martedì 21 ottobre 2008

terzotempo - notiziario enogastronomico n.2

Il numero di accessi al glorioso blog, ora che la Finanza creativa non interferisce più, è in tale crescita da costringerci a non lasciare gli avidi lettori a bocca asciutta troppo a lungo. E siccome il commento sul turno appena concluso stenta ad arrivare (se ci affidiamo ai discepoli di Candido rimarremo sempre più indietro), la pagina fondamentale, quella della tenzone enogastronomica, mette la freccia a sinistra e sorpassa resoconti che di sportivo hanno comunque ben poco.
I commensali, soddisfatti per le proprie imprese sul campo di Viale Kant, non possono dare vita al confronto di lunedì scorso per la cartolina di coscrizione giunta anzitempo al prode Fiordello, costretto alla ritirata da perentoria comunicazione del suo feldmaresciallo.
Anche a tavola si procede alle sostituzioni. Ieri la generosa bottiglia di Bacardi ha dato tutta se stessa, spremendosi nello sforzo fino all'ultima goccia, e avviandosi al riposo per un meritato turn over, sostituita immaginiamo degnamente nel prossimo incontro da una di Pampero, impaziente di scendere sul tavolo. Ne viene fuori un mojito che, previsto per cinque, viene abbattuto in quattro, con dosi ampiamente rinforzate.

L'apertura è a base di piatto sardo-lazial-siciliano, enorme insalata di pane carasau, condita con pomodori pachino, abbondante olio sabino e generose manciate di origano. Presentato come antipasto, assume la consistenza di un primo, tanto da scaricare parzialmente le cartucce dei voraci pentatleti della tavola.
Si arriva dunque alla nuova entrata con più timore del dovuto.
Salutata con grida di giubilo, giunge nella padellona da paella un sostituto mediorientale, un enorme piatto di orzo alla turca, con peperoni, prugne secche e zafferano.
Se ne accorge subito Vasco, che affonda la forchetta con gesto rapace, dando al contempo l'impressione di un apprezzamento di cui non era ritenuto capace. Lo seguono tutti con baldanza, così come un coach vuole essere seguito. Ma portare a termine il primo piatto risulta impresa proibitiva, e l'unico a osare il bis è proprio l'ebbro errante, che si riscatta così dell'ultima prestazione analcolica. La cena è annaffiata da una bottiglia di rosso veramente biodinamico, messo a disposizione da un Bebo nel quale presto non si riscontra più traccia di vita.
Ma l'onore sui campi di battaglia resta ampiamente assicurato dalla prova del collettivo.

2 commenti:

The Coach ha detto...

Onore al cuoco.
Heil to the Chef.

Leo ha detto...

Fine!