mercoledì 9 ottobre 2013

Teatro for Italy

La Storia narra che quando le nazioni, i popoli, si sono trovato in difficoltà, prossimi al disastro, hanno ricercato un simbolo, una figura eroica, che ne potesse cambiare il destino, che potesse guidare con l’esempio o con la dialettica la rivalsa.
Così è stato per la Cecoslovacchia di Jan Palach, così è stato per Cuba e Che Guevara, così è stato per la Spagna e il Cid Campeador.

Lunedì sera il Teatro Municipal si è candidato ad essere la figura di riferimento per il rilancio dell’Italia: Lunedì sera abbiamo capito che questa nazione, se vuole ripartire, deve abbandonare le vecchie dinamiche nepotistiche e lanciare la nuova sfida meritocratica al mondo globalizzato del ventunesimo secolo, col vessillo del Teatro Municipal come augusta bandiera.
Ed è così che il Teatro ha gettato la stampella, ha abbandonato i parentalismi e si è presentato in campo con la formazione dei Migliori!
Agli ordini del Capitano, il Coach ha presentato in campo Serusuke, Vasco, il Tanzo e Humbert, che con la forza dell’onestà e del merito si sono presi quello che all'Italia spetta per diritto divino: hanno strappato alla bieca formazione meridiocratica della Caina ogni residua speranza di iniquo ed immeritato successo ed hanno riaffermato il diritto dei forti ad affermarsi sui derelitti.
Non c'è stata battaglia, mai.
Fin dalle prime battute si è capito che questa volta le manovre di palazzo non avrebbero consentito nessun losco raggiro, perché fin da subito ognuno dei nostri eroi era stato messo nella condizione di svolgere il compito per il quale era meglio preparato, senza necessità di tutelare delle figure parentali care ai potenti. La cronaca della partita sarebbe veramente sterile e poco interessante perché la partita, in pratica non c’è stata.
Dal 2 a 1, segnato da Pashquale (l'ultimo ad arrendersi dei suoi e marcatore delle uniche due reti caine) l’incontro è stato un monologo teatrale.
Il risultato di 13 a 2 (circa) sta pure stretto ai nostri che hanno assolto con abnegazione e spirito di sacrificio ai compiti del proprio spartito.
La Gloria è stata conseguenza diretta di questa aurea organizzazione.
Evviva l’Italia.
Evviva il Teatro Municipal!

Pagellone

Bebo C: Il Capitano ha ormai pienamente ritrovato la forma dei tempi migliori: segna 4 reti e ne propizia almeno altrettante. E’ pronto per il mondiale in Brasile. 9,5

Serusuke: il buon Seru c’ha il ginocchio ballerino e l’anca sbilenca, ma giammai arretra (manco quando la palla ce l’hanno quegli altri, natodancane). La sua esplosività e la sua abilità nel rubar palla favoriscono i rapidi contropiede sfruttati finalmente ad arte dalle punte bianconerute. Una rete e tanta birra (con l’accisa aumentata, però). 9

Vasco: i guai fisici alle spalle, il Barbuto torna a scorrazzare sulla sua amata fascia destra, anche se anche da punta occasionale se la cava. Due reti, chiusure ed assist. 9

Tanzo: Il Tanzo torna Bomber: addirittura doppio hat-trick, e tanto lavoro di sostanza. 9,5


Humbert: il Tedesco chiude la saracinesca e ai Caini non resta che girare al largo. Tirasse in porta, ogni tanto, sarebbe perfetto. Ma a noi va bene già così. 9,5

martedì 28 maggio 2013

mezzo tonfo moVimento, 5 minuti di tsunami


E’ un periodo che ti distrai un attimo e il moVimento dei cinque subisce un tonfo. Ieri, la formazione nostrana in crollo di adesioni, ha provato ad appoggiarsi alle glorie del Collettivo Parente, ma ha evitato l’estinzione grazie ai sacrifici della vecchia guardia teatrante.
Perdere con un gol di scarto, tipo 12 a 11, non può essere considerato una batosta, ma una difesa onorevole. E’ quello che è successo ieri, a partire dal minuto 6 di gioco. Peccato per quei primi cinque minuti, nei quali la Caina ha buttato in fondo al sacco sette biglie, con una media di un fischione ogni 42 secondi.
Effettivamente la colpa era stata del Fiordello, che aveva chiamato due validi parenti, convincendoli che bastasse muoversi in campo come lui, nessuna parola che riguardasse, che so, una corsetta.
E poi, rivenire su quando i finanzieri in grande spolvero sentono odore di sangue, diventa impresa titanica.
I nostri ci si sono messi, hanno cominciato a macinare e a rispondere sberlone su sberlone, riuscendo a contenere Marazico con un Bebo umile e caparbio, alzando il baricentro con Chico parente (nun s’è smosso dall’area piccola avversaria) giovandosi dei dribbling di un Edo parente ritrovato, dopo la prima mezz’ora in cui non si è mosso; e con il grande dinamismo di Sergio, che a volte era fine a se stesso, altre ha pagato nei ripiegamenti e nella riproposizione in avanti.
Il risultato di un’ora è venti di gioco è dunque il 12+7 – 11 che non ci fa contenti, ma ci irride meno del temuto.

Pagellone
Fiordello: fisso in porta per consentire il gioco dei nostri, quando c’è da metterci la figura lo fa, quando c’è da creare momenti di ilarità pure; il gol più bello subito è una loffia di testa da tre metri tra le gambe. 5+
Duilio: non è nei suoi cenci, nemmeno si incazza. Troppa palestra e poche ripetute a villa Ada, la sazietà da post-derby, oltre agli antibiotici, ne fiaccano lo spirito combattivo che gli conosciamo. 5-
Edo: non si capacita, quasi si offende di fronte a sti pischelli che corrono e dribblano come lui negli anni ’80. Poi si ricorda e ci prova, un tempo era lui il falco in area avversaria, ci mette un po’ di orgoglio e salva la prestazione con rispolverata tigna. 5
Chico: lui tigna ce la mette da prima, e strilli pure. Si contano un paio di passaggi ai compagni in tutta la partita, il doppio del solito e il doppio delle volte che è tornato in copertura. Ma combatte con ferocia e tecnica che nel Teatro si vedevano solo nel Fiordello (correva l’anno 1978). Trova il suo capro espiatorio ideale in Seru, che incita come avesse polmoni e gambe di Briegel nel campionato 1984-85, imputandogli (regolarmente dall’altro lato del campo) di non coprire contemporaneamente su Marazico-Pasquale-Bove, che non lo sai che fanno così??, e poi essere fresco e lucido nel servire la palla in attacco, a lui. Si strappa prima della fine. 6
Serusuke: nei 16 km che corre (glielo riconosce solo Edo) copre tanto, viene infilato tanto e si ripropone tanto, siglando anche tre reti della remuntadina; è in infermeria con distorsione che si è tenuto in silenzio per mancanza di cambi. 6
Bebo: migliore dei suoi, evanescente nella prima fase della partita, addomestica poi prima i parenti, imponendogli una partecipazione più collettiva, poi ingaggiando un duello con Marazico degno di Humbert. 6+
La mancanza di terzo tempo ha offerto un’occasione di recupero di condizione psicofisica che non sappiamo in quanti abbiano colto.


martedì 21 maggio 2013

La difesa del Piave




(Primo comandamento, non desiderare la palla d’altri).

Eravamo alla vigilia di una Caporetto Per il Teatro Municipal. Gli austro-campani avevano la facile opportunità di avanzare, arare, coltivare, e trebbiare gli avversari. Bastava poco, e avrebbero potuto farlo.
Una Caina baldanzosa, gagliarda, solida e irriverente si presenta sulla linea del fronte del Moatta Stadium per affrontare un Teatro in emergenza: orbo del coach (questa era la buona notizia), senza tassinaro, con un Serusuke ancora pieno di azoto e con l’ossigeno al 4%, il capitano ancora senza un grammo di zucchero in grado di attivare una sinapsi (non dico le gambe), Tanzo e Mike alla ricerca dell’antico smalto (per le unghie).
Cosa ci sarebbe voluto a fare carne di porco? Pochissimo. E infatti, la partita sembrava incanalarsi su questo copione. Fiordello, dopo il primo intensissimo turno in porta, era molle come una ricottina fresca di caglio, Marco e Bebo si litigavano il telecomando dalla poltrona comoda nella metà campo avversaria, mentre Marazico giocava al tiro al piccione, disturbato ogni tanto dalle sovrapposizioni di Insigne, o da Pasqualone che reclamava palla.
Serusuke sbuffava e sbavava, ma nessun insulto sembrava in grado di risvegliare ardore e contrasto nei suoi. Però.
Però ai finanzierotti non bastava, dovevano strafare, senza un minimo di cavalleria, di rispetto, né dell’avversario né delle regole basilari che animano gli scontri quasi da quando NOI avevamo l’età LORO: non c’è bisogno di tentare per forza il gol umiliante di tacco, e secondo,  vale più una gamba sana di una palla rubata. Iniziavano quindi ad affondare ogni volta che il Teatro recuperava palla; entrate da dietro, chiamate di Attila da 21metri di distanza (fatte li cazzi tua, no?) mai un’ammissione, i loro interventi giudicati sempre impeccabili. In confronto, i commenti di Vasco sui suoi compagni sembravano obiettivi.
E allora.
Allora basta, questi giocatori saranno delle femminucce con la palla tra i piedi, ma se gliela togli senza chiedere per favore, tirano fuori le loro, di palle. Iniziava quindi una nuova partita, quella che non ci piace, quella per la quale non varrebbe la pena di muoversi da casa: a urli, spintoni e sportellate. Ed ecco le truppe teatranti si rinsaldano sulla linea del Piave, ogni fante diventa gigante, da uomini de panza ci mettono la sostanza. Il più mite Tanzini lancia un terrificante grido di battaglia che manco Bruce Lee, il Capitano riprende i suoi galloni, il Fiordello, evanescente fino a quel momento, si erge a diga: sempre immobile, ma larga e ferma. Il risultato non è in discussione, ma colpo su colpo si passa dall’11-3 all’11-8, grazie in particolare all’intesa Tessitore-Insigne, che fa da filtro con tanti buchi come quello di una moca. A quel punto la Caina sussulta, si disunisce, ma Pasquale ritrova la lucidità sufficiente per  contenere l’agonismo dei giovani-dentro, con lo schema più collaudato: palla lunga dalla difesa in avanti, dove la raccatta Marazico; fa una tale quantità di finte da lasciare Fiordello completamente disorientato a pensare: ma che cazzo si agita sto pischello, che me movo quanto Marcaurelio ar Campidojo. Gliene prende pure un paio, ma la maggior parte entra nel saccoccio. Risultato finale, 15-9. La linea del Piave rimane salda, in attesa di rinforzi barbuti per il prossimo scontro.
Pagellino austro-campani
Attila: è ufficiale, ha rotto il cazzo! Va bene la battuta simpatica, ma ogni tanto basta anche restare zitto.4+
Marazico: bravissimo come sempre, ma sulla buona strada per aver rotto il cazzo. Nota per le prossime partite: basta meno, per farci fuori, pregasi ridurre i rischi per stinchi e caviglie. 5
SS Lazio: buon esordio, ma le sforbiciate per recuperare palla, riservarle per il Camp Nou o per il sequel di Shaolin Soccer. 6
Pasquale: fa quasi tutto il suo, ma come veterano della squadra, ci aspettiamo che in assenza di Alberto dia l’esempio per una bava di fair play. Quindi 5
Insigne: lasciamo stare il fair play. Il migliore dei nostri. 8
Pagellone per davvero (e obiettivo)
Mike: ci aspettavamo molto di peggio, invece regge quasi tutta la partita, anche se con qualche amnesia. 7
Bebo: grande tattico, permeabile come la rena di Ostia per 45 minuti, si riserva la baionetta affilata per il corpo a corpo finale. 7
Tanzo: non ritorna nemmeno sotto minaccia di espulsione per diserzione, ma sul finale tira fuori due palle di cuoio stagionato ed è protagonista della manovra offensiva. 7
Seru: dopo tre turni di assenza non ha i polmoni e le gambe di sempre, ma la solita grinta cordiale, con cui incita senza insultare. Tutta la saggezza delle sue decadi. Con una magica sgroppata e tiro incrociato, dà il via alla piccola remuntada. 7
Fiordello: l’avvio è sconfortante, ma i numeri e la stazza ce li ha, e alla lunga, quando il ritmo di gioco raggiunge i 2km/ora,  fa sentire la sua classe. 7

p.s. con grande scorno del coach, il terzo tempo è sospeso finché i femminielli del teatro smettono di comportarsi in modo indecoroso a tavola. Sic.











lunedì 6 maggio 2013

Mini pagellone responsabile del 29.04.2013

Impegni pressanti mi hanno impedito di dedicarmi come necessario al pagellone di questa settimana.
Ma da buon padre responsabile, non posso mancare completamente a questo impegno. Pertanto, proprio mentre mi accingo ad uscire per l'ennesima fatica coachiana, mi affretterò a buttare giù 2 righe di saggezza, senza neanche buttare un occhio agli aggiornamenti di feisbuc (quasi).
Si è perso.
Che novità, direte.
E invece sì, cari amici del blogghe, di novità ce ne sono state ben 2!
Il duro lavoro del Capitano e del suo fido scudiero, il Fiordello, comincia a dare i suoi frutti, ed i chili cominciano a scendere. Siamo abbondantemente oltre ogni limite di decenza, ancora, ma la strada è quella giusta. Il carattere è quello solito, e quindi anche i Caini Marazicati hanno dovuto mordere il freno, con Vasco che ha guidato con 4 reti la resistenza teatrante, ed il risultato finale di 11 a 8 sarebbe anche potuto essere più soffice, se le solite 3-4 cazzate non ci avessero zavorrato come al solito.
Ma poco male: ci rifaremo tra poco!
E la seconda novità? Non lo sapete? E' morto il gobbaccio.

PAGELLONE

Bebo (C): La dieta della ciccia si vede, ed anche se debilitato il Capitano si fa valere, forte dei 5 chili di meno. Una luce all'orizzonte. 7,5

Seru: Prima di partire in cerca della verga africana, dispensa qualche buon colpo dei suoi. 7

Vasco: Indomito. 7,5

Fiordello: Eppur si muove! 7

Duilio: In ripresa. 7

mercoledì 24 aprile 2013

Siamo al capolinea, per il Coach? - Pagellone del 22 aprile 2013


I vertici temono il crollo finale e chiedono al Coach di restare
Ci sarà una fuga verso il Clan «benedetta» da Benny, però la scissione non è all'orizzonte

ROMA - C'è un fotogramma da conservare nel film del Teatro Municipal in ansia da risultati, dopo la sconfitta per 10 a 5. È lunedì sera, il Coach ha parlato alla dirigenza della squadra, ai tavoli della pizzeria "O' Giardin' e' Pulcinella", e poi se n'è andato, senza aspettare repliche, domande, interventi (e senza pagare).
Il leader ha dato la sua cambiale per le dimissioni postdatate ed è scomparso. I Teatranti si guardano negli occhi, o, almeno cercano di farlo, perché lo sguardo di ognuno sfugge altrove, perso nella preoccupazione. Un gruppetto di colonnelli privi di generali chiede al consigliere tecnico del Coach, Ivanhoe, di prendere lui le redini dell'assemblea. Il neo teatrante si guarda attonito e poi dice: «Io? Perché mai, non sono neanche titolare!».
È una scena, e non farà l'insieme, ma la dice lunga su quello che sta accadendo nel Teatro Municipal. Il Coach è già sepolto nei pensieri di tutti e viene riesumato solo quando la paura di fare la sua stessa fine attanaglia il gruppo dirigente. Il Fiordello e er Tassinaro, tanto per fare due nomi, chiedono al Coach di rimangiarsi le dimissioni, o, quanto meno, di congelarle fino alla stagione che verrà.
Gli ex dell'Atletico Parente vorrebbero che il Coach cambiasse idea, e portasse lui il team fino al nuovo anno calcettaro, perché temono che la dipartita politica del barbuto leader coincida con un bel «game over» per tutti loro. E non vorrebbero togliere il disturbo adesso, né tanto meno intendono assoggettassi all'era Serusukiana. Ma nonostante i loro sforzi e le loro perplessità, un treno è già partito ed è difficile che si fermi prima del traguardo.

Serusuke guarda da Firenze quel che accade a Roma e fa mostra di disinteressarsene, ma non è così. Il perfido cuoco, sedicente giovane, è disposto ad aspettare ancora. Non oltre una certa data però. Seru immagina una guida tecnica che duri due-tre mesi al massimo, non di più e che poi riporti il Teatro fino alla prossima stagione. Ma anche gli altri leader del Teatro non riescono a immaginare un futuro che scavalchi dirigenze, compagini, e timori. La dirigenza del team su questo è stata chiara, pure con Plotino: «Noi siamo pronti anche a fare un governo del Capitano, ma non può essere uno degli anziani a presiederlo». No, niente Bebo, piuttosto meglio Humbert: più la guida tecnica è lontana dalla tradizione, più è facile per gli sponsor confermare i finanziamenti.

I vertici del Teatro sono preoccupatissimi dell'incidenza che avranno il nuovo selezionatore e la nuova dirigenza: «Andiamo avanti, ma con grande cautela perché non possiamo dare vita a un Teatro mischiato col Clan a cui Bennysconi può staccare la spina quando vuole», è stato l'ammonimento del Capitano. E nessuno ha avuto da ridire, nemmeno quel Serusuke che si immagina un Teatro diverso (sì, diverso in quel senso lì): «Andiamo pure avanti, tanto questa guida tecnica dura due-tre mesi al massimo». Quel che basta per preparare il Teatro alla stagione che verrà. Nel frattempo Serusuke aspetta di capire se gli conviene tentare la sfida per la presidenza o se, piuttosto, deve tenersi lontano dalle beghe del team e pensare solo alla candidatura a Coach. In questo caso potrebbe essere l'attuale presidente-allenatore-capitano del Cafiero F.C., Humbert, a guidare il team bianconeruto.

Ma ciò non vuol dire che il mezzo frocio si defilerà: «Seru, sei l'ultima carta che abbiamo», gli ha detto Leo. E la pensano nello stesso modo anche Mike the Butcher e Don Matteo, che puntano su di lui per il ricambio generazionale del gruppo dirigente. Il Teatro comunque regge. A fatica ma regge. Ci sarà una fuga di qualcuno verso il Clan, benedetta da Benny, ma non è all'orizzonte una scissione vera e propria. Tutti hanno capito che alla fine dovranno trattare, litigare o accordarsi con Serusuke. È quello il futuro del Teatro Municipal. E c'è chi pensa già di facilitare la strada al vice-Coach, vice-Capitano, cuoco titolare, mettendo nel governo Don Matteo. Offrirgli una carica importante, come quella di massaggiatore, potrebbe essere il modo per tenere buoni i filo-parentiani del Teatro e costringere il Movimento 5 panze a misurarsi con il calcetto reale, non solo con quello parlato o visto da lontano. Ma queste sono solo elucubrazioni e idee buttate lì: il futuro immediato del Teatro Municipal prevede il match di lunedì e subito dopo un terzo tempo di fuoco, dopodiché si veleggerà in mare aperto.

PAGELLONE

Bebo (C): Il Capitano è spossato. L'età avanza e le lotte intestine (e dell'intestino) lo stanno logorando. Quei tre etti persi così repentinamente si sentono anche nei contrasti. Due belle marcature. 6,5

Vasco: Posto dietro, a guardia del fortino, si deve arrangiare, anche perchè il Coach prevede per lui, in questo match con la Caina, un inedito schieramento 2-2, con a fianco il Fiordello, e con, all'inizio, Mike the Butcher davanto con il Tanzo. Soffre terribilmente la freschezza atletica caina, ma riesce a non sfigurare. 1 gol e sufficienza risicata. 6

Fiordello: Il Fiordellone alterna sprazzi di grandissimo calcio a momenti di assoluta immobilità. Mette a segno un gran gol, poi si piazza in porta per rifiatare, e ci resta per metà del match. Convalescente. 6

Tanzo Tanzan Tanzini: Il migliore per distacco. Fa un lavoro preziosissimo, sfruttando il fisico, ma poi sbaglia quasi costantemente, ed a volte anche abbastanza incredibilmente, in fase di conclusione. Molto incisivo, comunque. 7,5

Mike the Butcher: Dispone di 15 metri di autonomia e li spreca tutti dagli spogliatoi al campo. Per il resto gara che alterna le consuete finezze, alle consuete amnesie. Al 15° minuto chiama il prete d'urgenza, ma poi si riprende e conclude il match. Miracolato. 6

venerdì 19 aprile 2013

Siete MOOOOOOOOOORTIIIIIIIIII!!!!!!!!!!! - Pagellone del 15.04.2013

"E' inutile fuggire, siete cirkondati!"
Questo l'uniko messaggio che il cittadino Bebo Grillo ha inteso rilasciare alla stampa di questo zozzo regime, prima di mandare affankulo tutti i presenti e bukare il pallone della kaina: da oggi il pallone non sarà più necessariamente sferiko, ma la sua forma verrà scelta mediante un referendum popolare sulla rete: e stavolta l'ha spuntata il dodekaedro, kon 7 voti, sul tronko di piramide, che ha rakkolto solo 2 voti. Un voto per Rocco Siffredi.
Dodekaedro a centrokampo, quindi, e via alla kontesa.
Il cittadino Vasko Kasaleggio annuisce senza parlare, ma tutti sembrano aver kompreso le direttive del leader oscuro del moVimento Teatrante: non ci akkontenteremo di vincere, non ci basterà il 51% delle markature. Qui bisogna annientare l'avversario kaino, qui si azzera la kasta gialloverde!
E fin da subito si è kapito che il vento giovane del rinnovamento teatrante non avrebbe lasciato scampo al vecchiume kaino: Seru "Dario Fo" suke komincia a saltellare sulla fascia di kompetenza kome un giullare, disorientando gli avversari e purgandoli con precisi fendenti; Bebo Grillo non fa moVimento, ma poi inventa dal nulla una rete da cineteka kon kontrollo e subitaneo pallonetto, che skianta i difensori dell"ancien régime";  il Fiordellone, bonaccione come un Vito Krimi, non infierisce, ma impedisce ai kulattoni kaini di rialzare la testa; Umbertone è più tosto di Roberta Lombardi e falcia ogni finanzierotto che si avvicini al kuore dell'area biankoneruta; Vasko, da punta naskosta, imperversa silenziosamente (tranne quando smokkola) sulla fascia destra e poi colpisce.
Manka solo Duilio, ma li fa parte della Kasta dei tassinari, si kapisce. Ma non ti preokkupare: arriveremo pure per te!
Il risultato finale di 8 a 6 lascia Alberto Berluska senza fiato. Ma non è finita qui. Noi ci fermeremo solo quando avremo il 100% delle reti. SIETE FINITI! ARRENDETEVI!

PAGELLONE

Cittadino Bebo Grillo: Non si kandida, ma viene komunque eletto kome markatore del gol della serata. 7

Cittadino Serusukefo: Immatupisce i kaini di kiakkiere e poi li giustizia con 4 reti, ridendo. 64 anni e non sentirli! 8

Cittadino Vasko Kasaleggio: s.v. perchè esterno al moVimento.

Cittadino Fiordello Krimi: Si presenta dimagrito, e ha subito fame (di vittoria). Koraggio 6,5

Cittadino Humbertow Lombardi: io kon voi della kasta dei gironalisti non ci parlo. Vaffankulo. 8

mercoledì 10 aprile 2013

Non è un paese per vecchi - Pagellone del 8 aprile 2013


Come si può migliorare una squadra che può contare su cinque atleti di livello mondiale?
Come si fa ad aumentare il rendimento di un amalgama di fenomeni che danno del tu al pallone, che aggrediscono l’avversario e rimangono concentrati sul match e sull’obbiettivo senza mai distrarsi, senza mai essere sazi dei delle vittorie e che continuano a cercare di migliorare il proprio rendimento con umiltà e abnegazione?

Boh.
Ma a noi che cazzo ce ne frega?
A me basterebbe riuscire a spremere ancora un po’ di sangue da queste rapacce rinsecchite che il destino m’ha obbligato a gestire.
Ciccioni senza palle che riescono ogni volta a dare nuovi significati alla parola "perdenti".
Pipponi dal piede di ghisa che non conoscono tattica, né tecnica.
Vecchi spompati con l’eleganza di oranghi, che deambulano come zombie per il rettangolo verde.
Eppure a volte capita che questi rottami si animino di una luce magica e comincino a mostrare una stoffa, un talento di cui nessuno li crederebbe capaci.
E lunedì è stata una di quelle volte, quando la Finanza Creativa si è presentata sul campo con dei rinforzi d’eccezione: Alberto, condottiero caino, ha cercato la vittoria umiliante ed ha convocato, oltre ai soliti Robert Cazdecan e Pashqualino, anche i 2 giovanissimi virgulti della infinita cantera meridionale, Vincenzo Marazico e Daniele pibe de Foggia. Quarantacinque anni in due.
Quarantacinque, come le primavere del granitico tedescone convocato dal Coach per sostituire l’autoesiliato Fiordello, impegnato nella visione di un evento di calcio minore: il derby della Capitale.
Ma il golem della perizia non era l’unica, pesantissima, assenza del Teatro: il degno cugino del Fiordello, Duilio er tassinaro, ha giustificato la sua assenza con fantomatici impegni di lavoro, mentre fonti bene informate me lo davano all’Olimpico, nella veste di falconiere della sempre più spennacchiata Olimpia.
“Comunque poco male”, ha detto ancora volta il Coach. “Tutti siete utili, nessuno (di voi) è indispensabile”.
Da queste parti, per l’appunto, passava in quei giorni una vecchia gloria del Teatro, tal Leomacs. “Butto dentro lui, a spregio”. E via. Siamo cinque.
La formazione è presto fatta: Humbertow dietro, Vasco davanti e gli altri 3, a rotazione, sulle fasce.
E tutto sembra andar bene, perché la squadra tiene bene il campo e, dopo alcuni scambi di studio, passa con Vasco, dopo un rapido scambio centrale con Humbertow.
Qui si scatenano i giovani tenori caini, che cominciano furiosamente ad attaccare e, complici le solite cappelle a cui non sappiamo rinunciare, mettono a segno 3 marcature e colpiscono 2-3 pali (esticazzi).
Sembra tutto finito, perché loro giocano davvero bene e la differenza d’età si sente, ma ecco che il Teatro ritrova la vecchia magia: si ricomincia a giocare con la palla bassa, sbagliando il minimo e spingendo con tutto l’ardore che tutto il mondo ha imparato a temere. Detto fatto, e Seru e Bebo danno la parità ai Nostri.
Purtroppo lo sforzo della rincorsa si paga e i Caini ritornano avanti di 3, prima del gol del definitivo, dignitosissimo 6 a 4, ancora del Capitano, al termine di un’azione da cineteca.
E’ lo sport, amici miei, e ci sta di perdere, ma questa squadra ha ancora cuore, ha ancora cervello; se mettiamo insieme un paio de piedi dignitosi siamo a cavallo.

PAGELLONE

Bebo ©: Il Capitano ha poca forza sulle gambe. Mancano le energie e si vede, ma la classe è cristallina. Se stacca quella roulotte che si porta appresso ci si diverte. 6

Serusuke: L’uomo del Mossad si danna l’anima (de li mortacci sua) e danna la mia anima con le solite cazzate e/o omissioni difensive. In fase offensiva va molto meglio, ma c’è da registrare la difesa sugli 1-2 e sulle sovrapposizioni. 6

Vasco: Gioca da puntero e finalmente lo fa decentemente. Gioca troppo spesso spalle alla porta e per questo conclude poco, ma serve bene i compagni sulle sponde e anche con qualche apertura illuminante, come quella che mette in porta Bebo per il 6 a 4. Certo che il centravanti che gioca meglio in difesa che davanti ce l’abbiamo solo noi. 6,5

Leonzio: il giovane Leo non c’ha il piede troppo vellutato, si sa, ma la grinta è quella di Leonida. La sua infinita generosità lo porta a spomparsi in infiniti pressing, ma con l’esperienza imparerà a dominare quest’impeto belluino. Per i piedi consiglio una morsa, per un paio d’ore al giorno, per 5 mesi (oppure un trapianto). 6,5

Humbertow: La roccia alla quale si aggrappa il Teatro. Si trova tutta la sera abbandonato nell’1 contro 1 con il terribile Marazico, ma gli lascia solo le briciole (cioè 2 gol, di cui uno solo nella sfida diretta). Quando si spinge avanti si dimostra ancora una volta refrattario al gol. Padellone! 8

mercoledì 20 marzo 2013

Non mi avrete mai, come volete voi! Pagellone del 18.03.2013


Il problema principale del fatto di essere Coach non è quello di dover fare delle scelte, e nemmeno quello di dover scontentare qualcuno. Chi lo conosce, sa che il Coach non ha nessun tipo di problema di leadership, né di coscienza.
Il difficile sta nelle pressioni che dall'esterno ti arrivano e che cercano di addomesticare la tua indole vittoriosa: ci stanno sempre gli smidollati che cercano di convincerti che, tutto sommato, si può anche essere soddisfatti così, che anche gli avversari sono forti e che a volte ci sta di non vincere.
In fondo è vero che Bebo è lento e tende a rientrare poco, ma ha classe e profonda conoscenza del gioco.
Seru, dal canto suo ovvia alle consuete amnesie in fase di impostazione (che ci costano dai 2 ai 5 gol a partita) con una tenacia nell'uno contro uno e ad una concretezza in fase conclusiva davvero rimarchevoli.
Vasco c'ha il piede fucilato, e si mangia 2-3 gol a partita in maniera indegna, ma ha fisico, corsa e la miglior diagonale difensiva della storia del pallone.
Il Fiordello è fermo come un banchetto e c'ha 35 metri di autonomia, ma il piede è felpato ed in porta fa il suo.
Duilio caca il cazzo peggio del Coach, quando ci si mette, e non è sempre puntuale nei rientri, ma è fondamentale nelle conclusioni e dà tutto il dinamismo che manca.
Il Coach, a questo buonismo, risponde con 2 semplici parole: COL CAZZO!
Si è scagliato? Andatevene tutti affanculo.
Sono più giovani? Hanno avuto culo? Hanno messo in campo un 23enne che sembrava un incrocio tra Eto'o e Messi? Non me ne frega un cazzo!
Hanno eletto il nuovo Papa buono? Machisselincula!
Non c'è stata partita, mai e l'11 a 7 finale ci sta largo, quindi testa bassa e lavorare, perché il Coach sa che é così che si migliora.

PAGELLONE
Bebo: è lento e tende a rientrare poco. 4,5
Seru: consuete amnesie in fase di impostazione, che ci costano 5 gol (almeno). 4,5
Vasco: c'ha il piede fucilato, e si mangia 3 gol (almeno). 4
Fiordello: è fermo come un banchetto e c'ha 35 metri di autonomia (col Califfone). 4,5
Duilio: caca il cazzo peggio del Coach, e non è sempre puntuale nei rientri. 5

mercoledì 13 marzo 2013

Il football è una cosa semplice - Pagellone del 11.03.2013

Quante volte avrete visto gente messa su una panchina, senza nessun tipo di preparazione, incapaci di gestire schemi e psicologie di spogliatoio. Gente come Ballardini, Ferrara, Stramaccioni, Malesani, Mourinho che tira fuori teorie immaginifiche su turnover e bioritmi...

E vi siete detti: "Questo dell'allenatore è un lavoro facile, potrei farlo anch'io!".
Ed è vero.
Ve lo assicuro, avreste potuto farlo anche voi, a quel livello.
Perchè, alla fine, il football è una cosa semplice, e, per chi ha occhio, è facile capire dai primi tocchi di palla come andrà una partita, a volte anche prima di scendere in campo.
E il match di lunedì è stato uno di quelli in cui si capiva da subito come sarebbe finita: il Teatro non sarebbe uscito dal campo se non con il bottino pieno.
Prima di tutto Vasco è tornato ad indossare la gloriosa casacca teatrante, e già questo è parecchio.
La contemporanea presenza del Tanzo ha garantito al Teatro uno sbocco offensivo di grande affidabilità, ed ha lasciato il Barbuto libero di concentrarsi sulla fase difensiva.
Sulle fasce Bebo, Seru e Duilio hanno spinto con costanza, forti della solidità della corsia centrale.
Il match è tutto qui.
La cronaca parla di un relativo equilibrio nel punteggio, che è durato fino al 4 pari, ma sempre con il Teatro che andava avanti nelle marcature e la Finanza Creativa che arrancava per tenersi a contatto. Poi lo strappo decisivo, fino al 7 a 4, poi parzialmente mitigato dalla pregevole marcatura di Attila, che fissava il punteggio sul 7 a 5 finale di un match che è stato molto più scontato nelle dinamiche che nei numeri.
Semplice.

PAGELLONE

Bebo: Non l'attore principale di questa serata, ma comprimario di lusso, e per questo anche molto tranquillo nelle marcature. Azzoppa Pashquale solo nel finale, solo perchè previsto nel contratto. 6,5

Seru: Segna un paio di grandi reti (mi par di ricordare) e scorrazza felice sulla corsia di sinistra perchè sente da dietro la presenza rassicurante del Grande Padre. Facile, così, eh? 7

Vasco: L'uomo che mancava. Straripante fisicamente, non viene mai superato negli allunghi ed è implacabile nei raddoppi e nelle coperture. Segna pure 2 gol. Il Pogba Bianco. 8

il Tanzo: Non segna, ma è fondamentale per la manovra. I suoi giochi di sponda danno fluidità ed efficacia alle trame bianconerute. 7

Duilio: Er tassinaro porta il pargolo a scuola dal Coach. Pischello fortunato, potrà raccontare agli amichetti a scuola di aver visto il vate del calcio mondiale in azione (e avrà arricchito il vocabolario con un paio di moccoli di quelli buoni).

Il Fiordello: Decide il match con una sola giocata, come solo i fuoriclasse sanno fare: non viene! Fondamentale. 10+

mercoledì 6 marzo 2013

Il Tanzo davanti, di dietro tutti quanti - Pagellone del 06.03.2013

"Ora basta.
Basta.
A questo gioco al massacro, io, NON CI STO.
Il fuoco amico mi ha stancato."
Queste le parole di Vasco, quando, ancora una volta, è stato ceduto ai caini per fronteggiare un'emergenza numerica avversaria, con i Nostri che in cambio ricevevano un ventenne di belle (?) speranze, tal Flavio Vento, preso a parametro sottozero.
E che non ci stava, stavolta, l'ha mostrato anche sul campo, rompendo gli indugi, chiudendo la porta ai sentimentalismi e schiantando il Teatrino con una prestazione formidabile.
Mi auguro che questa sia l'ultima volta che un fuoriclasse di questa risma debba dimostrare il suo valore.
E sì che Seru aveva capito l'aria che tirava, e cercava di smollare il giovane virgulto ai caini, mentre mentre Bebo si faceva solleticare dalla carta d'identità del pischello, senza tener conto della ritrovata verve del Barbuto, e cadeva nel tranello ordito dal Chino e dai suoi bravacci.
Ma è parso subito chiaro a tutti che per fare quel quarantenne in forma smagliante ci volevano un paio di ventenni della risma di quel Flavio Vento lì, che ha assistito incolpevole allo show di un Vasco che ha corso, ha recuperato palloni, ha creato gioco ed ha messo a segno 3 splendide marcature che hanno sfondato la linea Maginot del Teatrino.
Perchè è così che i Nerobiancuti hanno reagito alla verve della Finanza Creativa targata AR: con il più classico dei catenacci.
Il Tanzo davanti, a cercar di fare miracoli con ogni pallaccia che veniva sparacchiata, e gli altri tutti dietro, con l'elmetto calato fino al naso, per cercare di ottenere un passivo più ridotto possibile. E con Pashqualone presentatosi in forma approssimativa il giochetto avrebbe anche potuto funzionare, senonché el Chino, Cazdecan e, ovviamente, Vasco, si sono scatenati ed hanno banchettato sulla carcassa teatrante.
L'idea di averla fatta grossa si deve essere affacciata abbastanza presto nella mente del Capitano, che, per salvarsi il culo, ha cominciato a randellare a più non posso, cercando di trasformare il match in una corrida, ma l'esperienza di Vasco ha saputo placare i timori caini, tranquillizzando gli animi e vanificando anche quest'ultima mossa disperata del leader di giornata del Teatro.
Il risultato finale di 10 a 5 la dice lunga sull'andamento della gara, mai in discussione, e sulla effettiva riuscita della manovra di mercato del Capitano.
Caro commercialista, lascia stare i bilanci, e concentrati sulla bilancia.

PAGELLONE

Bebo (C): Ennesimo tentativo fallito di far quadrare i conti. Ci prova a rimediare, sfoderando il solito carattere indomito, ma la frittata l'ha fatta nel pre-partita. 4

Seru: Ci prova in tutti i modi a far capire al Capitano che sta facendo una cazzata, ma quello, niente, duro. E allora, ancora una volta, abbassa la testa e urla: "Presente!". Raro esempio di abnegazione e senso del dovere. I piedi, purtroppo, son sempre quelli, eh... 6,5

il Tanzo: Sfoggia una partita di grandissimo sacrificio, perché si trova solo ad affrontare la difesa caina, mentre gli altri raramente superano la metà campo, impegnati come sono a difendersi dalle folate rapidissime della Finanza Creativa. Il suo apporto è quesi sempre positivo, e anche questa volta fa il suo. 6,5

Er Tassinaro: Scala le classifiche interne del Teatro grazie agli infortuni ed alle temporanee epurazioni dovute alle scellerate scelte di mercato dei vertici del Teatro. Scorrazza sulla fascia destra, ma subisce le accelerazioni di Vasco che spesso lo salta in velocità. 6

Flavio Vento: Si accorge presto che questo pane è troppo duro per i suoi denti da latte. Tra 25/30 anni, quando raggiungerà la piena maturità calcettara, se ne riparlerà. Ma giocherà con quell'altri. 5,5