. È quello il futuro del Teatro Municipal. E c'è chi pensa già di facilitare la strada al vice-Coach, vice-Capitano, cuoco titolare, mettendo nel governo Don Matteo. Offrirgli una carica importante, come quella di massaggiatore, potrebbe essere il modo per tenere buoni i filo-parentiani del Teatro e costringere il Movimento 5 panze a misurarsi con il calcetto reale, non solo con quello parlato o visto da lontano. Ma queste sono solo elucubrazioni e idee buttate lì: il futuro immediato del Teatro Municipal prevede il match di lunedì e subito dopo un terzo tempo di fuoco, dopodiché si veleggerà in mare aperto.

PAGELLONE

Bebo (C): Il Capitano è spossato. L'età avanza e le lotte intestine (e dell'intestino) lo stanno logorando. Quei tre etti persi così repentinamente si sentono anche nei contrasti. Due belle marcature. 6,5

Vasco: Posto dietro, a guardia del fortino, si deve arrangiare, anche perchè il Coach prevede per lui, in questo match con la Caina, un inedito schieramento 2-2, con a fianco il Fiordello, e con, all'inizio, Mike the Butcher davanto con il Tanzo. Soffre terribilmente la freschezza atletica caina, ma riesce a non sfigurare. 1 gol e sufficienza risicata. 6

Fiordello: Il Fiordellone alterna sprazzi di grandissimo calcio a momenti di assoluta immobilità. Mette a segno un gran gol, poi si piazza in porta per rifiatare, e ci resta per metà del match. Convalescente. 6

Tanzo Tanzan Tanzini: Il migliore per distacco. Fa un lavoro preziosissimo, sfruttando il fisico, ma poi sbaglia quasi costantemente, ed a volte anche abbastanza incredibilmente, in fase di conclusione. Molto incisivo, comunque. 7,5

Mike the Butcher: Dispone di 15 metri di autonomia e li spreca tutti dagli spogliatoi al campo. Per il resto gara che alterna le consuete finezze, alle consuete amnesie. Al 15° minuto chiama il prete d'urgenza, ma poi si riprende e conclude il match. Miracolato. 6

venerdì 19 aprile 2013

Siete MOOOOOOOOOORTIIIIIIIIII!!!!!!!!!!! - Pagellone del 15.04.2013

"E' inutile fuggire, siete cirkondati!"
Questo l'uniko messaggio che il cittadino Bebo Grillo ha inteso rilasciare alla stampa di questo zozzo regime, prima di mandare affankulo tutti i presenti e bukare il pallone della kaina: da oggi il pallone non sarà più necessariamente sferiko, ma la sua forma verrà scelta mediante un referendum popolare sulla rete: e stavolta l'ha spuntata il dodekaedro, kon 7 voti, sul tronko di piramide, che ha rakkolto solo 2 voti. Un voto per Rocco Siffredi.
Dodekaedro a centrokampo, quindi, e via alla kontesa.
Il cittadino Vasko Kasaleggio annuisce senza parlare, ma tutti sembrano aver kompreso le direttive del leader oscuro del moVimento Teatrante: non ci akkontenteremo di vincere, non ci basterà il 51% delle markature. Qui bisogna annientare l'avversario kaino, qui si azzera la kasta gialloverde!
E fin da subito si è kapito che il vento giovane del rinnovamento teatrante non avrebbe lasciato scampo al vecchiume kaino: Seru "Dario Fo" suke komincia a saltellare sulla fascia di kompetenza kome un giullare, disorientando gli avversari e purgandoli con precisi fendenti; Bebo Grillo non fa moVimento, ma poi inventa dal nulla una rete da cineteka kon kontrollo e subitaneo pallonetto, che skianta i difensori dell"ancien régime";  il Fiordellone, bonaccione come un Vito Krimi, non infierisce, ma impedisce ai kulattoni kaini di rialzare la testa; Umbertone è più tosto di Roberta Lombardi e falcia ogni finanzierotto che si avvicini al kuore dell'area biankoneruta; Vasko, da punta naskosta, imperversa silenziosamente (tranne quando smokkola) sulla fascia destra e poi colpisce.
Manka solo Duilio, ma li fa parte della Kasta dei tassinari, si kapisce. Ma non ti preokkupare: arriveremo pure per te!
Il risultato finale di 8 a 6 lascia Alberto Berluska senza fiato. Ma non è finita qui. Noi ci fermeremo solo quando avremo il 100% delle reti. SIETE FINITI! ARRENDETEVI!

PAGELLONE

Cittadino Bebo Grillo: Non si kandida, ma viene komunque eletto kome markatore del gol della serata. 7

Cittadino Serusukefo: Immatupisce i kaini di kiakkiere e poi li giustizia con 4 reti, ridendo. 64 anni e non sentirli! 8

Cittadino Vasko Kasaleggio: s.v. perchè esterno al moVimento.

Cittadino Fiordello Krimi: Si presenta dimagrito, e ha subito fame (di vittoria). Koraggio 6,5

Cittadino Humbertow Lombardi: io kon voi della kasta dei gironalisti non ci parlo. Vaffankulo. 8

mercoledì 10 aprile 2013

Non è un paese per vecchi - Pagellone del 8 aprile 2013


Come si può migliorare una squadra che può contare su cinque atleti di livello mondiale?
Come si fa ad aumentare il rendimento di un amalgama di fenomeni che danno del tu al pallone, che aggrediscono l’avversario e rimangono concentrati sul match e sull’obbiettivo senza mai distrarsi, senza mai essere sazi dei delle vittorie e che continuano a cercare di migliorare il proprio rendimento con umiltà e abnegazione?

Boh.
Ma a noi che cazzo ce ne frega?
A me basterebbe riuscire a spremere ancora un po’ di sangue da queste rapacce rinsecchite che il destino m’ha obbligato a gestire.
Ciccioni senza palle che riescono ogni volta a dare nuovi significati alla parola "perdenti".
Pipponi dal piede di ghisa che non conoscono tattica, né tecnica.
Vecchi spompati con l’eleganza di oranghi, che deambulano come zombie per il rettangolo verde.
Eppure a volte capita che questi rottami si animino di una luce magica e comincino a mostrare una stoffa, un talento di cui nessuno li crederebbe capaci.
E lunedì è stata una di quelle volte, quando la Finanza Creativa si è presentata sul campo con dei rinforzi d’eccezione: Alberto, condottiero caino, ha cercato la vittoria umiliante ed ha convocato, oltre ai soliti Robert Cazdecan e Pashqualino, anche i 2 giovanissimi virgulti della infinita cantera meridionale, Vincenzo Marazico e Daniele pibe de Foggia. Quarantacinque anni in due.
Quarantacinque, come le primavere del granitico tedescone convocato dal Coach per sostituire l’autoesiliato Fiordello, impegnato nella visione di un evento di calcio minore: il derby della Capitale.
Ma il golem della perizia non era l’unica, pesantissima, assenza del Teatro: il degno cugino del Fiordello, Duilio er tassinaro, ha giustificato la sua assenza con fantomatici impegni di lavoro, mentre fonti bene informate me lo davano all’Olimpico, nella veste di falconiere della sempre più spennacchiata Olimpia.
“Comunque poco male”, ha detto ancora volta il Coach. “Tutti siete utili, nessuno (di voi) è indispensabile”.
Da queste parti, per l’appunto, passava in quei giorni una vecchia gloria del Teatro, tal Leomacs. “Butto dentro lui, a spregio”. E via. Siamo cinque.
La formazione è presto fatta: Humbertow dietro, Vasco davanti e gli altri 3, a rotazione, sulle fasce.
E tutto sembra andar bene, perché la squadra tiene bene il campo e, dopo alcuni scambi di studio, passa con Vasco, dopo un rapido scambio centrale con Humbertow.
Qui si scatenano i giovani tenori caini, che cominciano furiosamente ad attaccare e, complici le solite cappelle a cui non sappiamo rinunciare, mettono a segno 3 marcature e colpiscono 2-3 pali (esticazzi).
Sembra tutto finito, perché loro giocano davvero bene e la differenza d’età si sente, ma ecco che il Teatro ritrova la vecchia magia: si ricomincia a giocare con la palla bassa, sbagliando il minimo e spingendo con tutto l’ardore che tutto il mondo ha imparato a temere. Detto fatto, e Seru e Bebo danno la parità ai Nostri.
Purtroppo lo sforzo della rincorsa si paga e i Caini ritornano avanti di 3, prima del gol del definitivo, dignitosissimo 6 a 4, ancora del Capitano, al termine di un’azione da cineteca.
E’ lo sport, amici miei, e ci sta di perdere, ma questa squadra ha ancora cuore, ha ancora cervello; se mettiamo insieme un paio de piedi dignitosi siamo a cavallo.

PAGELLONE

Bebo ©: Il Capitano ha poca forza sulle gambe. Mancano le energie e si vede, ma la classe è cristallina. Se stacca quella roulotte che si porta appresso ci si diverte. 6

Serusuke: L’uomo del Mossad si danna l’anima (de li mortacci sua) e danna la mia anima con le solite cazzate e/o omissioni difensive. In fase offensiva va molto meglio, ma c’è da registrare la difesa sugli 1-2 e sulle sovrapposizioni. 6

Vasco: Gioca da puntero e finalmente lo fa decentemente. Gioca troppo spesso spalle alla porta e per questo conclude poco, ma serve bene i compagni sulle sponde e anche con qualche apertura illuminante, come quella che mette in porta Bebo per il 6 a 4. Certo che il centravanti che gioca meglio in difesa che davanti ce l’abbiamo solo noi. 6,5

Leonzio: il giovane Leo non c’ha il piede troppo vellutato, si sa, ma la grinta è quella di Leonida. La sua infinita generosità lo porta a spomparsi in infiniti pressing, ma con l’esperienza imparerà a dominare quest’impeto belluino. Per i piedi consiglio una morsa, per un paio d’ore al giorno, per 5 mesi (oppure un trapianto). 6,5

Humbertow: La roccia alla quale si aggrappa il Teatro. Si trova tutta la sera abbandonato nell’1 contro 1 con il terribile Marazico, ma gli lascia solo le briciole (cioè 2 gol, di cui uno solo nella sfida diretta). Quando si spinge avanti si dimostra ancora una volta refrattario al gol. Padellone! 8

mercoledì 20 marzo 2013

Non mi avrete mai, come volete voi! Pagellone del 18.03.2013


Il problema principale del fatto di essere Coach non è quello di dover fare delle scelte, e nemmeno quello di dover scontentare qualcuno. Chi lo conosce, sa che il Coach non ha nessun tipo di problema di leadership, né di coscienza.
Il difficile sta nelle pressioni che dall'esterno ti arrivano e che cercano di addomesticare la tua indole vittoriosa: ci stanno sempre gli smidollati che cercano di convincerti che, tutto sommato, si può anche essere soddisfatti così, che anche gli avversari sono forti e che a volte ci sta di non vincere.
In fondo è vero che Bebo è lento e tende a rientrare poco, ma ha classe e profonda conoscenza del gioco.
Seru, dal canto suo ovvia alle consuete amnesie in fase di impostazione (che ci costano dai 2 ai 5 gol a partita) con una tenacia nell'uno contro uno e ad una concretezza in fase conclusiva davvero rimarchevoli.
Vasco c'ha il piede fucilato, e si mangia 2-3 gol a partita in maniera indegna, ma ha fisico, corsa e la miglior diagonale difensiva della storia del pallone.
Il Fiordello è fermo come un banchetto e c'ha 35 metri di autonomia, ma il piede è felpato ed in porta fa il suo.
Duilio caca il cazzo peggio del Coach, quando ci si mette, e non è sempre puntuale nei rientri, ma è fondamentale nelle conclusioni e dà tutto il dinamismo che manca.
Il Coach, a questo buonismo, risponde con 2 semplici parole: COL CAZZO!
Si è scagliato? Andatevene tutti affanculo.
Sono più giovani? Hanno avuto culo? Hanno messo in campo un 23enne che sembrava un incrocio tra Eto'o e Messi? Non me ne frega un cazzo!
Hanno eletto il nuovo Papa buono? Machisselincula!
Non c'è stata partita, mai e l'11 a 7 finale ci sta largo, quindi testa bassa e lavorare, perché il Coach sa che é così che si migliora.

PAGELLONE
Bebo: è lento e tende a rientrare poco. 4,5
Seru: consuete amnesie in fase di impostazione, che ci costano 5 gol (almeno). 4,5
Vasco: c'ha il piede fucilato, e si mangia 3 gol (almeno). 4
Fiordello: è fermo come un banchetto e c'ha 35 metri di autonomia (col Califfone). 4,5
Duilio: caca il cazzo peggio del Coach, e non è sempre puntuale nei rientri. 5

mercoledì 13 marzo 2013

Il football è una cosa semplice - Pagellone del 11.03.2013

Quante volte avrete visto gente messa su una panchina, senza nessun tipo di preparazione, incapaci di gestire schemi e psicologie di spogliatoio. Gente come Ballardini, Ferrara, Stramaccioni, Malesani, Mourinho che tira fuori teorie immaginifiche su turnover e bioritmi...

E vi siete detti: "Questo dell'allenatore è un lavoro facile, potrei farlo anch'io!".
Ed è vero.
Ve lo assicuro, avreste potuto farlo anche voi, a quel livello.
Perchè, alla fine, il football è una cosa semplice, e, per chi ha occhio, è facile capire dai primi tocchi di palla come andrà una partita, a volte anche prima di scendere in campo.
E il match di lunedì è stato uno di quelli in cui si capiva da subito come sarebbe finita: il Teatro non sarebbe uscito dal campo se non con il bottino pieno.
Prima di tutto Vasco è tornato ad indossare la gloriosa casacca teatrante, e già questo è parecchio.
La contemporanea presenza del Tanzo ha garantito al Teatro uno sbocco offensivo di grande affidabilità, ed ha lasciato il Barbuto libero di concentrarsi sulla fase difensiva.
Sulle fasce Bebo, Seru e Duilio hanno spinto con costanza, forti della solidità della corsia centrale.
Il match è tutto qui.
La cronaca parla di un relativo equilibrio nel punteggio, che è durato fino al 4 pari, ma sempre con il Teatro che andava avanti nelle marcature e la Finanza Creativa che arrancava per tenersi a contatto. Poi lo strappo decisivo, fino al 7 a 4, poi parzialmente mitigato dalla pregevole marcatura di Attila, che fissava il punteggio sul 7 a 5 finale di un match che è stato molto più scontato nelle dinamiche che nei numeri.
Semplice.

PAGELLONE

Bebo: Non l'attore principale di questa serata, ma comprimario di lusso, e per questo anche molto tranquillo nelle marcature. Azzoppa Pashquale solo nel finale, solo perchè previsto nel contratto. 6,5

Seru: Segna un paio di grandi reti (mi par di ricordare) e scorrazza felice sulla corsia di sinistra perchè sente da dietro la presenza rassicurante del Grande Padre. Facile, così, eh? 7

Vasco: L'uomo che mancava. Straripante fisicamente, non viene mai superato negli allunghi ed è implacabile nei raddoppi e nelle coperture. Segna pure 2 gol. Il Pogba Bianco. 8

il Tanzo: Non segna, ma è fondamentale per la manovra. I suoi giochi di sponda danno fluidità ed efficacia alle trame bianconerute. 7

Duilio: Er tassinaro porta il pargolo a scuola dal Coach. Pischello fortunato, potrà raccontare agli amichetti a scuola di aver visto il vate del calcio mondiale in azione (e avrà arricchito il vocabolario con un paio di moccoli di quelli buoni).

Il Fiordello: Decide il match con una sola giocata, come solo i fuoriclasse sanno fare: non viene! Fondamentale. 10+

mercoledì 6 marzo 2013

Il Tanzo davanti, di dietro tutti quanti - Pagellone del 06.03.2013

"Ora basta.
Basta.
A questo gioco al massacro, io, NON CI STO.
Il fuoco amico mi ha stancato."
Queste le parole di Vasco, quando, ancora una volta, è stato ceduto ai caini per fronteggiare un'emergenza numerica avversaria, con i Nostri che in cambio ricevevano un ventenne di belle (?) speranze, tal Flavio Vento, preso a parametro sottozero.
E che non ci stava, stavolta, l'ha mostrato anche sul campo, rompendo gli indugi, chiudendo la porta ai sentimentalismi e schiantando il Teatrino con una prestazione formidabile.
Mi auguro che questa sia l'ultima volta che un fuoriclasse di questa risma debba dimostrare il suo valore.
E sì che Seru aveva capito l'aria che tirava, e cercava di smollare il giovane virgulto ai caini, mentre mentre Bebo si faceva solleticare dalla carta d'identità del pischello, senza tener conto della ritrovata verve del Barbuto, e cadeva nel tranello ordito dal Chino e dai suoi bravacci.
Ma è parso subito chiaro a tutti che per fare quel quarantenne in forma smagliante ci volevano un paio di ventenni della risma di quel Flavio Vento lì, che ha assistito incolpevole allo show di un Vasco che ha corso, ha recuperato palloni, ha creato gioco ed ha messo a segno 3 splendide marcature che hanno sfondato la linea Maginot del Teatrino.
Perchè è così che i Nerobiancuti hanno reagito alla verve della Finanza Creativa targata AR: con il più classico dei catenacci.
Il Tanzo davanti, a cercar di fare miracoli con ogni pallaccia che veniva sparacchiata, e gli altri tutti dietro, con l'elmetto calato fino al naso, per cercare di ottenere un passivo più ridotto possibile. E con Pashqualone presentatosi in forma approssimativa il giochetto avrebbe anche potuto funzionare, senonché el Chino, Cazdecan e, ovviamente, Vasco, si sono scatenati ed hanno banchettato sulla carcassa teatrante.
L'idea di averla fatta grossa si deve essere affacciata abbastanza presto nella mente del Capitano, che, per salvarsi il culo, ha cominciato a randellare a più non posso, cercando di trasformare il match in una corrida, ma l'esperienza di Vasco ha saputo placare i timori caini, tranquillizzando gli animi e vanificando anche quest'ultima mossa disperata del leader di giornata del Teatro.
Il risultato finale di 10 a 5 la dice lunga sull'andamento della gara, mai in discussione, e sulla effettiva riuscita della manovra di mercato del Capitano.
Caro commercialista, lascia stare i bilanci, e concentrati sulla bilancia.

PAGELLONE

Bebo (C): Ennesimo tentativo fallito di far quadrare i conti. Ci prova a rimediare, sfoderando il solito carattere indomito, ma la frittata l'ha fatta nel pre-partita. 4

Seru: Ci prova in tutti i modi a far capire al Capitano che sta facendo una cazzata, ma quello, niente, duro. E allora, ancora una volta, abbassa la testa e urla: "Presente!". Raro esempio di abnegazione e senso del dovere. I piedi, purtroppo, son sempre quelli, eh... 6,5

il Tanzo: Sfoggia una partita di grandissimo sacrificio, perché si trova solo ad affrontare la difesa caina, mentre gli altri raramente superano la metà campo, impegnati come sono a difendersi dalle folate rapidissime della Finanza Creativa. Il suo apporto è quesi sempre positivo, e anche questa volta fa il suo. 6,5

Er Tassinaro: Scala le classifiche interne del Teatro grazie agli infortuni ed alle temporanee epurazioni dovute alle scellerate scelte di mercato dei vertici del Teatro. Scorrazza sulla fascia destra, ma subisce le accelerazioni di Vasco che spesso lo salta in velocità. 6

Flavio Vento: Si accorge presto che questo pane è troppo duro per i suoi denti da latte. Tra 25/30 anni, quando raggiungerà la piena maturità calcettara, se ne riparlerà. Ma giocherà con quell'altri. 5,5

mercoledì 27 febbraio 2013

Pagellone moVimentato del 25.02.2013

E' proprio vero che il Teatro Municipal è la metafora principe dell'Italia.
Prendete ad esempio la partita di lunedì: il Teatro si è presentato in campo appesantito da uno svantaggio tecnico e fisico imbarazzante, avversato da un nemico in forma smagliante, giovane e sbarazzino, eppure...
Eppure, ancora una volta, le manovre oscure del Coach hanno portato i Nostri a ben figurare, mettendo in grande difficoltà i sinistri Caini, costretti a truffare sul risultato finale, per ottenere un pur esiguo vantaggio.
Eran partiti bene, i nostri avversari, ed hanno messo in cascina un bel po' di fieno grazie alle disattenzioni dei tirapiedi del Capo, che, si sa, non son molto svegli. Ed ecco che la stampa comunista ha caricato il risultato parziale di mille significati, tutti a noi ovviamente avversi: il Coach è vecchio e stanco; Bebo c'ha la panza; Seru è talmente gay che Vendola, al confronto, è Rocco Siffredi; The Butcher è un vecchio arnese democristiano, che non affronta una battaglia calcettara da troppo tempo; Alessandro è giovane e inesperto, non conosce né gli schemi, né le meccaniche bianconerute.
Ma poi il Coach è sceso ancora una volta in campo, ed ha guidato la rimonta da par suo, con la spada de foco sguainata: dal 5 a 1 siamo arrivati al 5 e 3 e le chiappe della Finanza Creativa si sono strette.
Alcuni sondaggi in mio possesso assicuravano ormai una nostra vittoria, che avrebbe coronato una ripresa che avrebbe avuto del miracoloso; purtroppo la magistratura arbitrale comunista ci ha messo del suo, ed ha fatto sì che il risultato finale arridesse ai nostri avversari.
Ma ecco la beffa: con quell'esiguo 7 a 4 non potranno governare, e si ritornerà, lunedì, a lottare per la supremazia italiana del calcetto!

PAGELLONE:

Bebo (C): Bobo Bebo ha fatto la figura del rincoglionito sfiatato per tutta la partita, poi nel finale ha sguainato la spada ed ha saputo conquistare Mediolanum e regione annessa. 6

Serusuke: Il Capezzone del Teatro ha fatto da guardiaspalle al Capo per tutto il match, fedele come un pastore maremmano, sia pure con i suoi innegabile ed evidentissimi limiti cognitivi che gli fanno tentare passaggi impossibili e, puntualmente, falliti. 6,5

Vasco: Il Pelato ha saputo trascinare alla risurrezione una compagine che sembrava destinata allo sfascio. Finché le guardie non se lo portano via (è circondato da troppe donne, quasi tutte minorenni) sarà sempre lui il Leader unico e inamovibile. 7

The Butcher: Scilipota lungo la fascia destra, sempre utile quando c'è un buco. Costa poco, lo rivedrete ancora! 6,5

Alessandro Magno: il delfino del Coach fa apprendistato di Teatro Municipal. Ancora è troppo presto, per il nostro Angelino, ma presto verrà anche il suo turno, di lanciare qualche moccolo incitatore, perchè ha la stoffa del Leader! 7

Plotino: l'ideologo del Teatro ci manca, ed è sempre nel nostro cuore. Il Miglio(re).

Fiordello: Vede l'aria che tira al brutto, e si ritira a scrivere sul Foglio, senza manco supportare il Teatro in difficoltà. Mal te ne incolga!

Leo: l'elegante Leo millanta impegni che lo escludono dalla compagine Teatrante, ma sappi che prima o poi la verità verrà a galla. Dicci la verità su quel diploma da geometra, buciardo!

Duilio: il tassinaro dice di non poter venire perchè deve gestire la sua macchina romana. Oggi è toccata a Storace, il prossimo sei tu!

Ivanhoe: Rincoglionito dal tennis, il tecnico Ivanhoe si stacca da quella che sarebbe la sua compagine naturale, e fonda un suo movimento, ma raccoglie le briciole. Vediamo se questa batosta lo riporta sulla retta via: un Professore del calcetto come lui tornerebbe proprio comodo.

Il Tedesco: già che è tedesco, a noi ci sta un po' sul cazzo, poi lui si dichiara improvvisamente estraneo alle meccaniche calcettiane, fuori da ogni sistema, anarchico in campo e fuori e se ne va. Ma dico io, ma che se fa così?

Tanzo: Il GENOVESE manda affanculo tutti e se ne va.

giovedì 21 febbraio 2013

I'll be your mirror - Pagellone del 18.02.2013

Che cosa deve fare un Coach, per dare nuovi stimoli alla propria masnada di debosciati?
Ultimamente, come avrete notato, i match tra Finanza Creativa e Teatro Municipal sono stati molto combattuti, ma si sono conclusi con la vittoria dei maligni, soprattutto in virtù di un eccessivo rilassamento dei nostri, che si sono sempre più convinti che la sola presenza in campo di un Vasco in condizione fisica straripante, possa risolvere qualsiasi problema.
"Così non è, sappiatelo!", mormorava amichevolmente il Coach nello spogliatoio, mentre insaponava la corda con cui avrebbe appeso per le palle i suoi sudditi, dopo la sconfitta dell'ultimo turno scorso.
Quei malnati, però, son duri di comprendonio, ed allora il Coach si è deciso di effettuare la mossa decisiva: "Eureka! Nel prossimo match, il Barbuto giocherà con la Caina!", ha urlato dopo aver cercato ancora una volta dentro di sé le risposte ai mali del Teatro. "Questo mostrerà loro la strada!".
Per evitare che il match risultasse esageratamente squilibrato, il Lìder ha deciso di convocare un nuovo atleta, fresco di casacca bianconeruta: Don Matteo, classe '78, praticamente un bambino.
Il neoteatrante ha fatto capire già dal primo match che la linfa della cantera teatrante è ancora fluida e sana, sfoderando una prestazione eccellente, condita da una tripletta, prima di vomitare anche l'anima (ah, questi giovani, non sanno soffrì!).
Il problema, però, sono stati i veterani, che hanno accusato il colpo di trovarsi di fronte quello che normalmente è il loro pilastro, e non hanno potuto superare i loro limiti: Bebo non ha azzeccato un dribbling, Seru non ha mai beccato lo specchio della porta, Duilio ha sbagliato tutti gli stop ed anche il Fiordello ha toppato tutti gli interventi.
Questo ha ovviamente portato ad un match senza storia, ed è con le lacrime agli occhi che Vasco ha messo la parola fine all'incontro, segnando il suo unico gol, dopo essersene magnati parecchi. Il suo cuore non gli consentiva di affondare il colpo, ma era suo dovere rispettare i suoi amici, umiliandoli fino all'8 a 4 finale.
Ma ancora una volta, il Nostro Lìder ha parole di miele, durante il terzo tempo, col porco e i porri al gratin nel piatto: "Siete meno peggio di quanto credessi, visti da fuori".
Che cuore grande!

PAGELLONE

Bebo (C): Impacciato, nervoso, riesce soltanto a reagire con la grinta alla superiorità del Team del Coach. Tenta anche di azzoppare Vasco, ma nun c'è trippa pe gatti. Spuntato. 5

Serusuke: Le sue sicurezze si infrangono di fronte allo schermo coachiano. Sparacchia palloni dappertutto, meno che in porta, e implode. 5

Fiordello: La maledizione di Goicoechea non l'ha ancora abbandonato. Papereggia per tutto il match. 5

Er Tassinaro: Ancora una volta il meno peggio dei nostri. L'unico dei veterani che riesce a segnare, ma neanche lui può nulla, stavolta. 6

Don Matteo: Una ventata di freschezza. La tenuta fisica è quel che è, ma la stoffa è fine. Tripletta all'esordio! 7

L'amica di Plotino!

giovedì 7 febbraio 2013

C'era una volta - pagellone minimo del 4.02.2013

Cari sottoposti, oggi chi racconterò una breve favoletta che dovrebbe chiarirvi definitivamente le meccaniche psicologiche che regolano la comune convivenza all'interno del Teatro Municipal.
C'era una volta un re: questi si chiamava Benny e governava con mano ferma e sicura sui suoi sudditi calcettari romani.
A volte loro non capivano i disegni del monarca, ma lui non si preoccupava e, con un calcio in culo, li rimetteva al loro posto.
"Voi mancate di visione strategica. Non cercate di capire. Ubbidite e basta. Ecco, bravo Pico, fammi altre 15 rampe di gradoni".
Purtroppo per lui, all'orizzonte si affacciò un nuovo pretendente al trono. Costui non aveva sangue blu che gli scorresse nelle vene, né un albero genealogico da sfoggiare, ma aveva la freschezza delle idee e la forza della giovinezza, dalla sua.
Subito, assoldati un manipolo di reietti, cominciò a battagliar con Re Benny e i suoi, e, anche se all'inizio ci fu un certo equilibrio di forze, fu subito chiaro che, quella guerra avrebbe cambiato l'ordine delle forze, nel calcetto romano e, forse, mondiale.
Di lì a poco, infatti, i match diventarono sempre più dei combattimenti a senso unico, con i nuovi che sommergevano di gol gli sgherri di re Benny.
Il vecchio sire, ovviamente, non si arrese subito, ma le provò tutte: cercò addirittura di procurarsi dei dagherrotipi in movimento, per poter analizzare in separata sede le trame nemiche e neutralizzarle. Poi provò a cambiare le leggi: era ancora il re, d'altronde, e lo poteva ancora fare. Fatto sta che, sebbene avesse ripristinato praticamente ogni norma medioevale, financo lo "jus primae noctis", alla fine dovette soccombere ed abbandonare il trono al suo successore: Re Coach I.
Ma cosa fu che gli fece perdere il trono? Mancanza di freschezza atletica? Non credo: re Benny li faceva allenare anche la domenica pomeriggio. Scarse doti tecniche? No, alcuni dei suoi pedatori erano dotati di palleggio sopraffino e tiro micidiale.
Quello che lo fece capitolare è stata la mancanza di fiducia.
I suoi uomini vedevano nel nuovo aspirante monarca una ventata di novità e ormai non seguivano più i pur validi dettami tecnici del loro leader.
Questo li fece capitolare.
E quello che ho visto la settimana scorsa non mi è piaciuto per niente. Vi ho visto combattere fieramente per quasi tutto il match, respingendo i loro attacchi, e punendoli con astuzia e coraggio. Poi, improvvisamente, vi ho visti timorosi, perché avete visto il vostro leader malato. Ma il fatto che si sia presentato nonostante la malattia e, che nonostante i colpi subiti abbia continuato a lottar come un leone fino alla fine ci avrebbe dovuto dar nuova foga, nel finale incerto del match.
Invece, sul 6 a 6, quando tutto era ancora da decidere, vi siete spaventati perché avete visto il re a terra. Ma ci vuol ben altro, per tenerlo giù. Dovranno affilare piedi e gomiti e, se voi sarete con me, io non cederò mai.
Ma badate, marrani, che se farete un passo indietro io vi piglierò le palle in una morsa, e vi farò fischiare fino a che di voi non sarà svanito financo il ricordo.

PAGELLONE

Bebo (c): Il Capitano di ventura  segna una rete e si batte con la consueta perizia. Manca un po' di vis pugnandi, ma il suo lo fa. 6,5

Serusuke: il mattatore della serata a tutto tondo. 4 gol, e una presenza costante nella loro fascia destra difensiva. Si dimentica di rientrare, talvolta, ma compensa col terzo tempo tirolese che fa sempre felice il Coach. 8

Vasco: presente nonostante la malattia che ancora lo affligge, sui mette davanti e cerca di far del Tanzini. Ma nonostante una forma fisica straripante, non riesce a concludere degnamente, e ciabatta tutte le occasioni. Viene abbattuto da una gomitata, ma nemmeno lì cede. 6,5

Fiordello: l' uomo in più dei due match precedenti si rivela il tallone d'Achille, lunedì. Prima fa il suo, ma nel momento topico si traveste da Goicoechea e perde palla da ultimo uomo, condannando il Teatro alla sconfitta. 5

Er Tassinaro: Altra prestazione di spessore di Duilio, che segna una rete e dà concretezza e velocità costante. 7

mercoledì 30 gennaio 2013

Una carezza in un pugno - Pagellone del 28.01.2013

Sempre più spesso, ormai, una certa stampa, probabilmente pure politicizzata, tenta, in maniera più o meno velata, di erodere le sicurezze che il Teatro Municipal ha conquistato SUL CAMPO con anni ed anni di trionfi.
Parliamo dei soliti giornalai, è inutile che ve li elenchi, i nomi li conosciamo tutti, che sottintendono, suggeriscono, lasciano intendere senza mai avere l'ardire di schierarsi apertamente contro la potenza societaria del Teatro.
Come sempre, avrete notato, questi tentativi si spengono di fronte alla monolitica solidità dello spogliatoio bianconeruto.
E' la storia del Teatro: una storia di maschia amicizia e fraterna comunanza di intenti, che lega un manipoli di atleti, guidati da un unico Leader, verso i traguardi di una gloria imperitura.
Ma a volte questo meccanismo perfetto scricchiola. A volta la sabbia che questi scribacchini gettano a cascata sugli ingranaggi perfettamente oliati del spogliatoio, riesce a incepparne la meccanica sublime, e si verificano i primi mal di pancia e si odono le prime, sussurrate, lamentele.
Ma il nostro Leader, sa come tranquillizzare gli animi. Le medicine sono sempre le stesse: epurazione e, se necessario, tortura. Ma con affetto, come sa fare lui.
Lunedì, ad esempio, si sono uditi dei vaghi mugugni, casualmente proprio mentre il Coach indirizzava, con la consueta, paterna, bonomia, i suoi sottoposti verso le loro più produttive mansioni.
Aveva capito, il Coach, che il Teatro di lunedì, pur esprimendo un gioco spumeggiante, rischiava di gettare alle ortiche tutto quel che produceva in attacco, per delle imperdonabili disattenzioni difensive.
Poteva, Egli, errare? Giammai.
E se, infatti, il pallino del gioco è stato praticamente sempre nelle nostre mani, alla fine la vittoria ha arriso ai caini, che, maledetti natidancane, non hanno fatto altro che arroccarsi in un catenaccio che avrebbe reso orgoglioso financo Petkovic, e ripartire biecamente in contropiede, sfruttando quei varchi che il Coach invitava, inascoltato, a tappare.
E allora, si arrivava al 7 a 5, per loro, dopo un match di grande equilibrio.
"Ma il tempo per rimontare c'è ancora!". Urlava il Coach.
Come colti da un fremito, questi ragazzi han saputo ricompattarsi e rimontare fino al 7 pari, firmato, ancora una volta, dal Capitano di centomila battaglie.
Salvo poi beccarlo nel tafanario con l'ultima, maledetta cappella de l'anima de li mejo mortacci vostra.

PAGELLONE

Bebo (C): Il Capitano, seppur colpevole in comproprietà col Tassinaro, della dormita finale, si difende da par suo, e purga arditamente tre volte i nemici. Avanti così. 6,5

Serusuke: Il Seru torna dalla montagna con ancora l'acido lattico che gli sciaguatta nelle membra. Non la mette dentro manco con le mano, ma si batte con fiero ardor. 6

Vasco: Guida la difesa, ma in quel ruolo si estranea un po' troppo dalla manovra, che delega principalmente al piedino fino del Fiordello. Si difende e s'inserisce fino a segnare anche una rete, ma da lui ci si aspetta un apporto maggiore. 6

Fiordello: Si conferma in grande spolvero. Gasato dal giudizio entusiastico che la sua prestazione della scorsa settimana ha riscosso in tutto il mondo, il Fiordello sublima quest'arte del portiere all'olandese, arrivando a sfidare il pressing e segnando addirittura una tripletta (e porta pure la pajata fresca per il terzo tempo). Fantastico momento di forma più psichica che fisica. 8,5

Il Tassinaro: Duilio spigne sempre come si deve, ma stavolta capisce che ha le polveri bagnate, quindi indossa i panni del rifinitore, preferendo assistere i compagni che concludere, quando la palla proprio non ne vuol sapere d'entrare. Bravo. 7

mercoledì 23 gennaio 2013

La terza giovinezza del Fiordello

Nella quasi ventennale storia del Teatro Municipal tante cose sono cambiate: alcuni dei padri fondatori, come Plotino e Leo, non ci sono più, e ormai seguono le nostre gesta da lassù, ma continuano ad ispirarci con il ricordo della loro leggenda. Altri hanno lasciato per vari motivi, personali o semplicemente perché erano delle pippe rifatte, ma assiepano gli spalti del Mohammed Atta Colosseum, ogni maledetto lunedì, perché il Teatro è una passionaccia difficile da trascurare totalmente.
Altri invece ci sono ancora, a partire dal più longevo, il Capitano Bebo, che non manca mai di indicare la via (verso la tavola del terzo tempo), passando per Seru, financo a Vasco, uno dei più giovani (pensate) ma che ormai ha già una dozzina d'anni di militanza BiancoNeruta.
Ci sta poi il Fiordello che proprio oggi compie i suoi meravigliosamente portati 45 anni, che veste questa pregiata casacca da una decina d'anni, ormai, e che è stato uno di quelli che più di tutti ha mutato, nel tempo, il suo modo di creare calcetto. Partito 10 anni fa (e 25 chili fa) come ala guizzante e tecnica, è diventato centravanti di peso, poi boa difensiva. Ora, da un paio di mesi a questa parte, il buon Fiordello è stabilmente in porta. Ma anche lì sa farsi valere, dato che anche per l'arquero, negli schemi del Teatro Municipal c'è molto spazio per contribuire alla manovra. Anzi, il portiere, nella complessa e articolata (cit.) partitura coachiana, è il primo regista della squadra: e il Fiordellone, dall'alto del suo piedino fatato, bene si presta all'impostazione, ed al tempo stesso si trova svincolato da compiti improbi di copertura e recupero.
Un applauso al Fiordellone, quindi, ma un'ovazione anche al Coach, che del Teatro non butta via niente.
E la dimostrazione che questa filosofia è vincente si è avuta lunedì, quando la Finanza Creativa è stata annichilita da un Teatro Municipal strabordante, benché (?) orbo di uno dei suoi uomini di punta: quel Serusuke che, pure, nell'ultimo tragico lunedì era risultato essere il più in palla dei nostri. Ma il Lider, che c'ha l'occhio lungo, ha capito che il vecchio Seru 2 partite di fila non le avrebbe mai azzeccate, e lo ha mandato a ritemprarsi in montagna, nella speranza che riporti anche qualche Brühwurst, da servire nel buen retiro di via Capo Peloro (sempre ce non li usi tutti per i suoi scopi più nefandi).
Al suo posto, Tarzan "Tanzo" Tanzini, il bomber che a questo Teatro manca sempre (nell'attesa che arrivi, come si dice da più parti, Drogba.
E, come già anticipato, il match è stato inevitabilmente a senso unico, col Tanzo che ha agito da boa e stoccatore, Bebo e er Tassinaro frecce sulle fasce, Vasco difensore arcigno e bomber al tempo stesso e il Fiordello ultimo invalicabile baluardo e primo facitore di gioco.
Come potevano, i Caini, resistere?
E infatti, non hanno resistito, presi in una morsa di scambi alla velocità della luce che li hanno annichiliti fin dal primo minuto. Tre gol nostri prima che un Pasqualino furioso riuscisse a sparare uno dei suoi siluri, ma poi di nuovo noi a macinare ed a macinarli senza pietà, con Duilio che restava in copertura se Bebo saliva, e viceversa, con rocamboleschi cambi di gioco dettati dal nostro portierone all'olandese che saliva sempre fino a centrocampo, più spavaldo di Goicoechea (e pure più sicuro tra i pali), e col Pogba bianco (Vasco), che sparava traccianti da lontano, per i Canarini non è rimasto che alzare bandiera bianca.
Sul 7 a 3 loro hanno tentato di rialzare la testa e sono arrivati orgogliosamente fino alla quinta marcatura, ma il match era finito da un pezzo.
PAGELLONE
Bebo (C): Il Capitano trattiene la sua furia, e invece di azzoppare i nemici, li infilza con un paio di conclusioni di fino, da par suo. Meglio così. 7
Vasco: si piazza dietro, stavolta tranquillo perché davanti c'è uno che quel mestiere lo sa fare eccome, ma non rinuncia all'offesa infilando tre volte gli incolpevoli Caini, di forza e di mestiere. Addirittura rinuncia a chiamarsi i falli, consapevole dell'eccessivo divario e comprensivo anche nei confronti del nemico impotente. 8
Fiordello: Uomo del giorno, gestisce senza troppi patemi la costruzione della manovra, ma si oppone anche strenuamente agli attacchi nemici. Inossidabile. 8,5
Er Tassinaro: Duilio, dopo una settimana di spurgo, ritrova la verve e ricomincia a macinare la fascia destra, con tutto quello che trova nel mezzo. Segna un gran gol e se ne va impennando dai Caini che lo inseguono. 7,5
Tanzo: Si piazza davanti e offre sponda continua. Riesce anche a segnare una rete, ma soprattutto partecipa costantemente alla manovra, fornendo assist a getto continuo. 8