venerdì 7 marzo 2014

Codice Etilico - Pagellone del 3 marzo 2014

Prima o poi doveva succedere.
Questa deriva astemista del Teatro doveva essere arrestata.
Possibile che, nonostante gli sforzi, una bottiglia de vino basti e avanzi?
Possibile che finezze come sake caldo, bombardino, Vov, siano ormai relegate e declinate al passato?
E chi, meglio del Coach, poteva, tanto per cambiare, cominciare ad elargire un energico "alt" (#tedicofermate) a questa frociaggine diffusa?
E chi poteva essere il capro espiatorio, il degno esempio della durezza coachiana, se non il nostro simbolo immortale (#CapitanPassato)?
Colpirne uno per educarne 4?

Così sia.
Bebo, quindi, paga con l'epurazione la mancanza di mordente della squadra nel terzo tempo.
A chi dice che altri Teatranti meriterebbero lo stesso trattamento (vgs. Fiordello), il nostro Padre-Padrone ha risposto:" Ma l'avete visto il Fiordello? Io gli toglierei anche l'acqua!".
(#soldatinodefebbredacavallo).
Al posto di Capitan Passato viene infatti convocato l'unico uomo teatrabile, per ragioni anagrafiche, della Finanza Creativa: Attila.
Il cain virgulto fatica inizialmente ad entrare nei complessi schemi del Teatro, ma poi si assuefà e sforna una prestazione monstre, arricchita da una serie di dribbling da leccarsi le orecchie. (#quaresmadenoantri).
Il Teatro paga lo squilibrio con il solito gol subito nei primi dodici secondi, ma poi si riassesta e infila una serie di pregiatissime segnature equamente divise tra i nostri campioni.
Si arriva fino al 6 a 2 per noi. Finita? Magari! (#mancoperilcazzo).
Ci rimontano fino al 6 a 5, con il Coach che piano piano aumenta il tono delle bestemmie, fino ad arrivare al livello "sirena del traghetto", incurante della presenza dei bimbi sugli spalti (#donmilanimespicciacasa).
Col pepe al culo ci riprendiamo e chiudiamo il match sull'8 a 6. Me pare.
Comunque #pijatevelainderculo.

PAGELLONE

Seru (C): Il Capitano di giornata ci rifiuta il terzo tempo, ormai sconfortate per le nostre ultime prestazioni al desco, ma non si tira indietro sul campo. Ordinato e sincero. 7

Vasco: E' abbastanza in debito d'ossigeno, ma è sempre un baluardo insuperabile per la Caina, che si infrange sulla sua monolitica presenza. 7

Fiordello: Anche il Fiordello sfodera una prestazione di sostanza: non chiedetegli di rientrare, o di chiudere, ma con mestiere e astuzia, riesce a rendere più difficile la vita agli avversari. 7

Er Tassinaro: Duilio viaggia a folate, ma si mantiene preciso e affidabile sottoporta. 7

Attila: Il giovane della cantera finanziera si rivela duttile e ordinato oltre ogni previsione: si piazza davanti e fornisce assist e conclusioni insidiose, oltre alla solita dose di dribbling inarrestabili. Rinato! 7

mercoledì 19 febbraio 2014

Apollo credici - Pagellone di lunedì 17.02.2014


Non so a voi, ma a me il match di lunedì ha fatto venire in mente qualcosa.
C’era qualcosa, nello svolgimento degli eventi, che mi ha richiamato alla mente una sceneggiatura già vista; ho avuto una sensazione di deja-vu, fastidiosa e disturbante, che solo dopo un paio di giorni di riflessione sono riuscito ad inquadrare.
L’andamento della partita di lunedì ricalca in maniera precisa il plot di un capolavoro della cinematografia moderna, una fonte di ispirazione e stimolo per le menti più illuminate della nostra era: Rocky IV.
O, meglio, la prima parte di Rocky IV, quella che riguarda lo scontro tra Apollo Creed e Ivan Drago.
Ecco, se lo avete visto capite a cosa mi sto riferendo.
La Finanza Creativa si è presentata in campo con la spocchia di Apollo Creed, con gli effetti scenici di Totò Insigne che sostituivano la banda di James Brown;
Poi hanno cominciato a mostrare le rapidità di gambe e la solita velocità di esecuzione, che ha inizialmente disorientato i nostri rocciosi atleti bianconeruti, irretiti dalla girandola di pantomime, di movimenti inconsulti, di balletti cinesi messi in mostra dai caini per confondere le acque e mascherare le loro lacune tecnico-tattiche.
E così, in poco tempo, Pasqualone e i suoi si sono portati fino al rassicurante punteggio di 8 a 3.
I Nostri non ci stavano capendo un cazzo, inebetiti dalla sceneggiata napoletana tirata su dalla Finanza Creativa.
Se vi ricordate, a questo punto, nel filmone, sapientemente diretto dal grande Sylvester Stallone, il possente pugilatore sovietico viene risvegliato dall’urlo del Coach Michael Pataki, che gli grida un epico “Dragooooooooooo!!!!!!!!!!”.
Da lì in poi, cominciava la cavalcata del gigante russo che iniziava a bombardare di mazzate il capitalista Apollo, fino al crollo ed al decesso.
La stessa cosa è successa lunedì.
Il nostro Coach s’è incazzato come un orango ed ha cominciato a bestemmiare in tutti i dialetti e le lingue d’Italia (lingue morte incluse): da lì, la sveglia.
E la sveglia, i caini, l’hanno presa davvero, perché con una serie di azioni poderose, i Nostri hanno rovesciato l’andamento del match.
Tutto quello che non ha funzionato nella prima parte del match ha cominciato a girare alla perfezione.
Si è rivista quella fluidità di manovra, quell’ariosità, quella concentrazione che ha sempre contraddistinto i momenti più luminosi della storia del Teatro.
I Caini hanno cominciato a perdere fiducia, poi sono affiorati gli screzi intestini, infine quei maledetti hanno implorato Hamidi di porre fine alla loro sofferenza. E il buon muezzin ha fischiato la fine, appena prima del destro finale che avrebbe sancito la morte sportiva della Finanza Creativa.
8 pari, è finita, ma la vittoria morale è tutta nostra!

PAGELLONE:
Bebo (C): Il Capitano ha traccheggiato per tutto il primo tempo, poi si è ritirato alla chetichella negli spogliatoi e quando è rientrato in campo era un altro uomo. Che abbia fatto uso delle stesse sostanze che vengono iniettate a Dolph Lundgren nel film? Alcuni testimoni oculari giurano che Bebo, però, se l’è fatte inserire per via rettale. 7

Serusuke: Il buon Seru mantiene un andamento costante (lento, per carità) durante il match, e sostiene con la solita abnegazione lo sviluppo sulla fascia sinistra, ma si macchia della colpa di mangiarsi il gol della vittoria, con un sinistro da distanza ravvicinata che spedisce sopra la traversa. Rimedia con un terzo tempo di grandissimo respiro. 7

Vasco: Spremuto, cerca di sdoppiarsi tra la fase di tamponamento e quella di costruzione, ma finisce spompato. Segna un’autorete da cineteca. 6

Fiordello: Il talento di Tor Tre Teste sfoggia i soliti colpi di classe cristallina, alternati alle solite cappelle. Speriamo che prima dei 50 anni riesca a mettere a fuoco tutte le sue qualità, limitando i colpi di testa. Se ce la fa lui, c’è speranza anche per Cassano e Balotelli. 6,5

Er Tassinaro: Il pistone della fascia destra si presenta in ottima condizione e ara la fascia destra, mettendo a segno anche qualche rete di pregevole fattura. 7,5

mercoledì 22 gennaio 2014

I Quit! - Pagellone del 20.01.2014

Nessuno, ormai, credeva sarebbe mai arrivato questo momento, ma, contro ogni pronostico, lunedì scorso si è verificato un fatto eclatante: proprio durante un match amichevole tra Teatro Caina (Bebo, Serusuke, Alberto el Chino, Pasqualone e Attila) e Atletico Municipal (Vasco, il Fiordello, er Tassinaro e i dioscuri: Edo Branco e LeleChico), il Coach, che chiamava gli schemi dalla panchina (unificata per l'occasione) ha gettato la spugna.
Al 28° del primo tempo ha spaccato il tablet al suolo e, bestemmiando come Germano Mosconi buonanima, ha lasciato il campo mentre nel Mohamed Atta Colosseum scendeva il silenzio.
Ebbene sì, il simbolo della irriducibilità, il "Duro tra i Duri", "Pugno di ferro in guanto di granito" ha abbandonato il comando.
Ai pochi cronisti che hanno avuto l'ardire di avvicinarsi, prima di incenerirli con uno sguardo di fuoco, il Conducator ha urlato, mentre si muoveva con passo deciso verso gli spogliatoi:
"Non ce la faccio più a vedere questo scempio: lo sport che io ho elevato ad arte, gettato nel fango e vilipeso. Andatevenetuttiaffanculoporcamad....".
E qui ci sono stati un paio di minuti di silenzio, anche perchè non si è ben capito come finisse la frase, visto che il Coach aveva già imboccato il sottopassaggio.
E dire che la partita si stava sviluppando in maniera coerente, con il Teatro Caina meglio organizzato, più giovane e più in condizione, ed anche più tecnico, mentre l'Atletico Municipal aveva dalla sua solo l'immensa classe di Vasco.
Quindi eravamo sul pareggio.
Ma evidentemente qualcosa non è andato già al notoriamente incontentabile Lider Barbuto.
Cosa sarà stato a fare inquietare fino a questo punto il Nostro Luminoso Signore?
La simulazione di Pasqualone, acclamato come maestro persino da Balotelli?
I falli di Bebo, novello Pasquale Bruno?
La panza del Fiordello, che ha fatto strabuzzare gli occhi anche a Ronaldo e Adriano dopo il cenone di Natale?
La dribblomania di Attilio, emulo di Denilson (il giocatore più odiato dal nostro Guru)?
Pare ai beninformati, però, che il fatto che Edo e Chico non abbiano passato mai un cazzo di pallone e si siano messi in attacco senza mai rientrare, se non per mettersi a commentare con la simpatia di Statler e Waldorf, abbia, più di ogni altra cosa, irritato l'indole gentile del Coach, fino al patatrac che vi abbiamo descritto.
Resta da dire, per quelli a cui interessano i numeri, che il match si è concluso col punteggio finale di 7 a 7. Risultato tutto sommato, giusto.

PAGELLONE

TEATRO CAINA

Bebo (C): Ottima prestazione del nostro solito grande guerriero. Palla o gamba, con lui non si passa, e poi gestisce bene anche la fase offensiva. 7,5

Serusuke: Mezzo voto in meno per la foto subita nel turno in porta da Vasco. (Ora hai capito cosa vuol dire "pressing"?). Per il resto una bella figura, compatto ed ordinato. 6,5

Alberto "el Chino": Uomo di sostanza della Caina, guida la difesa come Dan Petrescu. Rapido nei capovolgimenti di campo. 7

Pasqualone: Il talento di Casagiove si mette spesso in mostra, ma cerca troppo la giocata e qualche volta eccede nel cercare il contatto. Ma la classe è purissima. 7

Attila: Old but Gold, il buon Attila non si scompone mai ma non brilla, forse perchè le pozzanghere lo rallentano nel dribbling, che è più o meno l'unica cosa che gli va di fare. 6

ATLETICO MUNICIPAL

Vasco (C): Il capitano trascina la squadra con un match di altissima abnegazione: tappa le falle e riparte, fino allo sfinimento. 3 gol ne impreziosiscono la serata. 8

il Fiordello: Grandissimo match del Fiordello, che cerca di dare ordine nella bagarre dell'Atletico Municipal di lunedì. Gestisce i ritmi e smista palloni, non disdegnando il tiro da fuori. Poi cede e va in porta. 7,5

Er Tassinaro: Duilio sfoggia un match di consistenza silenziosa. Due gol e tanta garra. 7

Chico e Edo: per quello che valeva, potevano giocare anche nel salotto di casa loro. Tanto il numero di palloni che ci avrebbero passato sarebbe stato lo stesso. S.V.

martedì 14 gennaio 2014

pagellone tradizionale

se l'Italia si regge ancora in piedi, lo sappiamo bene, si deve al mantenimento delle sue tradizioni; il culatello di zibello, il sagrantino di Montefalco, il passito di Pantelleria, tutti i prodotti legati alla tradizione vanno protetti perché danno un'immagine certa, sulla quale noi stessi e gli stranieri sappiamo di poter contare.
I tutori dell'ordine dovrebbero essere i primi a esserne consapevoli e, da bravi conservatori, favorire la conservazione di quello che da sempre è così.
Ieri sera la Caina ha invece tentato di invertire l'ordine cosmico delle cose, rischiando di creare un effetto a catena devastante, in grado di compromettere l'equilibrio del paese per tutto l'anno appena cominciato.
Eppure si sa.
Si sa che da sempre, la prima partita di gennaio non è in discussione, la vince il Teatro, punto.
Ecco però che un moto di ribellione serpeggia tra i gialloverdi e, senza nemmeno addurre scuse quanto meno simboliche, e approfittando di un controllo allentato da parte del coach barbuto, tentano di sparigliare il 2014 schierando immediatamente Marazico.
Non solo, ma lo fanno pure arrivare in ritardo, per distruggere i nervi dell'avversario. Infatti il buon Vincenzo si perde; forse è la prima volta che viene al Moatta Stadium? no. Magari è la prima volta che viene senza foglio rosa e, neopatentato ha smarrito la retta via.
Fatto sta che la partita, quella vera, comincia con 20 minuti di ritardo.
E' però subito purga: sotto la sapiente regia difensiva del Capitano, e la ancor più fondamentale regia dell'insigne Totò, le pedine teatranti trovano ciascuna la propria posizione ottimale, e la difesa avversaria subisce dal primo all'ultimo minuto, imbarcando come un canotto a largo di Lampedusa.
risultato mai in discussione, finale 6-2.
La tradizione è stata rispettata. Applausi, doccia.
 
pagellone
Fiordello: è l'uomo che gli avversari non si aspettavano: si carica di cotechino fino a un quarto d'ora dall'inizio dell'incontro e tanto basta a permettergli di occupare praticamente tutta l'area di porta. Per segnare, i caini lo devono sbullonare dalla riga bianca, ma gli riesce di sollevarlo solo un paio di volte. Sornione come al solito, rischia pure la marcatura su una sua discesa devastante quanto inaspettata. Baluardo. 7
Bebo: si fa tutore della tradizione, interprete della traduzione (in partenopeo) e cagnaccio della difesa da non far rimpiangere il mastino Bedo, facendosi scappare Marazico un numero di volte equivalente a mai. Roccioso. 9-
Serusuke: l'urlo di Seru terrorizza anche la finanza. Partita che rasenta la perfezzione (come l'ortografia) segna, fa segnare, protegge la porta, pure quando fa la doccia è uno spettacolo. Alla fine gli scoppia il polmone artificiale e rimane gli ultimi dieci minuti come un diabetico senza bustina di zucchero. Ma il risultato è ormai blindato. Evergreen. 8+
Duilio: sta studiando per prendere il patentino da coach, e per ora ha sviluppato principalmente le doti di moccolatore. Oltre a Seru, praticamente inattaccabile stasera, si accanisce su un incolpevole Tanzo, servito poco e male, ma dal quale pretende tanto. Meno lucido di altre volte in attacco, compensa con i recuperi in difesa, dove aiuta in modo sostanzioso il capitano nel contenere l'esuberanza del pibe de ... (de dove è el pibe? Caserta? aggiornare dati su file). Cagnaccio. 6 e 1/2
Tanzo: per cosa paghiamo il Tanzo? per muoversi lungo la linea dei treqquarti avversaria, far salire la squadra, smistare palloni e al momento giusto girarsi e tirare. Fa tutto il compitino, e ogni tanto dà anche una mano in difesa. Puntuale. 7++
In nome delle tradizioni di inizio anno, si è sentita la mancanza del wurstelone toscoumbro. Ma contiamo di averlo presto con noi. Per il terzo tempo. Procurate alcolici adatti al vin brulè.
 

venerdì 29 novembre 2013

Il Teatro non decade! - Pagellone del 25.11.2013

Uno scenario già visto: quando una voce di Libertà si alza coraggiosamente per rivendicare il diritto all'autodeterminazione fiscale, all'evasione consapevole, alla libera circolazione del denaro (specialmente verso i paradisi fiscali, che proprio perché paradisi non possono essere visti con un'accezione negativa) ecco che gli sgherri di questo Stato di Polizia Tributaria, di grigio-verde vestiti, cercano di soffocare questa legittima aspirazione alla giustizia ed alla libertà.
Ed eccoli, infatti, i sicari di Equitalia, i bravacci di Attilio Befera, davanti Palazzo Grazioli così come sul sintetico del Mohammed Atta Colosseum, pronti a imprigionare in una rete la voglia di rivalsa di un'Italia intera, che ripudia l'euro e schifa le tasse (e le scie chimiche, se è per questo)!
Ma se questa volta pare proprio che l'italico leader c'abbia lasciato gli zampetti, questo non succede dove conta di più: nel consueto monday night tra Finanza Creativa e Teatro Municipal.
Stavolta, però, nelle file bianconerute c'è da registrare un'enorme assenza: il Capitano Bebo, libero professionista e quindi evasore conclamato, ha preferito dare forfait lasciando la fascia al braccio stipendiato del valente Serusuke.
Questo poteva risultare letale per i consolidati equilibri del Teatro Municipal, ma i nostri Eroi non si sono spaventati: l'Amore era con loro e nel nome dell'Amore hanno (quasi) trionfato.
Nella fredda cronaca del match va registrato l'iniziale ed effimero vantaggio dei Caini.
Subito si è azionata la premiatissima coppia di fatto Seru-Vasco: una doppietta per uno (quattro gol di pregevolissima fattura, peraltro) e tutti contenti.
Finita? Manco per il cazzo.
La Caina, complice l'opera di pressione psicologica effettuata sui poveri Fiordello (libero professionista) e sul Tassinaro (chevvelodicoaffà) riescono a recuperare ed addirittura a portarsi sul 5 a 4, con comprensibile spicinio di bestemmioni da parte del Coach.
Ma ecco che la legge del calcio ci mette lo zampino: sbuca l'ex di giornata, Cosimino il cinghiale sannitico, che appone la firma nel gol del definitivo pareggio, con un tiro a voragine che irretisce Paolone, momentaneo portiere caino.

PAGELLONE

Serusuke: Il Capitano di giornata non arretra di un passo e assolve in pieno i suoi compiti di fiero oppositore delle Guardie Rosse Giallo Verdi. Doppietta di lusso. 7,5

Vasco: Scatenato nel bestemmione, freddo quando deve finalizzare. Una sicurezza. 7,5

Fiordello: L'indebita pressione sui suoi registri contabili lo destabilizza e lo porta a commettere inconsueti (?) errori in fase d'appoggio, che costano un'altra trentacinquina di lustri di purgatorio al Coach. 5

Duilio: Anche sul Tassinaro si addensano le nubi della verifica finanziera, ed ecco che sterza, derapa, sbanda e finisce fuori strada. Maledetta Finanza, un'altra vittima sul vostro groppone! 5

Cosimino: Il gagliardo guerriero beneventano scatena la sua furia belluina sui malcapitati rivali di giornata. Segna il gol del definitivo 5 a 5 proprio un secondo prima del triplice fischio finale. Decisivissimo! 7

martedì 19 novembre 2013

Le Termopili Bianconerute! - Pagellone del 18.11.2013

Che sarebbe stata una notte difficile si è capito subito, dalle parole lungimiranti del Coach: "Dobbiamo fare la partita perfetta. E, comunque, non basterà".
La lunghissima striscia di vittorie del Teatro Municipal si sarebbe interrotta, era chiaro (voi non lo sapete, ma la settimana scorsa la Caina ha vinto, ma visto che mancava il Coach il risultato non è stato omologato. Troppo facile, così).
D'altronde Marazico è una sentenza: quando ci sono contemporaneamente lui e Pasqualone la Finanza Creativa, semplicemente, non perde. Gli altri sono di contorno, ma, a parte Totonno Insigne, sanno il fatto loro (Rafa Valvassino è uno che a calcetto ci sa giocare e si sa mettere bene in campo, degno sostituto di Alberto "El Chicca", e Marco Bart è giovane e in forma, e scorrazza senza posa).
L'assenza di Serusuke è pesante, ma la Caina si è mobilitata per non risentirne.
Dalla nostra parte, il buco lasciato dal vice Capitano, vice Coach è stato tappato dall'egregio Don Matteo, pischello di ottima qualità, con l'unico neo di avere l'autonomia del Fiordello. Ottimo, maremma impestata ladra.
Anche il Tassinaro, vista la presenza di Marazico, si è dato piombo, sostituito dal sempre disponibile Tarzan Tanzo.
Basterà? No.
Ma il cuore con il quale i Nostri eroi hanno difeso le Termopili è stato veramente esemplare.
Il match si è messo subito male: prima azione e primo centro dello stramaledetto Marazico.
Il Coach, con la consueta bonomia, ha rinfrancato gli animi: "un piccolo errore può succedere, ora ventre a terra e non cediamo di un millimetro!".
E il Team, come un sol uomo, si è stretto attorno al Capitano, pronto a ribattere punto su punto.
Il Coach, vista la presenza del Tanzo, puntero designato, ha deciso di assegnare la fascia di sinistra al Capitano, quella di destra al funambolico Don Matteo e la difesa al Fiordello. Vasco ruota la posizione, sostituendo il Teatrante che effettua il turno in porta.
Certo, in questo modo Marazico si sarebbe trovato spesso nell'uno contro uno con l'esperto, ma non più velocissimo Fiordello, ma questo era un rischio che dovevamo correre.
E tutto ha funzionato, fino al 3 a 1 per loro, quando Vasco ha messo un pallone da spingere in rete, a porta vuota, sul sinistro del Capitano. Da qui può partire la rimonta teatrale. Da un metro il Fenomeno ha messo fuori.
Questo, purtroppo, ha spento il morale dei Nostri.
Non si può però fare una colpa a Bebo, di questo errore. La garra con la quale ha combattuto gli è valsa il perdono coachiano.
Da qui in poi i Teatranti si sono opposti con sempre minore intensità, precisione, forza.
L'unico che fino all'ultimo ha fatto mulinare le gambe, manco a dirlo, è stato Vasco.
Ma non è bastato: ce ne hanno fatti 300.

PAGELLONE

Bebo: Ha la lancia spuntata, ma lo scudo è ben piantato. Non arretra mai e si batte come un leone, tracciando un solco sulla riga di centrocampo. Invalicabile. Per noi. 7

Vasco: Si presenta in campo già con la lingua lunga. Il fisico è infiacchito, i polmoni sono spompati. Ma il cuore è una pila atomica. Non la alza, quella cazzo di bandiera bianca. Segna un gran gol, mette l'assist da appoggiare al Tanzo, più un paio facili per il Capitano, che, però se li caca. Monumentale. 8

Fiordello: Regge Marazico per mezz'ora. Impresa incredibile. Crolla nella seconda metà, ma ha fatto il suo. 6

Tanzo: Munizioni scariche per il Tanzo, che sbaglia tutti i tiri, tranne un unico appoggio, elementare, sull'assistenza di Vasco. Impreciso anche negli appoggi, ma la partita è stata particolarmente frenetica, ed il ritmo cadenzato del Tanzo non ne ha giovato. 6

Don Matteo: il più giovane (ed anche il più tecnico) dei nostri. Mette il suo dribbling al servizio del Team, ma accusa presto un calo di zuccheri. Comunque positivo. 7

martedì 29 ottobre 2013

La lunga marcia del Teatro! Pagellone totale globalissimo

Rieccoci qua, come da scadenze editoriali ignote ai più (ma chiare nel disegno educativo del Coach) a rendervi edotti delle ultime gesta dei nostri campioni.

Chi ha seguito la diretta su Al Arabiya saprà già che il Teatro Municipal ha inanellato 3 vittorie consecutive in queste 2 ultime settimane, e lo ha fatto sfruttando tutte le sue armi.
Il Tassinaro è stato decisivo nel match di 2 settimane fa, quando lo sforzo del Coach era tutto teso ad annullare Pasqualone dal match, e con la sua tripletta il virgulto teatrante ha fatto saltare il banco caino.
Il Capitano, Seru e il Fiordello hanno segnato un gol ciascuno, per dare ai Bianconeruti la vittoria in rimonta.
Giovedì c'è stato anche il match di Coppa delle Ferie col Clan.
Lì decisivo è stato l'apporto di Pasqualone, infiltrato di lusso, che, libero dalla marcatura del Coach ha saputo scatenarsi contro i seppur validissimi arcirivali.
Il Clan si è presentato agguerritissimo, con l'esperienza (diciamo così) dei comandanti di lungo corso Zu Nittu e Zu Piddu che guidava un trio di giovani di fulgide speranze, veramente gagliardi e tosti.
Purtroppo per loro, contro il Teatrone di giovedì tutto questo non è bastato, con Vasco, Seru e il Capitano Bebo degni scudieri (con l'apporto di fisicità del buon Robertone) del Fuoriclasse Casertano che ha messo a segno un epico pokerissimo, per l'8 a 3 finale.
Il Teatro mette una serissima ipoteca per il passaggio del turno, quindi, anche se il ritorno non sarà scontato dato che il tattico Zu Nittu avrà tutto il tempo per analizzare i riflessi filmati e prendere le dovute contromisure per arginare l'avanzata dell'Armata Teatrante.
Nel match di lunedì sera, infine, il Teatro ha cambiato di nuovo volto: con l'assenza del Tassinaro, ai box per problemi orali (ci siamo capiti), il Coach ha dovuto prendere di nuovo la responsabilità della finalizzazione.
E lo ha fatto alla sua maniera: la maniera forte.
I Caini si sono presentati in campo in formazione rimaneggiata, ma hanno presentato un nuovo interessantissimo innesto: da Princeton (NA) Maicol Bredlei!
Il forte centrocampista italo-campano, fresco di marcatura da tre punti nel match con l'Udinese, si è inserito subito nello spartito della Finanza Creativa, sostituendo perfettamente Pasqualone nella gestione delle trame di gioco.
E la sua presenza ha inizialmente messo in difficoltà i Nostri, che sono andati subito sotto.
Vasco ha prontamente pareggiato, ma lo stesso Bredlei ha di nuovo portato avanti i suoi.
In questa sfida di fuoriclasse l'ultima parola era lunga da venire, e così Vasco ha di nuovo pareggiato con una pregevolissima girata spalle alla porta su Paolone, che ha imparato, gratis, cosa vuol dire marcare il Bomber Barbuto.
Le emozioni non sono mai finite, perchè con un paio di cazzate di Seru e del Fiordello i Teatranti spingono di nuovo la Finanza Creativa in Paradiso.
Una percussione di Seru ed una nuova staffilata di Vasco su azione manovrata riportano questo infuocato match in parità.
Qui avviene l'inconcepibile: Vasco sbaglia il primo intervento del suo fantastico match (siamo al 131°), e nel turno in porta papereggia in rete un tiro non irresistibile di Maicol Bredlei: 5 a 4! Il pubblico, strabiliato, non può fare a meno di alzarsi in piedi ed applaudire in segno di rispetto.
Da qui in poi, il match finisce: la Caina ha finito le energie ed i Teatranti dilagano: si sblocca il Tanzo, dopo essersi magnato l'impossibilissimo sotto porta, maramaldeggia il Capitano, si sdilinquisce pure Serusuke!
7 a 5 per noi il risultato finale!
3 su 3 e striscia positiva che diventa veramente importante.
Certo, ci sarà chi dirà che i Caini in questo periodo sono un po' sotto organico, che il Clan non ci batte dal 35° compleanno di Benny e che comunque abbiamo dovuto innestare il "Pibe di Casagiove",  per batterli.
La nostra risposta è una sola:

PAGELLONE GLOBALISSIMO

Bebo: il Capitano è ufficialmente risorto! Rimessa la panza all'interno dei confini di sicurezza, il Lìder si può concentrare sul gioco senza orpelli. La qualità ed il tasso tecnico sono immutati! 7,5

Serusuke: Seru spadroneggia nel match del 21, si arrangia nell'incontro di coppa di giovedì 24, sciabatta ignobilmente lunedì 28. Le consuete amnesie difensive ed in fase di impostazione; la consueta, belluina, gagliardia nelle percussioni palla al piede. Quadrado. Fantastico quando esorta il Coach al silenzio: troppe nozioni da assimilare tutte insieme? 7,5

Vasco: Difensore nel match di lunedì 21, con compiti di marcatura su Pasqualone, ma senza brillare in fase di impostazione e di conclusione. Scialbo nel match di giovedì, quando supporta sterilmente la manovra del Teatro. Megagalattico nel match di lunedì, quando trascina il Teatro alla Vittoria. 7

Fiordello: Anche il Fiordello sta tentando la cura Bebo: ha capito che co sta panza nun gnaa sa fa, quindi ha fatto togliere i denti alla forchetta e ha bucato i cucchiai. 6,5 d'incoraggiamento.

Duilio: Gioca un solo match: quello di lunedì 21, ma lo domina. 8

Tanzo: Il Tanzone gioca solo il match di lunedì 28. Oddio, gioca è una parola grossa! Sbaglia quasi tutto, ma almeno si impegna nelle coperture, specialmente nel finale quando i Caini necessitano del colpo finale. Segna un gol a porta vuota dopo essersi mangiato qualunque cosa. 6 di stima.

Pasqualone: Vincitore del reality "Teatrante per un Giorno", corona il suo sogno di indossare la casacca Bianconeruta e lo dimostra sfoggiando una prestazione Marazichesca. 5 reti nel match di Coppa delle Ferie: un esordio da ricordare! 9

Robertinho: Mette il suo fisicaccio al servizio del Teatro, nel match di giovedì col Clan. D'altronde era un pacchetto: o tutt'e due o niente. Se volevamo el Pibe de Casagiove ci dovevamo pure accattare il Razdegan de noantri. Ha comunque fatto il suo. 6,5

venerdì 25 ottobre 2013

ACCATTATEV' U SCAIPPINU RU ZU NITTU!!!

NIKE ZU NITTU


AAAACCCATTATEVI LO SCARPINO NIKE FIRMATO ZU NITTUUUUUUU!!!!

Scusate ma approfitto un attimo dello spazio, dal momento che ieri li avete visti di persona, per reclamizzare i nuovi scarpini Nike modello zu Nittu, firmati proprio da lui in persona (che sarei io).  Disponibili in tutte le taglie e vari colori.  Pagando un cospicuo extra si possono avere anche nei colori della vostra squadra, il ricavato andrebbe tutto a finanziare i nuovi acquisti primavera della mia squadra che avete visto ieri sera: questi vogliono i soldi veri, mica come quel sant'uomo di zu Piddu che lo pago solo a panelle, cazzilli e gelo di mellone...
Come dite?  Se si possono avere anche con la firma di Vascoach?  E chi se li compra poi?

Capite? Non solo prendo un lauto emolumento da giocatore e capitano ma adesso becco anche i soldi delle sponsorizzazioni!  Avete ancora tanto da imparare dal vecchio zu Nittu......

Baciamo le mani, anzi, baciate lo scarpino di zu Nittu!








P.s.= stanno andando a ruba anche grazie ai miei natali: per quei pochi che non lo sanno, sono nato il 25 ottobre, cioè tra Pelè (il 23), Maradona (il 30) e Van Basten (il 31). Non aggiungo altro...

mercoledì 9 ottobre 2013

Teatro for Italy

La Storia narra che quando le nazioni, i popoli, si sono trovato in difficoltà, prossimi al disastro, hanno ricercato un simbolo, una figura eroica, che ne potesse cambiare il destino, che potesse guidare con l’esempio o con la dialettica la rivalsa.
Così è stato per la Cecoslovacchia di Jan Palach, così è stato per Cuba e Che Guevara, così è stato per la Spagna e il Cid Campeador.

Lunedì sera il Teatro Municipal si è candidato ad essere la figura di riferimento per il rilancio dell’Italia: Lunedì sera abbiamo capito che questa nazione, se vuole ripartire, deve abbandonare le vecchie dinamiche nepotistiche e lanciare la nuova sfida meritocratica al mondo globalizzato del ventunesimo secolo, col vessillo del Teatro Municipal come augusta bandiera.
Ed è così che il Teatro ha gettato la stampella, ha abbandonato i parentalismi e si è presentato in campo con la formazione dei Migliori!
Agli ordini del Capitano, il Coach ha presentato in campo Serusuke, Vasco, il Tanzo e Humbert, che con la forza dell’onestà e del merito si sono presi quello che all'Italia spetta per diritto divino: hanno strappato alla bieca formazione meridiocratica della Caina ogni residua speranza di iniquo ed immeritato successo ed hanno riaffermato il diritto dei forti ad affermarsi sui derelitti.
Non c'è stata battaglia, mai.
Fin dalle prime battute si è capito che questa volta le manovre di palazzo non avrebbero consentito nessun losco raggiro, perché fin da subito ognuno dei nostri eroi era stato messo nella condizione di svolgere il compito per il quale era meglio preparato, senza necessità di tutelare delle figure parentali care ai potenti. La cronaca della partita sarebbe veramente sterile e poco interessante perché la partita, in pratica non c’è stata.
Dal 2 a 1, segnato da Pashquale (l'ultimo ad arrendersi dei suoi e marcatore delle uniche due reti caine) l’incontro è stato un monologo teatrale.
Il risultato di 13 a 2 (circa) sta pure stretto ai nostri che hanno assolto con abnegazione e spirito di sacrificio ai compiti del proprio spartito.
La Gloria è stata conseguenza diretta di questa aurea organizzazione.
Evviva l’Italia.
Evviva il Teatro Municipal!

Pagellone

Bebo C: Il Capitano ha ormai pienamente ritrovato la forma dei tempi migliori: segna 4 reti e ne propizia almeno altrettante. E’ pronto per il mondiale in Brasile. 9,5

Serusuke: il buon Seru c’ha il ginocchio ballerino e l’anca sbilenca, ma giammai arretra (manco quando la palla ce l’hanno quegli altri, natodancane). La sua esplosività e la sua abilità nel rubar palla favoriscono i rapidi contropiede sfruttati finalmente ad arte dalle punte bianconerute. Una rete e tanta birra (con l’accisa aumentata, però). 9

Vasco: i guai fisici alle spalle, il Barbuto torna a scorrazzare sulla sua amata fascia destra, anche se anche da punta occasionale se la cava. Due reti, chiusure ed assist. 9

Tanzo: Il Tanzo torna Bomber: addirittura doppio hat-trick, e tanto lavoro di sostanza. 9,5


Humbert: il Tedesco chiude la saracinesca e ai Caini non resta che girare al largo. Tirasse in porta, ogni tanto, sarebbe perfetto. Ma a noi va bene già così. 9,5

martedì 28 maggio 2013

mezzo tonfo moVimento, 5 minuti di tsunami


E’ un periodo che ti distrai un attimo e il moVimento dei cinque subisce un tonfo. Ieri, la formazione nostrana in crollo di adesioni, ha provato ad appoggiarsi alle glorie del Collettivo Parente, ma ha evitato l’estinzione grazie ai sacrifici della vecchia guardia teatrante.
Perdere con un gol di scarto, tipo 12 a 11, non può essere considerato una batosta, ma una difesa onorevole. E’ quello che è successo ieri, a partire dal minuto 6 di gioco. Peccato per quei primi cinque minuti, nei quali la Caina ha buttato in fondo al sacco sette biglie, con una media di un fischione ogni 42 secondi.
Effettivamente la colpa era stata del Fiordello, che aveva chiamato due validi parenti, convincendoli che bastasse muoversi in campo come lui, nessuna parola che riguardasse, che so, una corsetta.
E poi, rivenire su quando i finanzieri in grande spolvero sentono odore di sangue, diventa impresa titanica.
I nostri ci si sono messi, hanno cominciato a macinare e a rispondere sberlone su sberlone, riuscendo a contenere Marazico con un Bebo umile e caparbio, alzando il baricentro con Chico parente (nun s’è smosso dall’area piccola avversaria) giovandosi dei dribbling di un Edo parente ritrovato, dopo la prima mezz’ora in cui non si è mosso; e con il grande dinamismo di Sergio, che a volte era fine a se stesso, altre ha pagato nei ripiegamenti e nella riproposizione in avanti.
Il risultato di un’ora è venti di gioco è dunque il 12+7 – 11 che non ci fa contenti, ma ci irride meno del temuto.

Pagellone
Fiordello: fisso in porta per consentire il gioco dei nostri, quando c’è da metterci la figura lo fa, quando c’è da creare momenti di ilarità pure; il gol più bello subito è una loffia di testa da tre metri tra le gambe. 5+
Duilio: non è nei suoi cenci, nemmeno si incazza. Troppa palestra e poche ripetute a villa Ada, la sazietà da post-derby, oltre agli antibiotici, ne fiaccano lo spirito combattivo che gli conosciamo. 5-
Edo: non si capacita, quasi si offende di fronte a sti pischelli che corrono e dribblano come lui negli anni ’80. Poi si ricorda e ci prova, un tempo era lui il falco in area avversaria, ci mette un po’ di orgoglio e salva la prestazione con rispolverata tigna. 5
Chico: lui tigna ce la mette da prima, e strilli pure. Si contano un paio di passaggi ai compagni in tutta la partita, il doppio del solito e il doppio delle volte che è tornato in copertura. Ma combatte con ferocia e tecnica che nel Teatro si vedevano solo nel Fiordello (correva l’anno 1978). Trova il suo capro espiatorio ideale in Seru, che incita come avesse polmoni e gambe di Briegel nel campionato 1984-85, imputandogli (regolarmente dall’altro lato del campo) di non coprire contemporaneamente su Marazico-Pasquale-Bove, che non lo sai che fanno così??, e poi essere fresco e lucido nel servire la palla in attacco, a lui. Si strappa prima della fine. 6
Serusuke: nei 16 km che corre (glielo riconosce solo Edo) copre tanto, viene infilato tanto e si ripropone tanto, siglando anche tre reti della remuntadina; è in infermeria con distorsione che si è tenuto in silenzio per mancanza di cambi. 6
Bebo: migliore dei suoi, evanescente nella prima fase della partita, addomestica poi prima i parenti, imponendogli una partecipazione più collettiva, poi ingaggiando un duello con Marazico degno di Humbert. 6+
La mancanza di terzo tempo ha offerto un’occasione di recupero di condizione psicofisica che non sappiamo in quanti abbiano colto.


martedì 21 maggio 2013

La difesa del Piave




(Primo comandamento, non desiderare la palla d’altri).

Eravamo alla vigilia di una Caporetto Per il Teatro Municipal. Gli austro-campani avevano la facile opportunità di avanzare, arare, coltivare, e trebbiare gli avversari. Bastava poco, e avrebbero potuto farlo.
Una Caina baldanzosa, gagliarda, solida e irriverente si presenta sulla linea del fronte del Moatta Stadium per affrontare un Teatro in emergenza: orbo del coach (questa era la buona notizia), senza tassinaro, con un Serusuke ancora pieno di azoto e con l’ossigeno al 4%, il capitano ancora senza un grammo di zucchero in grado di attivare una sinapsi (non dico le gambe), Tanzo e Mike alla ricerca dell’antico smalto (per le unghie).
Cosa ci sarebbe voluto a fare carne di porco? Pochissimo. E infatti, la partita sembrava incanalarsi su questo copione. Fiordello, dopo il primo intensissimo turno in porta, era molle come una ricottina fresca di caglio, Marco e Bebo si litigavano il telecomando dalla poltrona comoda nella metà campo avversaria, mentre Marazico giocava al tiro al piccione, disturbato ogni tanto dalle sovrapposizioni di Insigne, o da Pasqualone che reclamava palla.
Serusuke sbuffava e sbavava, ma nessun insulto sembrava in grado di risvegliare ardore e contrasto nei suoi. Però.
Però ai finanzierotti non bastava, dovevano strafare, senza un minimo di cavalleria, di rispetto, né dell’avversario né delle regole basilari che animano gli scontri quasi da quando NOI avevamo l’età LORO: non c’è bisogno di tentare per forza il gol umiliante di tacco, e secondo,  vale più una gamba sana di una palla rubata. Iniziavano quindi ad affondare ogni volta che il Teatro recuperava palla; entrate da dietro, chiamate di Attila da 21metri di distanza (fatte li cazzi tua, no?) mai un’ammissione, i loro interventi giudicati sempre impeccabili. In confronto, i commenti di Vasco sui suoi compagni sembravano obiettivi.
E allora.
Allora basta, questi giocatori saranno delle femminucce con la palla tra i piedi, ma se gliela togli senza chiedere per favore, tirano fuori le loro, di palle. Iniziava quindi una nuova partita, quella che non ci piace, quella per la quale non varrebbe la pena di muoversi da casa: a urli, spintoni e sportellate. Ed ecco le truppe teatranti si rinsaldano sulla linea del Piave, ogni fante diventa gigante, da uomini de panza ci mettono la sostanza. Il più mite Tanzini lancia un terrificante grido di battaglia che manco Bruce Lee, il Capitano riprende i suoi galloni, il Fiordello, evanescente fino a quel momento, si erge a diga: sempre immobile, ma larga e ferma. Il risultato non è in discussione, ma colpo su colpo si passa dall’11-3 all’11-8, grazie in particolare all’intesa Tessitore-Insigne, che fa da filtro con tanti buchi come quello di una moca. A quel punto la Caina sussulta, si disunisce, ma Pasquale ritrova la lucidità sufficiente per  contenere l’agonismo dei giovani-dentro, con lo schema più collaudato: palla lunga dalla difesa in avanti, dove la raccatta Marazico; fa una tale quantità di finte da lasciare Fiordello completamente disorientato a pensare: ma che cazzo si agita sto pischello, che me movo quanto Marcaurelio ar Campidojo. Gliene prende pure un paio, ma la maggior parte entra nel saccoccio. Risultato finale, 15-9. La linea del Piave rimane salda, in attesa di rinforzi barbuti per il prossimo scontro.
Pagellino austro-campani
Attila: è ufficiale, ha rotto il cazzo! Va bene la battuta simpatica, ma ogni tanto basta anche restare zitto.4+
Marazico: bravissimo come sempre, ma sulla buona strada per aver rotto il cazzo. Nota per le prossime partite: basta meno, per farci fuori, pregasi ridurre i rischi per stinchi e caviglie. 5
SS Lazio: buon esordio, ma le sforbiciate per recuperare palla, riservarle per il Camp Nou o per il sequel di Shaolin Soccer. 6
Pasquale: fa quasi tutto il suo, ma come veterano della squadra, ci aspettiamo che in assenza di Alberto dia l’esempio per una bava di fair play. Quindi 5
Insigne: lasciamo stare il fair play. Il migliore dei nostri. 8
Pagellone per davvero (e obiettivo)
Mike: ci aspettavamo molto di peggio, invece regge quasi tutta la partita, anche se con qualche amnesia. 7
Bebo: grande tattico, permeabile come la rena di Ostia per 45 minuti, si riserva la baionetta affilata per il corpo a corpo finale. 7
Tanzo: non ritorna nemmeno sotto minaccia di espulsione per diserzione, ma sul finale tira fuori due palle di cuoio stagionato ed è protagonista della manovra offensiva. 7
Seru: dopo tre turni di assenza non ha i polmoni e le gambe di sempre, ma la solita grinta cordiale, con cui incita senza insultare. Tutta la saggezza delle sue decadi. Con una magica sgroppata e tiro incrociato, dà il via alla piccola remuntada. 7
Fiordello: l’avvio è sconfortante, ma i numeri e la stazza ce li ha, e alla lunga, quando il ritmo di gioco raggiunge i 2km/ora,  fa sentire la sua classe. 7

p.s. con grande scorno del coach, il terzo tempo è sospeso finché i femminielli del teatro smettono di comportarsi in modo indecoroso a tavola. Sic.