martedì 13 ottobre 2009

la vendemmia del clan

E così i "giovani" del Clan, fedeli agli impegni dell'autunno, si armavano di tino e si recavano alla vendemmia nei campi di Torraccia, da loro stessi pretesi e ottenuti, date le dimensioni a loro dire ridotte.
L'annata era buona, i filari colmi di gente volenterosa, e il bottino ghiotto:
presto, il raccolto di grappoli di gol riempiva il tino oltre ogni aspettativa.
I piedoni degli avversari continuavano a pigiare e pigiare
i grappoli, il Citofono squillava in continuazione, non si faceva in tempo ad accostare la porta che subito si riapriva per far passare qualche nuovo acino.
Che cos'è che non ha girato nella preparazione dell'incontro con i neri d'avola? forse la loro idea di "pigio" si sarebbe dovuta realizzare con altre compagini più accomodanti...
nessuno se ne riesce a capacitare, perché i cinque omertosi muti rimangono, e un velo di preoccupazione è passato per gli animi dei teatranti. Poi, è prevalsa la saggezza popolare che il teorico Plotino ha statuito tanti e tanti gironi calcistici fa: CAZZI LORO.
Ed eccoci al resoconto dalla parte giusta, quella degli eroi, che hanno costituito ieri l'invincibile armata capace di tutto.
Gli occhi increduli di Fiordello, accorso a saggiare la forma dei compagni e le possibilità di un rientro in formazione, dicono più di quanto possa
qualsiasi resoconto della mattanza.
I cinque cuori di pietra hanno messo in scena la tempesta perfetta, infierendo sullo scafo avversario, squarciando con continue folate tutte le vele e le reti, grandinando da ogni angolazione in faccia al timoniere che se la prende, senza nemmeno troppa convinzione, con i suoi marinai.
Le raffiche non si fermano fino al 15-0, poi un attimo di sosta, la tigna di Rastaman che non vuole essere bollato come marito in pantofole, e un barlume di luce per il clan, tre gol nel buio nero. Anche Gamba di Legno-zunittu si toglie una soddisfazioncina. Ma ecco riprendere le nuove folate, che portano al definitivo 19-4.
Pagellone inutile:
Serusuke: bastano i gioiosi commenti dei compagni: "ma hai il piede caldo o ancora freddo"; incredulità per un cursore a cui oggi riesce tutto. Grappolo personale di cinque o sei o sette chicchi, due dei quali di destro robusto. 9
Ivano: resta comunque l'uomo in più, all'altezza del suo blasone saetta in difesa come in attacco.9
Leo: Tanti chilometri per il teatro e pure gol pesi, per un incrocio tra Nureyev e Karate Kid, in un modo o nell'altro finisce sempre per terra. Riesce a impegnare Seru costringendolo a un pregevole colpo sotto quando in scivolata si sostituisce a Citofono davanti alla porta avversaria. 8
Mike: il macellaio oggi ha le lame affilate, e taglia fracosta come meglio crede. Senza obbligo di rientro, molto concreto in avanti. 8
Bebo: rientro del capitano che, nonostante il piede di camembert, dà il suo contributo, anche se la forma dei compagni gli fa tentare numeri al di sopra della sua attuale condizione. 8
Cosa manca? solo il terzo tempo. Ma se questi sono i risultati, c'è da pensarci...
Difficile ora trovare spazio ai senatori, ma come sempre la legge del più anziano prevarrà sul buon senso...

7 commenti:

The Coach ha detto...

Bravi ragazzi!
Questa è la mia idea di fair play: l'avversario si rispetta umiliandolo...

plotino ha detto...

è valsa la pena nascere teatrante @@ .rulez

Leo ha detto...

Per la precisione:
Il risultato è di 19 a 3.
Sul 15 a 0 per noi ho sentito chiaramente dire a Benny la seguente frase:
"...certo che se continuiamo a mangiarci tutti questi goal(?)è normale che perdiamo..."
E non aggiungo altro.

plotino ha detto...

:|
e Pico che incitava "Dai che si recupera" s'è sentito?
:haha:

capitan bebo ha detto...

troppa enfasi nella cronaca di seru, poca analisi della partita.
ha ragione leo sul risultato: ribadisco 19 - 3.
onore ai vinti che fino alla fine hanno giocato con il massimo impegno senza mollare mai: ne sono testimonianaza i tre goals fatti, con pregevoli azioni (personali o corali) dopo l'ace del teatro, nonchè i lividi al 58' lasciati sulla caviglia di uno scatenato capitanò.
in cronaca: avvio spumeggiante del TM, squadra cortissima, pressing asfissiante, meccanismi perfetti, due a zero in pochi minuti, poi tre, quattro e così via in fuga, fino all'acuto del clan su di un'appagata compagnia, per finire con le quattro note dell'aria conclusiva dei cinque tenori nostrani.
in commento: dobbiamo chiederci cosa sia successo: come mai tale risultato eclatante, inatteso, rotondo non solo nel punteggio ma nella armoniosità delle giocate del TM; come mai seru-piede-freddo si è espresso a questi livelli.
le risposte sono abbastanza semplici, a posteriori.
su tutto, il rientro del capitanò, cerniera e volano di questo magnifico team, ma non basta: il vero uomo in più è stato fiordello-coach, con il suo gioco fresco, moderno, in grado di esaltare le scarse qualità pedatorie dei nostri, senza irrigidirli in schemi che ne tarpano la fantasia, con la sua capacità di motivare senza colpevolizzare per l'errore commesso.
e se questo è necessario per riaccendere la passione dei tamburi lontani, beh, che il guardiola de noantri si accomodi in panca anche per la prossima, oppure che si decida a fare l'allenatore in campo!

The Coach ha detto...

Mortacci vostra, avete vinto na partita contro i morti e subito rinnegate il glorioso passato?
Siete peggio degli juventini che offendono Moggi (sempresialodato).

Serusuke ha detto...

ecco, Bebo, hai tralasciato un altro fondamentale elemento di analisi, il ruolo del coach durante le giocate armoniose.
vado a sfilettare gli sgombri per lunedì prossimo...