mercoledì 27 ottobre 2010

terzo tempagellone, n.54

Togliere le castagne dal fuoco al coach e lui dalla graticola è opera ardua, questa settimana. Il plurilaureato in filosofia del pallone (relatore: il prof), con master in applicazione degli schemi di gioco (tesina: il moccolo perfetto) e psicologia dell'incoraggiamento ai compagni (che cazzo fai brutto frocio, se vuoi perdere continua così), questa volta a fine gara era irriconoscibile.
Raramente così rompicoglioni. Mai così avvilito. Mai così titubante di fronte al nuovo pagellone da pubblicare. Anche dopo alcolici e superalcolici non riusciva a intravedere la chiave dialettica con la quale rendere conto della prestazione sua e della compagnia teatrante, di fronte ai rugbisti gialloverdi.
Invece la sintesi è semplice: i teatranti sono riusciti a creare un risultato inedito, segno della propria fantasia e capacità di intravedere nuove vie; perso un set quasi al tiebreak, ne comincia un altro, quello che vedrà il Capitano alla prestazione decisiva: o corre perché carico di calorie, o diventa capitano non giocatore.
E ora andiamo al sodo.
Serusuke si è trovato di fronte a un altro dilemma impegnativo: cucinate cinque portate, come fare a smaltirle se non fa entrare Vasco a casa? quindi si risolve per la realpolitik e lo ammette ancora una volta al tavolo, nonostante lo sbocco di bile che rende amaro il mojito del toscoumbromarchigiano (mica penserai che non ci abbia sputato dentro, no?)
Peccato non essersi meritati le cinque portate, particolarmente abbondanti per festeggiare il ritorno di Leo. A proposito, ma Leo 'ndocazzo è annato?
malimortaccitua, così, sincero e rilassato.
Perché, mettetela come vi pare, ma qui si contano cinque pietanze, tutte autoprodotte, da sottoporre a palati rozzi ma comunque esigenti.

il mojito vedeva una creazione, panzerotti alle verdure e formaggi che, cacchio cacchio ciascuno assorbiva in duplice copia.
Il pesto di zucchine, ritorno gradito, veniva conteso fino all'ultima forchettata.

Solo perché non si sapeva che, insieme alla pagnotta calda,
sarebbe stato servito un tripudio di verdure saltate.
Basta? basterebbe; ma il cuore tenero del cuoco, data la commozione provocata la settimana scorsa, proponeva in onore dell'infame Zanelzazzeroni (competenza assimilabile) una nuova edizione riveduta e corretta in meglio del pan con l'uva.
Ecco, è semplice riportare quello che è successo.
E' semplice come capire che cosa non ha funzinato.
E' semplice come il tuffo di Krasic.
E se i Cic-boys decideranno di giocare a calcetto
invece che a autoscontri, il secondo set vedrà un solo possibile vincitore: il Teatro Municipal.

venerdì 22 ottobre 2010

Pagellone meditabondo del 18.10.2010

Lo so, lo so.
Eravate in attesa.
Ma certe partite sono difficili da analizzare.
Partite come quella di lunedì, ad esempio.
Partite in cui il Teatro parte sbagliando tanto, troppo, ma rimane praticamente illeso (al 20' minuto i canarini conducevano per 1 a 0), ma che poi, improvvisamente, diventano un massacro, col portiere di turno che si prende la sciatica a forza di chinarsi per raccogliere la palla nel saccoccio.
6 a 0 e party finito.
Poco cambia se poi il Lìder Barbuto si incazza e trascina la squadra ad un più dignitoso 9 a 5: ormai il danno è fatto, il latte è versato, i buoi sono scappati dalla stalla e via e via...
Certo, la formazione della Finanza Creativa è quella pressoché titolare, mentre l'abbandono di Ivanhoe e la contestuale assenza di Leo privano il Teatro di piedi (uno) e gamba (l'altro).
Probabilmente, vista la prestazione indegna in fase di proposizione, si è sentita molto di più l'assenza delle geometrie ivaniche piuttosto che dell'ardore (e dell'afrore) leonino, ma è pur vero che anche un pò di chilometraggio in più non avrebbe fatto male, visto che poi l'aggressività leonzia avrebbe ridotto la percentuale di passaggi utili dei caini.
Ma, come si diceva poc'anzi, non non siamo adusi lamentarci per le assenze, quanto piuttosto delle presenze: degli ectoplasmi che a tratti agitano la catena.
E se questa figura retorica vi par triste, pensate allo stato d'animo di un Vasco che esce dallo stadio con una tripletta, un assist e viene comunque preso per il culo per tutta la settimana dalla solita  masnada di smidollati che non hanno il coraggio di affrontarlo sul rettangolo verde e si limitano al dileggio.
La cronaca, comunque, è presto fatta: la partita parte con la Caina che si chiude bene e rovescia il fronte offensivo in maniera superba, ma il Teatro, come già detto, almeno all'inizio regge.
Poi c'è un appannamento e Pashquale intercetta il solito passaggio corto e ci castiga.
Potrebbe essere il crollo, ma la maginot regge ancora.
Poi una serie di cazzate pregiudicano i nostri sforzi: i soliti passaggi in orizzontale a centrocampo, i soliti dribbling tentati e non riusciti, i soliti break subiti senza che (quasi) nessuno tenti il recupero sui nemici.
Ed ecco il 6 a 0.
Poi il Fiordello (dopo una salva di tentativi teatranti un pò sfortunati, a dire il vero) centra lo specchio con un tiro dalla distanza che viene deviato dal Chino, e l'Onore Bianconeruto viene salvato.
Ma non basta.
Perchè questo quadro nasconde un'altra verità.
Un velo nero, un drappo maligno nega quella che è l'evidenza dei fatti: la Squadra c'è!
Anche nel momento più nero il Teatro ha dimostrato ancora una volta che può contare sulla classe del suo Capitano, sulla grinta di Serusuke, sul carattere di Vasco, sulla tecnica del Fiordello, sull'opportunismo di Tarzan!
Sul 6 a 1 inizia un nuovo match: con Vasco mattatore, sospinto dai suoi degni compari, e coi Caini in difficoltà fisica.
Questo secondo match finisce 4 a 3 per noi, con tripletta di Vasco e rete di Tarzan.
Alla fine della veglia, siamo un match a testa.
1 a 1.
Alé!

PAGELLONE

Bebo (C): Il Capitano suda, sbuffa, tenta spesso la conclusione, ma se la tecnica rimane immutata, la potenza sembra averla lasciata nello spogliatoio. Cercherà di acquisire smalto con un turno di riposo in quel di Torino (speriamo che almeno acquisisca qualcosa di mangereccio). 5,5

Serusuke: Il capochef, vicecapitano, vicecoach, viceamministratore del blog si impegna e sfiora gli 8000 passi, ma è stranamente poco deciso in fase di conclusione. Merita mezzo voto in più per il dolce all'uva, da sturbo (ma anche mezzo voto in meno per il millesimo passaggio in orizzontale a centrocampo che viene intercettato). 6,5

Vasco: incontestabilmente il migliore in campo in senso assoluto. (Sto parlando di ogni campo, di ogni tempo). La versione non-tinta di Milos Krasic. 3 gol ed un assist. voto: 8,136 (come al contapassi).

Fiordello: il Fiordello torna all'antico, in difesa, e per una ventina di minuti la diga regge. Il fiato non è ancora al massimo: urge benda gastrica. La classe è però immutata, anche se un eccesso di confidenza lo porta alla classica giocata alla Felipe Melo (con conseguente palla persa in fase di impostazione). 5,5

Tarzan: il Tanzo gioca sulle linee, come un novello Inzaghi, ma la serata è di quelle in cui la palla, semplicemente, non entra. Ci prova, comunque e dà profondità al gioco teatrale. 6

mercoledì 20 ottobre 2010

pagellone del terzotempo n. 53

Il Teatro mantiene l'eccellenza a tavola, con cibi e bevante di livello. In sintesi:













mojito e pane bruschetta con caciocavallo. 9










il pane era autoprodotto. 10











carbonara ricca, con guanciale e zucchine. 9,5

















dessert: pan con l'uva. 10++

mercoledì 13 ottobre 2010

partita-blackout-terzotempo, n. 52

Partita intensissima al Mohammed Atta Stadium, lunedì scorso. I teatranti si presentano capitanati da un capitano tamponato, rinforzati da rinforzi recuperati, tonificati dalla tonicità di Serusuke, coperti dalla copertura del Fiordello. I finanzierotti rispondono con formazione molto muscolare guidata dalla regia del Chino Alberto.
Partenza tattica, passano i minuti, solo schermaglie, Tarzan non finalizza, poi, finalmente, il vantaggio meritato.
Segue passaggio a vuoto, la caina si porta sul 3-1. Il teatro si sveglia, fa un gran lavoro a tutto campo produce grappoli di occasioni e le vanifica, ma risale la china, arriva al 4-3 e si mangia il gol facile-facile del pareggio. Poi,
CLIC.
Black out, la luce si spegne.
CLIC.
Torna la corrente, uno sbalzo di tensione e... e la caina ha buttato quattro, cinque palle nel saccoccio. Seru non ci sta, si incazza come Vasco, corre come Leo, non si azzittisce finché i suoi lanzichenecchi non si riversano in attacco, tutti si precipitano in avanti; solo che ci restano, e sono preda dei cetnici gialloverdi. Il match si conclude in modo indegno, sebbene i 9 decimi dell'incontro
la gara sia stata in equilibrio.
Segue cena, all'insegna del pane perfetto, tappeto armonico per la salsa ai pomodorini e finocchietto selvatico, che presto toccherà anche al coach, l'intenditore.
Il piatto portante, nonché unico altro, della serata è un couscous con verdure, pesce e carne.
Una valutazione complessiva della serata deve tenere conto di molti fattori

Fabione
(5) al rientro, fa un ottimo lavoro di copertura su Pasquale e sulla destra in generale. Peccato sia il nostro terminale offensivo. Non si toglie soddisfazioni, non ci toglie le castagne dal fuoco, non si presenta a tavola, non aggiungo altro
Tarzantanzini (5) non onora con la prestazione della vita l'ascesa alla copertina del blog. Dopo un inizio inguardabile recupera e si impegna a dovere. Anche a tavola
Serusuke (6+) il suo contapassi segna 8349, non gli potete rompere i coglioni. Frantuma il record di Leo, ma anche i tiri in porta fanno pensare al fumettaro latitante. Ottime coperture, ottima pagnotta e antipasto, couscous migliorabile; ma di pochissimo...
Fiordello (6+) ottimo inizio, la svolta è stata metterlo al centro della difesa finché riesce a inseguire le punte avversarie, quei dieci minuti non hanno avuto una palla giocabile. Poi si riversa in avanti, e lo trovate ancora lì, non si è più mosso, ma il suo l'ha fatto. Encomio extra per aver traghettato il capitano privo di mezzi di locomozione.
Bebo (6) ha dimostrato di poter dare di più, ma già così è molto più mobile della sua media per il 21mo secolo. Molto sportivo, troppo oggi in campo, dove produce gioco, segna, ma non ha la polemica e la cattiveria agonistica di altre volte (quali? boh)
Vedremo se il Teatro uscito malconcio dal campo ma non dal tavolo, lunedì prossimo saprà fare a meno di nobili riserve per fare posto ai baroni delle periferie

giovedì 7 ottobre 2010

terzotempo esplosione, n. 51

...date il pane agli affamati...
Il resoconto sul terzo tempo non può più attendere la negligenza del pagellonaro, esplode come la brama dei lettori di essere aggiornati.
Un minuto di silenzio per riflettere sulla rubrica che testimonia le oltre 5o sere passate a bivaccare nel noto locale di montesacro [...]
Fatto? ok
all'insegna della qualità e delle novità, gli eroi sconfitti talmente di misura da ritenere di aver vinto la partita si presentano nelle cucine di palazzo Peloro. Nessuna donna; peccato. Si vede che non è palazzo Grazioli, o una delle altre venti ville. Vediamo che c'è da magnà.
Subito, la vista del tavolo di cucina brilla, riluce, abbevera e sazia! I bicchieroni di mojito si allineano accanto alla mamma di tutte le pagnotte di pane casareccio, che scrocchia allegro sul tagliere.
Il tempo di tracannare il beverone ghiacciato, di tagliare il pane, e a tavola viene servito un risotto che lascia perplessi
i boscaioli del palato; condimento poco chiaro: zucca? a Fiordello non piace! melone? il coach lo considera pesce! carne? il pastore tedesco è vegetariano. "Quanti cazzi!" è un concetto già espresso in passato, il cuoco ormai se ne strafrega e va avanti per la sua strada. Per la cronaca, si tratta di un sublime connubio, melone e gorgonzola, che lascia i commensali attoniti a litigarsi l'ultima cucchiaiata. Strepitoso.
La trasferta molisana di Humbert e Serusuke ha dato poi occasione di un approvvigionamento di prodotti caseari di sublime fattura e freschezza, che dedichiamo con rutto sonoro al meneghino bianconeruto. Questo, chissà perché, ci riporta alla mente che quell'asino del capitano aveva millantato di rifornire la cambusa con carne di ciuco di provenienza pugliese. Se la sarà finita? vorremmo sapere.
Era tanto, era quasi troppo, per tutti. Quasi tutti: i gladiatori della tavola si accanivano in polemiche urlate di vario tipo (calcio, politica, mai la D'Amico...), ma si trattava di una strategia di gioco studiata: era il modo di bruciare quelle calorie necessarie a presentarsi tonici all'appuntamento
con l'ultima portata, l'ormai nota schiacciata autunnale con l'uva. Che è risultata la migliore della serie, grazie ai consigli di valenti chef fiorentini.

Del pane si era già parlato, ma faccio come mi pare e lo ripropongo in dettaglio. Se mai si ripresenterà, il fumettaro avrà forse modo di verificare le migliorie

mercoledì 22 settembre 2010

un peccato di terzo tempo, n. 50

Ci si aspettava un Teatro con gambe di ricotta e fiato corto di mojito, orbo dei polmoni di Leo e dei moccoli di Vasco, invece ci sono state sorprese, belle e brutte. Il coach ha ancora i nervi scossi dalla settimana scorsa, non può sostenere emotivamente il rischio che qualcuno gli tocchi la triade o nomini ancora il gol di Turone, e resta prudentemente a casa. Plotino ci deve pensare, perché pure lui è uscito ammaccato dal confronto (verbale), si fa pregare un po' ma alla fine decide di venire. La partita è stata bella, maschia ma leale, qualche sportellata ma nessun piagnisteo, un paio di feriti ma poi tutti sotto la doccia con allegria; non è caduta nessuna saponetta. La Caina, con formazione decisamente competitiva, vince meritatamente, ma di troppe lunghezze. Il Teatro gioca nel complesso bene, però prende 2-3 gol da oche giulive, e finisce in foisgras. Senza dilungarsi, nessuno ha fatto cappellate superbe, nessuno ha inciso più del proprio solito, migliore in campo capitan Bebo che, e questa è la notizia, HA CORSO! quindi possiamo incazzarci per tutte le volte che non lo ha fatto e per quelle che non lo farà, non è affetto da nessuna malattia invalidante, ha solo il culo di piombo. Per Fiordello, con il quale i finanzierotti pare abbiano un conto in sospeso, dobbiamo ancora scoprirlo.
Peccato per il terzo tempo della settimana prossima che non ci sarà.
Il vero peccato viene compiuto a tradimento, a partita finita, quando un ammutinamento dello spogliatoio fa sì che l'impegno agonistico della serata, quello con scarpini e forchette, venga ignorato senza preavviso da metà del team.
Se due persone non si presentano in campo senza avvertire, perfino Benny ha il diritto di incazzarsi.
Se due persone non si presentano a tavola, dopo che voci su un menù superbo si sono rincorse per tutta la settimana, il minimo è che il povero coglione ai fornelli sacramenti in giapponese. 馬鹿やろ!!
Poi, tutto come prima, ma per colpa dei vigliacchi, lunedì ve ne andate affanculo in pizzeria. Punto.
Eppeccato, perché la cena d'eccezione, smaltita eroicamente dai gladiatori della tavola, ha previsto tre portate di alta scuola, tutte autoprodotte come al solito, ma con in più la creatività di esperimenti felici:
per accompagnare il mojito, l'antipasto di pomodorini conditi su fetta di pane caldo;
Per primo i rigatoni sono conditi con sugo di tonno e pesto di finocchietto selvatico (un po' come Vasco) raccolto e cucinato per l'occasione.
La chilata di moscardini fritti viene accompagnata dal resto del pane fatto in casa e innaffiata da due fiale di gran livello, generosamente fornite da Plotino. Con tanti auguri per chi ha festeggiato in tavola come all'anagrafe.

venerdì 17 settembre 2010

terzo e quarto tempo, apoteosi; n. 49

Le immagini testimoniano chiaramente come, una volta tanto, il match tutto Teatro viene archiviato senza alcun codazzo polemico. I due principali artefici del trionfo della squadra A (senza nulla togliere all'onesto Zac), dopo l'abbraccio immortalato, si ritrovano uniti come mai al tavolo più lungo della storia dei terzi tempi, con nove commensali a lottare per la scarpetta. Un solo gladiatore, aspirante sparring partner di Jokivic, si defilava, adducendo scuse a dir poco improbabili, anzi, senza nemmeno scuse...
Ma il vero incontro era appena iniziato.
Le piantagioni di menta della capitale venivano saccheggiate per produrre la tanica di mojito necessaria a dissetare gli atleti, accolti da una inedita gricia con pasta fresca, le trofie riportate dalla trasferta genovese del cuoco.
Alcolici di svariatissimo tipo venivano tracannati con fare solito, a garganella senza distinguere cioè tra una birra Chimay, verdicchio o barbera.
Il generoso coach supportava per una volta il lavoro dell'ebbro
errante, collaborando in modo sostanziale alla cena, con due barattoli di ambrosia toscoumbra, più un apporto caseario ottenuto da compare Turiddu in cambio dell'aiuto sulla pratica di condono di due nuraghe.
La serata riserva ancora due colpi di scena; uno gastronomico, perché dopo questa orgia di carboidrati e salumi, la fucina sforna ancora una doppia crostata, con crema pasticcera e more raccolte con le manine del padrone di casa.
La mezzanotte era scoccata da tanto, e con lei le palpebre di Capitan Bebo avevano seguito il loro percorso solito, nonostante l'afflusso di commensali gli impedisse di afflosciarsi sull'amato divano. Tutto sembrava pronto per un allegro commiato, quando Umberto imbracciava la clava della polemica, e cominciava a menar fendenti nell'aria, all'indirizzo della pax juventina costituita dal duo Vasco-Plotino. Il prof, abituato a dissertare con meneghini sazi di scudetti, veniva investito da un ciclone dialettico sconosciuto all'ombra della madonnina; il coach era allibito, per niente abituato a veder contestare le sue tesi soggettivamente oggettive, balbettava dati e produceva prove che avevano il valore delle repliche del pastore tedesco, nulle cioè; e si disorientava di fronte a un contendente che, invece di lasciarlo straparlare come al solito, lo sfidava elencando tante cazzate quante lui! era troppo, era intollerabile, il tosco-umbro-marchigiano batteva i piedi impotente e rabbioso, saltando sulla sedia di continuo, aggredito dalla logica teutonico-giallorossa! dopo le prime ore di scontro verace, Serusuke aveva le orecchie indolenzite e le palle fracassate; si ritirava nelle cucine chiudendosi la porta alle spalle, per smorzare i decibel delle urla belluine. Tutti i tentativi di Fiordello di allentare la tensione con umorismo di aldofabriziana memoria cadevano nel nulla, mentre Tarzan Tanzini si divertiva a buttare fusti di benzina sul rogo della polemica. Quando il capitano decretava l'ora del ritorno a casa, non riusciva a smuovere i Moggi-boys, che tentavano l'estremo assalto alle tesi avverse: e anche una volta messi cortesemente alla porta dal padrone di casa con un calcio in culo alle 2,30a.m., il contenzioso si spostava in strada, per spegnersi solamente al rumore dei secchi d'acqua dei vicini. La vetta è stata dunque raggiunta; lunedì prossimo si torna alla routine, la caccia al caino, e Ivano, ammesso che si presenti, non potrà essere testimone di un simile tripudio di minchiate. LOL

mercoledì 15 settembre 2010

La verità sul Calcetto

La nostra generazione (la nostra, non quella di Seru) è cresciuta con alcuni punti fermi, che ne hanno segnato l’esistenza e le scelte di vita e professionali: “Pippo Baudo è un grande professionista”, “i socialisti rubano”, “l’omo ha da puzzà” e, soprattutto, “le riserve del Teatro Municipal sono più forti dei titolari”.  

Quest’ultimo postulato, in particolare, è stato incardinato nelle coscienze di milioni di ragazzini di tutto il mondo; quegli stessi ragazzini che, coi cuori colmi di speranza e un pallone di stracci sotto braccio, si avvicinano ai cancelli del Mohammed Atta Colosseum, per un provino che gli consenta di entrare nel team di calcetto più prestigioso del mondo; e su questo assioma si sono costruite leggende metropolitane e teorie complottistiche.

Perché Leo, che non stoppa un pallone neppure con le mani (immerse nella melassa) gioca titolare e Ivanhoe, calcettaro dalla tecnica sopraffina, fatica anni per entrare nel giro della titolarità, pur inanellando prestazioni eccellenti dopo prestazioni eccellenti?

Perché Bebo, che c’ha la panza, non corre e tenta sempre la solita, stessa, lisa e usuratissima finta è il Capitano inamovibile (e inamovibile è la parola giusta) e un difensore roccioso come Humbert viene convocato quando ci sono tre morti e quattro feriti nel bollettino medico bianconeruto?

Perché Vasco, che non s’allena più e sta prendendo la forma del Capitano, tecnicamente fa ridere e non ha più nemmeno quella verve blasfema che ne faceva lo scudiscio di Allah viene quando vuole, mentre un attaccante temibile come Tarzan Tanzini è costretto a prendere il treno da Genova al volo, con le scarpette bullonate ai piedi, per venire quando al Coach gli gira?

E Seru? Che è pure mezzo frocio?

C’è chi ha parlato di ingerenze del Vaticano sulle convocazioni (diciamo pure che per Vasco e Serusuke questa motivazione va scartata), chi di agganci tra la dirigenza e il Mossad (e qui, invece, se spiega Seru), chi di signoraggio e di scie chimiche, che ci stanno sempre bene.

Ma la risposta a tutte queste domande, signore e signori, andava cercata proprio lì, su quel campo di calcetto scarsamente illuminato che ogni lunedì ospita le gesta di questo manipolo di eroi romantici, disposti a tutto pur di ritrovarsi per quell’oretta e mostrare al mondo quello che ognuno di loro sa nel proprio intimo: che quei pipponi, quando sono uniti, non possono perdere.

Non chiedetevi perché. E' così, sappiatelo.

E di questa verità, ieri sera, se n’è avuta l’ennesima riprova.

Sul campo del Mohammed Atta Colosseum sono scesi più o meno tutti i Teatranti, in occasione del “Memorial Plotino”. Le squadre non erano state fatte, le formazioni erano ancora segrete, e negli spogliatoi, tra una saponetta che cade e qualche flatulenza di troppo, il Capitano ha proposto: “Perché non facciamo una sfida tra Teatranti Originali e Nuovi Arrivi?”.

20 paia di occhi che si guardano intorno. L’idea solletica i palati. Perché non risolverla qui, come all’OK Corral?

E così è stato.

Da una parte Bebo, Plotino, Serusuke, Vasco e Leo; dall’altra il Fiordello, Ivanhoe, Humbert, Tarzan Tanzini e Cesc Fabrezack, uno che la maglia del Teatro non l’ha mai vestita (e che difficilmente la rimetterà, seddiovole).

Sugli spalti la tensione era palpabile. Non un fiato, non un sospiro. “Solo il Teatro dei giovani può distruggere la gloria degli padri, in un’edipica, epica, sfida”, parevano dire quei silenzi.

E quel silenzio, invece, è diventato tempesta. Tempesta che ha rovesciato il tempo, che ha risvegliato le sinapsi ed ha indurito i muscoli dei Vecchi Leoni ed ha fiaccato le membra dei ragazzi.

E Leo, che ha sbagliato i primi 7-8 appoggi facili facili si è traformato in mattatore, mentre Bebo ha chiuso le porte agli attacchi nemici, ha ricucito ed ha costruito.

Ed i gol sono venuti giù a grappoli, figli di scambi rapidi e precisi, di interdizioni rocciose e puntuali, di passaggi millimetrici ed illuminanti.

14 a 5. Quattordici a Cinque.

La Verità è questa.


PAGELLONE

The Originals

Bebo: Interdizione, precisione, abnegazione, concentrazione. Detta ancora una volta la via. Ancora una volta il Teatro lo segue. 8

Serusuke: il bomber storico del Teatro non smarrisce la strada della porta e affonda i colpi nella tenera carne dei giovani teatranti. Quattro reti ed una costante, minacciosa, presenza sulla fascia sinistra. 8,5

Vasco: Due mesi di stop. Non è cambiato niente. Quel piede “po esse fero e po esse piuma”. Potenza e genio. Tre gol, un altro annullato ed un palo colpito con un destro terribile. 8

Leo: L’inizio è disastroso, sembra spossato. Poi si illumina e mette dentro quattro fischioni di rara difficoltà, serve assist e, come se non bastasse, sbuffa e insegue chiunque. Il vero mattatore. 9

Plotino: Quando indossa questa maglia niente gli fa paura. Si traveste ancora una volta da Plotinì e delizia i palati più fini della esigentissima curva bianconeruta con lanci, tocchi di fino e conclusioni fulminee. Ed il miglior punteggio al contapassi. 8,5

The New Breed

Fiordello: Cerca di mettere il suo mestiere al servizio del team, ma presto si infiacchisce e perde precisione nelle conclusioni. I tunnel a Seru non bastano. 5

Ivanhoe: Il fuoriclasse fatica, deve correre per 3 e poi imbastire, ricucire e contrastare, ma viene isolato sapientemente e, pian piano, si spegne, smoccolando. 7,5

Tarzan Tanzini: Parte col botto, segnando presto, ma poi perde la verve, il fiato, il treno. 5,5

Humbert: Ci prova con la solita fisicità straripante, ad opporsi agli attacchi del Teatro, ma quei vecchi marpioni lo aggirano, lo mandano a vuoto con passaggi maligni e poi lo matano quando non è più in grado di difendersi. Uno degli ultimi ad arrendersi, comunque, anche nelle discussioni del terzo tempo. 6,5

Cesc FabreZack: Abituato ai ritmi blandi del Barcellona, viene proiettato nella realtà pirotecnica del calcio teatrante. E’ giovane ed ha belle intuizioni, ma ne ha da magnà de pane e pannelle… 5

martedì 7 settembre 2010

pagellone, Non Expedit

Ritorno al Mohammed Atta Stadium per la prima di campionato. E si parte subito bene; o male. Insomma, bene o male si parte.
Dalla Gallura, con la pancia gonfia di gullurgiones, il coach dirama convocazioni e bolla papale, non expedit, non conviene giocare bene, non conviene scrivere pagellone. E riesce nell'intento, ordinando a Bove di fingere una malattia all'ultimo momento, per lasciare i finanzierotti in quattro (tre in realtà, con l'innesto del generosissimo Umberto, costretto al cambio di maglia dal padrino Bebo Provenzano, prima di più corretta conta). Ogni schema viene a saltare dunque, e la partita ha il sapore di accanita sulla spiaggia; a suggellare la derubricazione dell'incontro, nonostante gli spalti gremiti come mai nella storia del Teatro, la conseguente assenza di terzotempo; tutto il pesce lo teniamo da parte per lunedì prossimo. Qualche nota a margine:


Ivano sembra l'ariete per sfondare le linee nemiche, molto vicino alla forma ottimale
Leo muggisce, o barrisce-non abbiamo capito- come nei periodi migliori, macinando la sua mezza maratona settimanale. Trova anche il pallone, stasera, e gli chiede: "scusi, ci conosciamo?"
Bebo, anche lui temiamo che sia al meglio della condizione atletica... speriamo ci smentisca presto; o tardi. Senza Giovanninolarussa, e nemmeno Bruno, la sua vis polemica pare spuntata, non ha appigli.: gli tocca giocare!
Serusuke giochicchia in suppless, buttando in rete una cinquina di palloni pregevoli, tra cui diversi così di misura che, come sottolinea Umberto, sarebbero andati persi sul fondo come quelli di Pasquale, in una partita dai toni più tirati.
Luca tenta imitare un tracciante di Seru, che nel primo tempo beffava difesa e portiere avversari quasi da calcio d'angolo, e in effetti segna un goal da posizione quasi impossibile ; infatti, Leo resta impietrito. Si, avete capito bene: nella nostra porta. Ma a suo merito va riconosciuto di aver riempito una curva di Fiordello-boys.
Umberto, costretto a schierarsi con i caini, fa da cursore della bandaccia, risultando il polmone più tonico della formazione; anche l'unico, diremmo. E, ebbene sì, si scopre tiratore! un privilegio, poterlo schierare sulla magica panchina del Teatro.
Insomma, un buon allenamento, rigore gastronomico, le migliori premesse per l'apertura ufficiale delle attività, quelle digestive; dalla settimana prossima.

mercoledì 4 agosto 2010

apoteosi finale, 3tempo n. 48

La stagione si chiude, e si chiude in bellezza, con il verdetto sui campi di battaglia, verrdetto al quale i tifosi sono ormai abituati: VITTORIA SCHIACCIANTE.
La squadra ha trovato il suo assetto definitivo, il suo nuovo coach, i movimenti, i gol, tutto. I finanzieri stanno sotto, vicini, credono di poter risalire la china; ma il teatro gioca come il gatto col topo, e i Pasquale boys nulla possono.
Il pagellone prevede solo massimi voti:
Mine Vaganti: come al solito ottimo corridore a tutto campo, dà fastidio a tutti, in tutte le azioni, se lui passa di là il gioco non può essere ricostruito, un genio guastatore. E alla fine i caini si devono arrendere al suo pressing, e issano bandiera bianca. Peccato che i suoi piedi e il pallone non si siano accorti di essere sullo stesso campo. 7
Fermoimmagine: coadiuvato da scarpini nuovi fiammanti, gli unici del negozio che non fossero in saldo di fine stagione, il nostro capitano oggi non è nemmeno la moviola del Fiordello, giace alla ricerca di un buon motivo per non essere ancora a tavola. E non lo trova. Come si faccia a vincere avendo in squadra uno così è un mistero; ma finché non lo risolviamo, ci tocca portarcelo dietro! 7
Cuoreppiedi: si rende indispensabile anche nell'unico ruolo in cui ancora non lo era: a tavola, con due-dico-due fiale di Havana Club. 9
Cuorebbasta: la corsa, i tagli, i tiri in porta, le coperture, senza l'assillo del moccolo toscoumbro tutto gli riesce facile e fluido. Pecca solo di egoismo nei confronti di Mine Vaganti, ignorandolo un paio di volte sotto porta; ma solo perché aveva capito che stasera proprio non c'era verso di fargli inquadrare i pali. 7
Tiratore Scelto: Vestita la gloriosa maglia nerobiancuta, incoronato neo-coach in campo, ecco il vero eroe della serata: lui sì che ha un dolore alla gamba, ma zoppica e gioca senza un lamento, non se ne va a fare pucci-pucci con l'amichetto; lui sì che segna gol pesanti (in tutte e due le porte); lui sì che ha senso di gioco, si impegna senza pretendere la palla, e gode della fiducia dei compagni. Unico atto meschino, l'arruffianamento con gli ex compagni nello spogliatoio. Ma vestire la maglia del Teatro può dare le vertigini . 7++++

Anche il terzo tempo è da epopea, la summa dello spirito ignorante e godereccio di questa mitica compagine.
E quindi:
antipasto a base di mojito peso e fiori di zucca fritti, semplici e ripieni;
Carbonara con la 'nduja! gloria eterna per l'ebbro errante!
Cocomerata finale.
Andate in pace, potete fare il bagno ora!

lunedì 26 luglio 2010

Pagellone Operativo del 19.07.2010 (e convocazioni)

Bando alle ciance, ai lazzi e ai frizzi (e pure a mazzi e cazzi).
Il Coach torna, e debella Finanza Creativa e 'Ndrangheta.
Ora i soliti soloni sono sistemati.
Dopo 4 settimane di sconfitte senza soluzione di continuità, e con una formazione teatrante che gira i titolari senza trovar, però, il bandolo della matassa, ecco l'uovo di Colombo: torna il Coach ed è subito 12 a 3 (per noi).
Finiscono i discorsi su chi corre di più, su chi tocca meglio il pallone, su chi comprende meglio il flusso di gioco e tutte queste simpatiche amenità.
A parlare è stato il campo, ed ai critici rimane solo da discutere su calippi e bira.
L'evoluzione del gioco si può spiegare in tre parole: datela a Lui.
Poi il gioco si apre, funzionano le sovrapposizioni, si tira da posizioni comode. Grazie al cazzo.
Partita senza storia, comunque.

PAGELLONE

Bebo (C): Il Capitano corricchia, ma la sciabola è sempre affilata. Ne fanno le spese i Canarini, che raccolgono 5 palloni che il Bomber di Sacrofano gli infila in rete. 7,5

Serusuke: Anche l'Alan Ford di Città Giardino (cit.) non si tira indietro quando si tra d'affondare il coltello nelle maglie larghe della difesa caina. 4 centri (e mezzo, perchè un gol assegnato al Capitano è a metà col vecchio Seru) e un buon dinamismo. 7,5

Vasco: La Luce. 3 fischioni, attacco e difesa. 8

Fiordello: Il puntero che non segna. Il centravanti boa alla Hidegkuti, che smista per gli inserimenti dei compagni. 7

Ivanhoe: Il Coach lo vuole in difesa e lui, non senza qualche mugugno, accetta. Il Giovane Talento deve capire che è lì che la sua velocità può fare la differenza. Partendo da dietro, con la sua velocità e la sua potenza di sparo, diventa immarcabile (ed assicura anche la consueta, eccellente, copertura). Non segna, ma fa segnare (e sognare). 8

terzo tempo ULTIMO n.47

Terzo tempo di oggi? noone, ho detto che quello di lunedì scorso era l'ultimo.
l'ultimo dei coach ancora non pubblica il resoconto dell'ultima mattanza, per nascondere l'ultima prova sul campo molle come una gelatina all'arancia di Gaia, e non rendere merito all'ultima prestazione di Serusuke contrassegnata da sua gragnola personale di goalsss nonché fusione del contapassi.
Nella nostra infinita magnanimità noi lo perdoniamo, e anzi ci fa piacere che ogni tanto il nostro bambinone toscoumbromarchigiano si sgranchisca un po' giocando a guardia e ladri.
Però non possiamo lasciare nel vago l'ultimo terzotempo sontuoso con cui l'ebbro errante ha ancora una volta omaggiato i presenti; tutti cioè.
E allora, attingendo al suo archivio fotografico personale, ecco comparire, dopo antipasto campano-cubano a base di mojito e mozzarella di bufala,
dodici chili di insalata di riso e farro, con ognibendiddio dentro, tranne il tonno, che pure ci stava bene, per gli stomacucci delicati e sensibili al pesce;
quindi, data l'afa della serata che aveva provocato ristagno di umidità nella testa di diversi giocatori,
ancora un tripudio di melone al porto
a rinfrescare il gargarozzo.

mercoledì 14 luglio 2010

ultimo terzo tempo, n. 46

Si va in ferie, chiude una stagione, chiude la cucina, buone vacanze, baci e abbracci.
Sì, ma...
si, ma ora chi glielo racconta al coach? il quale, imbolzito dopo il ritiro tosco-umbro, ma con il nuovo record alla Wii (in realtà glielo ha fatto Gaia), sta per tornare baldanzoso alla capitale, certo di tornare a smoccolare sereno per il Mohammed Atta Stadium. Peccato...
Peccato però che i suoi insigni colleghi, felici di aver strappato un risultatino con l'imbroglio in campo, tentano di laurearsi camioni d'estate con l'unico metodo che conoscono: la truffa! Così, dopo aver taroccato l'ultimo punteggio in campo, fanno il vento, annunciano di non riuscire a presentarsi in campo lunedì prossimo, causa intervento in forze per sgominare Batman, Robin e Joker (tanto lo sappiamo che le operazioni vere le fanno tutte i carabbinieri!!!) Per questo, e non per la generosità dei teatranti tutti e del cuoco errante in particolare, si rischia che sia l'ultimo terzo tempo. Ultimo, della stagione, s'intende. Comunque, il menù ha previsto:
per Fiordello, lesso e bollito, come lui
per Leo, orecchiette ai tordi, fucilati come i suoi piedi
per Ivano, rognone e fegato, quello che s'è magnato in campo
per Serusuke, olio di gomito (e di ginocchia), quello profuso invano
per Umberto, tutta birra, perché tutta quella che non ci mette in campo la porta a tavola.
per la cronaca, il desco ha visto servirsi in ordine: mojito con crostini alla crema di pecorino - orecchiette pesce spada e menta - torta rustica ai peperoni (Fiordello e Leo hanno dato forfait, lascio il commento al capitano) - melone al porto - birre artigianali e Peroni classiche

martedì 6 luglio 2010

ancora terzo tempo, n.45

Questo blog, più che gaio, è popolato come le pagine della Strada di McCormac: praticamente, nun se vede anima viva. Ma nel campo devastato, quando i caini si presentano, l'anima del Teatro torna a svettare come la bandiera sulpennone più alto. Le prestazioni, anche sopra i 30° di temperatura, talmente spumeggianti che il contapassi continua a farla da padrone. Arrivando a spiegare come fosse stato possibile che Tarzan Tanzini avesse corso più di Ivano e Serusuke. Enfatti ieri l'esito ha visto Leo il più fermo, Bebo il più dinamico (!!!) seguito a pochi passi da Fiordello (aho!!! hai capito? ho detto FIORDELLO, appena rientrato da operazione e dimagrito di 15 grammi!!). Il capitano ha esagerato, così è stato così plateale che ha dovuto fornire la spiegazione: lettosi puntigliosamente le istruzioni, il nostro azzeccagarbugli ha trovato un cavillo degno dello studio di Ghedini, e ha appuntato il contapassi sullo scoglio sinistro del bacino, esattamente dove ogni respiro, ogni moccolo, anche durante il turno in porta, viene tramutato in preziosi passi in avanti. Ohhh, ebbravo: mo' però i conti si faranno lunedì prossimo, quando tutti posizioneranno l'apposito marchingegno nel punto G(iusto). Allora si aprirà un nuovo capitolo dell'era della misurazione estrema.
Pagellone, pressoché inutile: tutti bravi, abbastanza dinamici, buoni incroci, poche cazzate, pochissimi cristoni data l'assenza del Coach, a cui il Teatro intero invia per cinghiale viaggiatore gli auguri che merita, e l'invito a farsi festeggiare ancora un paio di turni a Pieve.
Chi ha vinto? oddio che curiosità degna di Novella2000, il gioco l'ha fatto il Teatro, i gol i finanzieri, pochi di più comunque. Marcatori della serata Serusuke e Bebo; che meritano dunque mezzo punto in più rispetto al 6+ politico della squadra.A cena il capitano ha fatto il capitano, bussando coi piedi e portando boccia da 2l di birra artigianata nonché cassettata di acqua tonica per i prossimi venti giri di mojito. Poi il cuoco, reduce dalla tourné in sardegna, apriva le danze con bruschette alla crema di formaggio, ignorante quanto compare Turiddu, ma buona vera; a seguire tortiglioni al pesto di zucchine, roba da palati estivi e fini come quello di Fiordello, che dopo 50 giorni di latitanza invece che coi piedi aveva però con entrambe le mani. E sorbetto al limone per concludere in freschezza.